L’Europarlamento è pronto a dare battaglia perché tutte le compagnie, incluse quelle cinesi, rispettino la legge europea e paghino la discussa tassa sulla CO2 nel settore dell’aviazione. A denunciare la violazione è l’associazione ambientalista Transport&Environment, insieme all’eurodeputato tedesco Peter Liese (Ppe), caponegoziatore sul dossier con Consiglio e Commissione e all’associazione europea delle compagnie low cost (ELFAA).
“Le compagnie di Cina, India e Arabia Saudita non hanno rispettato la legge europea che si applica ai voli interni” spiega Bill Hemmings, dell’associazione ambientalista Transport&Environment.
“Gran Bretagna, Francia e Germania, sotto pressione per le commesse di Airbus, hanno al massimo inviato una lettera”, aggiunge Hemmings.
“Finché non sarà rispettata la normativa – minaccia Liese – non sono disposto a chiudere un accordo sulla nuova proposta della Commissione Ue”, che prevede una tassa sulla CO2 emessa dai voli, inclusi quelli intercontinentali, nella tratta di spazio aereo europeo.
L’Europarlamento tiene il coltello dalla parte del manico: se non si dovesse trovare un accordo con Consiglio e Commissione prima delle elezioni, ad essere in vigore sarebbe la norma che copre le emissioni delle intere tratte dei voli in arrivo e in partenza dall’Europa, senza “sconti” per nessuno.
