Dopo lo scontro con Papa Francesco per le parole del Pontefice sul genocidio degli armeni, l’alto rappresentante Federica Mogherini avverte la Turchia: “La normalizzazione dei rapporti con l’Armenia è fondamentale per la candidatura di Ankara all’Ue”.
La durissima risposta della Turchia al Vaticano non ha fatto di certo piacere alle istituzioni comunitarie. Ankara aveva definito “inaccettabili calunnie” le parole di Bergoglio sul genocidio degli armeni di inizio Novecento. E ora sono possibili conseguenze sulla richiesta di ingresso nell’Ue avanzato dal paese turco. La portavoce di Federica Mogherini, Maja Kocijancic, ha chiarito che nell’ambito dello status della Turchia di candidato all’ingresso nella Ue, la “normalizzazione” dei rapporti tra Turchia e Armenia è “particolarmente importante” ed è “una questione che viene regolarmente valutata” nei rapporti sull’avanzamento della candidatura di Ankara.
“E’ fondamentale che, nello spirito di riconciliazione, i paesi partner della Ue sappiano affrontare il passato attraverso dibattiti sereni ed aperti” ha proseguito la portavoce di Federica Mogherini ricordando che la Commissione “è felice di notare che la società turca si è aperta a tali dibattiti” e che le condoglianze espresse lo scorso anno dall’allora premier Erdogan “furono un passo benvenuto”. E Bruxelles “incoraggia a considerare significativi passi aggiuntive che aprano la via alla riconciliazione”.
“La riconciliazione è il fondamento chiave del progetto europeo e dei suoi valori”, ha concluso Maja Kocijancic. “E’ importante che le relazioni tra Turchia e Armenia siano normalizzate al più presto possibile, mettendo in atto i Protocolli firmati del 2008”.
