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Ucraina, l’Ue congela i beni di Ianukovich

Ucraina, l’Ue congela i beni di Ianukovich
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L’Ue ha varato un piano di aiuti da 11 miliardi di euro in due anni per l’Ucraina. Intanto Bruxelles ha ufficialmente congelato i beni del deposto presidente Ianukovich e di altre 17 personalità legate alla leadership ucraina esautorata nei giorni scorsi dalla piazza

L’Ue ha ufficialmente congelato, con la pubblicazione avvenuta oggi sulla Gazzetta Ufficiale, i beni del deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich e di altre 17 personalità legata alla leadership ucraina esautorata nei giorni scorsi dalla piazza. Tra queste, anche il figlio di Ianukovich, Aleksandr. Nella lista figurano anche l’ex capo dei servizi di sicurezza Alexander Yakymenko, l’ex ministro dell’interno Vitali Zakharchenko, l’ex procuratore generale Viktor Pshonka, e l’ex ministro della giustizia Olena Lukash. Le sanzioni, relative ai beni personali attribuite a queste persione, resteranno in vigore per 12 mesi.

L’Unione europea intanto apre i cordoni della borsa, mentre la Nato continua ad alzare i toni con Mosca. Quella che il presidente Napolitano definisce “una questione nodale” auspicando che le tensioni siano “rapidamente disinnescate” sulla base della “reciproca comprensione” e avendo come base “l’indipendenza e l’integrità” del Paese, nel quartier generale della Nato ieri ha preso i toni della guerra fredda, mentre l’Unione Europea ha varato un piano di aiuti da 11 miliardi di euro in due anni.

Prove di dialogo tra Usa e Russia sulla crisi ucraina. Oggi alla Farnesina c’è stato un nuovo incontro tra il segretario di Stato John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, dopo il colloquio di ieri a Parigi. Kerry e Lavrov oggi sono a Roma per la conferenza internazionale sulla Libia. L’Ucraina sarà al centro anche della riunione del Consiglio straordinario dei capi di Stato e di governo Ue che si terrà oggi a Bruxelles, dove sarà presente anche il premier Matteo Renzi.

“Siamo determinati e pronti a firmare l’accordo di associazione con la Ue”. Lo ha detto il premier Arseni Iatseniuk dopo la riunione coi leader Ue, aggiungendo che “siamo in situazione economica disperata”.

Un incontro informale sulla crisi in Ucraina, sempre alla Farnesina, c’è stato anche fra i ministri degli Esteri di Usa, Italia, Francia e Germania, con la presenza del viceministro degli Esteri britannico. A quanto si apprende, l’incontro è servito a coordinare le posizioni prima del Consiglio europeo straordinario di Bruxelles.

La giustizia ucraina ha emesso mandati d’arresto per il premier e per il presidente del parlamento (Rada) della Crimea, Serghii Aksionov e Vladimir Kostantivov. I due, il cui potere non è riconosciuto da Kiev, sono a capo delle istituzioni della penisola che stanno portando la Crimea tra le braccia della Russia con un referendum fissato il 16 marzo. A emettere il mandato è stato il tribunale distrettuale Shevchenko di Kiev su richiesta della procura generale. I due sono indagati in base all’articolo 109 del codice penale che prevede fino a 10 anni di reclusione per azioni volte a cambiare il regime costituzionale o a prendere il potere con la forza.