I capi di Stato e di governo dell’Unione europea si incontrano a Bruxelles per indicare il nuovo responsabile della politica estera, dopo che ieri il parlamento europeo ha approvato la nomina dell’ex premier lussemburghese Jean-Claude Juncker (Ppe) a presidente della Commissione europea. Il presidente del Consiglio è determinato a spuntare la nomina di Federica Mogherini a «Lady Pesc»:sul suo nome è stato trovato l’accordo al Pse, che candida invece per la presidenza del Consiglio la danese Helle Thorning Shmidt. Ma la partita è tutt’altro che scontata ed il premier – che martedì ha avuto un giro di telefonate con la Merkel, Hollande e Van Rompuy – sembra essere destinato a fare i conti con una vera e propria fronda: 10-11 Paesi, e non solo dell’Est, sarebbero pronti a mettere il veto sul nome della candidata italiana, rischiando di far sfumare l’obiettivo di Roma. “Come Alto Rappresentante dovremmo avere qualcuno con esperienza di politica estera, come (la bulgara) Georgieva, (la francese) Guigou o (il polacco) Sikorski – dice il presidente della Commissione Esteri del Parlamento Europeo, il consigliere di Angela Merkel, Elmar Brok – Di più inesperto c’è solo il ministro ungherese”. Veti inaccettabili per il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Una cosa è certa- sottolinea Alfano – l’Italia è in grado di guidare la politica estera europea”.
Non Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo che invece plaude all’ipotesi: Federica Mogherini, secondo l’esponente della Spd, “ha molte chance. Penso potrebbe essere un eccellente candidata” al ruolo di Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea.
