Il Consiglio europeo ha deciso: il nome proposto per la presidenza della Commissione europea e’ quello di Jean-Claude Juncker. Lo ha annunciato Herman Van Rompuy in un post su Twitter al culmine di una giornata caratterizzata dall’opposizione del premier britannico all’ex premier lussemburghese. I capi di stato e di governo di incontreranno ion occasione della votazione del 16 lugio a Bruxelles per un vertice straordinario.
Per conciliare la disciplina dei conti pubblici nazionali con le esigenze della crescita e della creazione di posti di lavoro, occorre fare un “miglior uso” della flessibilita’ insita nelle regole comunitarie: e’ quanto si legge nell’ultima versione delle conclusioni del Consiglio Europeo, rivista durante la notte dagli sherpa dei Ventotto.
“Le riforme strutturali che rafforzano la crescita e migliorano la sostenibilita’ dei conti pubblici – si legge nell’ultima versione delle conclusioni – meritano una particolare attenzione, anche attraverso una valutazione appropriata delle misure fiscali e delle riforme strutturali, facendo al tempo stesso un miglior uso della flessibilita’ insita nelle regole esistenti del patto di Stabilita’ e crescita”. La nuova versione tiene conto delle richieste italiane di una maggiore precisione sul tema della flessibilita’, ed e’ stata rifinita in una lunga riunione notturna dei rappresentanti dei Ventotto.
Secondo quanto si apprende, un altro elemento che va nella direzione indicata da Roma e’ la decisione di allegare il testo del documento strategico firmato dal presidente del Consiglio europeo alle conclusioni: in questo modo, a detta di chi segue il dossier, gli obiettivi che si stanno perseguendo vengono formalmente integrati nel lavoro del Consiglio, rendendo l’impegno dei 28 piu’ solenne.
“Quella di Juncker e’ stata una scelta politica. Si e’ scelto di far prevalere il voto dei cittadini alle europee”, ha dichiarato il presidente del consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa a Bruxelles. “La scelta dei commissari dipendera’ dal presidente della commissione. Io non chiedo qualcosa per l’Italia, ma qualcosa per l’Europa”. Il premier è poi intervenuto per smentire le voci su una possibile candidatura dell’ex premier Letta a presidente dela COnsiglio europeo: “Non e’ mai stato fatto il nome di Letta per la presidenza del consiglio europeo. C’e’ una discussione in corso su quale famiglia europea debba avere la presidenza del consiglio”, ha aggiunto Renzi, “sono delicati equilibri e incastri da cencelliana transizione italiana. Ma non penso che ci diano tre presidenze per l’Italia”.
Renzi ha poi aggiunto: “Ora vanno fatte le riforme perche’ il problema dell’Italia non e’ l’Europa, ma l’Italia”. Le riforme “non sono un optional” ha scandito il premier convinto con il cambiamento “l’Italia deve cambiare faccia”. “Da qui – ha aggiunto – il countdown dei mille giorni delle riforme che partira’ dal primo settembre con un elenco di cose che fara’ il governo e che di giorno in giorno saranno messe sul sito di palazzo Chigi”.
“Ho votato Juncker perche’ c’era un documento se non fosse stato cosi’ non lo avrei votato. E’ indicato presidente perche’ c’e’ questo documento e perche’ c’e’ un accordo politico”, ha infine concluso il premier sottolineando l’importanza di una amggiore flessibilità al rigore imposto dagli Stati del nord.

