L’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton, ha detto che “l’idea che l’Italia possa essere designata come una nazione terrorista e’ inaccettabile”, rispondendo ad una domanda di un eurodeputato in Parlamento europeo sulla questione dei maro’ e sull’accusa di terrorismo. Ashton ha inoltre aggiunto che la questione “non e’ soltanto profondamente inquietante per il governo italiano, ma e’ allarmante per tutta l’Unione europea.”
IL PARLAMENTO ITALIANO – Gli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato si sono riuniti quest’oggi per valutare le iniziative da assumere in sede parlamentare sulla questione dei due maro’ all’esito della decisione assunta ieri dalla pubblica accusa indiana sull’incriminazione dei due militari ai sensi della legge antiterrorismo ed antipirateria. Dopo le prese di posizione dell’Unione europea e le iniziative di sensibilizzazione della comunita’ internazionale per i profili di violazione dei diritti umani, i presidenti delle quattro Commissioni, Pier Ferdinando Casini, Fabrizio Cicchitto, Nicola Latorre ed Elio Vito, hanno deliberato – informa sempre una nota della Camera, di indirizzare una lettera ai presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa di tutti gli Stati membri dell’Unione europea e del Parlamento europeo al fine di assumere ogni iniziativa utile per una giusta soluzione del caso.
La lettera dei quattro presidenti indirizzata agli omologhi europei, prosegue la nota, richiama che “il caso e’ all’attenzione della comunita’ internazionale ed europea in quanto vede coinvolti i militari italiani accusati della morte di due cittadini indiani, quale conseguenza di un incidente occorso in mare nel febbraio 2012 in acque internazionali, al largo delle coste indiane, nell’ambito di una missione di sorveglianza per il contrasto alla pirateria e per la sicurezza dei flussi commerciali conformemente alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in materia di lotta alla pirateria”. “Come noto, il 10 febbraio 2014 la pubblica accusa indiana, dopo due anni di silenzio, ha formalmente richiesto davanti alla Corte Suprema di quel Paese che l’imputazione dei due militari italiani avvenga nel presupposto dell’applicazione della normativa antiterrorismo e antipirateria. E’ evidente – si legge ancora – che per l’Italia si tratta di una situazione del tutto inaccettabile”. “Come richiamato dal Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, nella sua recente visita presso il Parlamento europeo, la vicenda – prosegue il testo – e’ di comune interesse europeo, considerato che i due militari si trovavano a bordo di una nave italiana nello svolgimento dei propri doveri istituzionali nel quadro di un’operazione internazionale di contrasto alla pirateria, che vede impegnata l’Unione europea e i singoli Stati membri”. “Sulla vicenda – e’ ancora la lettera – l’Unione europea ha fatto sentire la propria voce unitaria: il Presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Barroso, affermando che “qualunque decisione dell’India sul caso avra’ un impatto sulle relazioni complessive fra l’Unione europea e l’India e dovra’ essere valutata con attenzione”. “Anche l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, ha espresso le serie preoccupazioni dell’Unione europea sulla vicenda che rischia di avere un impatto negativo sugli sforzi profusi dall’UE e a livello mondiale nella lotta contro la pirateria’. Tutto il Parlamento italiano – si rileva – segue l’evolvere della vicenda con assiduita’ e grande preoccupazione, anche in considerazione delle gravi conseguenze che da tale increscioso precedente potrebbero derivare sul piano della certezza del diritto internazionale e della efficacia dell’azione profusa a sostegno della pace e della sicurezza attraverso lo strumento delle missioni internazionali, cui l’Italia contribuisce con convinta determinazione”.
“Per queste ragioni la delegazione delle Commissioni affari esteri e difesa del Parlamento italiano, rappresentativa di tutte le forze politiche, a fine gennaio si e’ recata a Delhi, dove ha incontrato i rappresentanti diplomatici di alcuni Paesi europei, insieme al Capo della delegazione dell’Unione europea, rinnovando la disponibilita’ ad avviare un canale di diplomazia parlamentare che contribuisca ad accelerare la soluzione positiva della controversia. A seguito di tale missioni, in vista della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti degli Stati membri dell’Unione europea, prevista per il prossimo 19-20 febbraio a Bruxelles, la Presidente della Camera dei deputati italiana, Laura Boldrini, ha indirizzato un appello al Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, al fine di richiamare l’attenzione degli europarlamentari sul caso, nonche’ il sostegno alla richiesta italiana affinche’ sia rispettato il diritto internazionale e si pervenga rapidamente ad una soluzione. A questo punto l’Italia chiede che si proceda senza indugi nel rispetto del diritto internazionale e che ai militari italiani siano assicurate tutte le garanzie dello stato di diritto, a partire dalla possibilita’ che essi possano immediatamente rientrare nel proprio Paese, tenuto conto che da due anni sono soggetti a una misura di restrizione della liberta personale in assenza di un capo di imputazione”. Gli Uffici di presidenza delle quattro Commissioni hanno anche deliberato di incontrare i familiari dei maro’ il prossimo mercoledi’ 19 febbraio, a due anni esatti dall’arresto dei due connazionali, al fine di testimoniare alle loro famiglie la solidarieta’ unitaria delle istituzioni del Paese.

