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Volkswagen, l’Ue pensa a un nuovo sistema di test sulle emissioni auto

Lo scandalo Volkswagen si allarga e inizia a muoversi anche l’Ue. Francia e Gran Bretagna chiedono a gran voce un’inchiesta europea. E Bruxelles pensa a un sistema più severo di test sulle emissioni auto

Lo scandalo delle emissioni si è finora limitato al coinvolgimento di Volkswagen, ma gruppi ambientalisti, in particolare in Germania, sospettano che un “trucco” simile venga adottato anche da altre case automobilistiche. Tutta Europa è in fibrillazione, con class action ovunque e nel frattempo inizia un forte pressing sulle istituzioni comunitarie per una revisione a livello europeo dei test sulle emissioni auto.

Lo scandalo Volkswagen ha conosciuto una drammatica escalation da quando la casa automobilistica ha rivelato che 11 milioni delle sue vetture in tutto il mondo potrebbero essere state “truccate”, causando tra l’altro un drammatico crollo in Borsa che ha portato a una perdita di valore di un terzo delle quote di mercato della sua società e arrivando a minacciare la poltrona dell’amministratore delegato.

Ora lo scandalo potrebbe avere pesanti conseguenze anche sui paesi europei e sulle normative Ue. La Francia, in particolare, ha chiesto un’indagine europea mentre la Germania ha chiesto “piena trasparenza”. La Gran Bretagna, intanto, ha chiesto alla Commissione europea di indagare con urgenza sui test per le emissioni dei veicoli. Secondo le autorità statunitensi, la Volkswagen ha ammesso che ha equipaggiato circa 482.000 vetture negli Stati Uniti con un sofisticato software che segretamente “spegne” i controlli sui livelli di inquinamento quando l’auto è in marcia.

Con il cosiddetto “impianto di manipolazione” disattivato, la vettura può emettere gas inquinanti in aria, tra cui ossidi di azoto in quantità 40 volte superiori ai limiti, senza essere “beccata”. Per questo si fanno forti all’interno dell’Ue le pressioni di gruppi e associazioni, ma anche dei singoli Stati, di introdurre nuove regole sui test di emissione. Lla portavoce della Commissione europea Lucia Caudet ha detto che le indagini sono in corso ed è prematuro dire se serviranno “nuove misure di sorveglianza” anche in Europa.

Ma poi ha aggiunto: “Dobbiamo andare a fondo di questa storia per il bene dei consumatori europei e dell’ambiente, abbiamo bisogno della certezza che l’industria rispetti scrupolosamente i limiti di emissioni”. Caudet ha anche invitato gli Stati membri a far rispettare rigorosamente gli standard dei veicoli, sottolineando il fatto che si tratta di una loro responsabilità.