L’antieuropeismo e’ cresciuto in Italia a causa delle politiche di austerity, ma e’ estraneo alla nostra cultura. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, oggi alla ‘Mobility Conference”. “L’Italia deve e vuole essere europea – ha detto – la crisi e le politiche di austerity hanno fatto crescere pericolosamente un sentimento antieuropeista che non appartiene alla nostra cultura e alla nostra storia. A questo sentimento vanno date risposte concrete. Non affidandoci alla sola passione europea, utilizzando appieno le opportunita’ che ci vengono da Bruxelles e facendo sentire forte la nostra voce, quando necessario”.
L’Italia ha bisogno di una “chiara inversione di rotta” sulla spesa pubblica per le infrastrutture, per ovviare al drammatico crollo del 23% tra il 2009 e il 2012. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Si tratta di un crollo “costante che ha comportato una perdita di competitivita’ e di capacita’ imprenditoriali con riflessi inevitabili sull’occupazione”. La flessione tendenziale, aggiunge, “e’ del 26,2% fino al 2015, mentre la spesa corrente e’ in crescita”. Squinzi approva “l’allentamento del Patto di stabilita’ interno per gli enti locali che investono in infrastrutture, bisogna insistere su questa strada, rafforzando e stabilizzando la scelta, visto che il rapporto deficit/Pil e’ sotto il 3%”.
Expo 2015 “sembra scontare ritardi sul fronte delle infrastrutture”. E’ l’allarme lanciato oggi dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto alla ‘Mobility Conference’. Per Squinzi i ritardi sono dovuti “a responsabilita’ regolatorie poco chiare, contenziosi amministrativi e difficolta’ di reperire tutte le risorse, con il rischio di rendere difficile l’accesso ai siti espositivi”. Squinzi esorta quindi a “fare il massimo per portare a termine gli interventi previsti, perche’ le opere infrastrutturali legate all’evento avranno un impatto nell’immediato, ma anche sul lungo periodo”.

