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10 agosto – Quando Roma celebrava San Lorenzo con pane e prosciutto

Il nome di San Lorenzo in Panisperna potrebbe derivare dall’antica distribuzione di panis et perna, pane e prosciutto, compiuta ogni 10 agosto dalle religiose del convento. La tradizione ricordava così San Lorenzo e il suo impegno verso i poveri, da lui considerati il vero tesoro della Chiesa. Un’etimologia non certa, ma capace di raccontare una Roma nella quale la carità aveva poche parole e un companatico decisamente sostanzioso.

10 agosto – Quando Roma celebrava San Lorenzo con pane e prosciutto

In questo giorno si ricorda San Lorenzo, il diacono martirizzato durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano. Nel Rione Monti, però, il suo nome è legato anche a una tradizione molto concreta: la distribuzione di pane e prosciutto ai poveri. Da quel gesto potrebbe essere nato il curioso toponimo Panisperna.

Il santo che considerava i poveri un tesoro

Il 10 agosto Roma guarda il cielo alla ricerca delle stelle cadenti, esprime desideri generalmente troppo ambiziosi e ricorda San Lorenzo, uno dei suoi martiri più venerati. Lorenzo era un diacono della Chiesa romana, incaricato di amministrarne le offerte. Secondo la tradizione, quando le autorità imperiali gli ordinarono di consegnare i tesori della comunità cristiana, si presentò accompagnato da poveri, malati e bisognosi. Erano loro, spiegò, la vera ricchezza della Chiesa.

La risposta non fu particolarmente apprezzata dall’amministrazione dell’imperatore Valeriano. Lorenzo venne ucciso il 10 agosto del 258. La leggenda racconta che fu arso sopra una graticola, anche se alcuni studiosi ritengono più probabile una decapitazione. A Roma, però, le leggende resistono generalmente meglio delle sentenze degli storici.

Quel nome che profuma di merenda

Nel Rione Monti, lungo la strada che sale e scende tra il Viminale e Santa Maria Maggiore, sorge la chiesa di San Lorenzo in Panisperna, costruita secondo la tradizione nel luogo in cui il santo avrebbe subito il martirio.

Il nome Panisperna ha dato origine a numerose interpretazioni. Potrebbe derivare dalle parole latine riferite alle sbarre sulle quali Lorenzo sarebbe stato disteso, oppure indicare un antico confine tra proprietà. Ma la spiegazione più popolare, e certamente la più appetitosa, lo fa discendere da panis et perna: pane e prosciutto.

Ogni 10 agosto le monache dell’attiguo convento avrebbero distribuito pagnotte e prosciutto ai poveri della città, ricordando l’attività caritatevole del diacono. Un’etimologia suggestiva, non dimostrata con certezza, ma talmente romana da risultare quasi più credibile dei documenti: un santo, una chiesa e qualcosa da mangiare.

La carità senza conferenze stampa

La distribuzione non era soltanto un gesto devozionale. Riprendeva il significato più profondo della storia di Lorenzo: la ricchezza non era custodita negli scrigni, ma rappresentata dalle persone che avevano bisogno di aiuto. In una Roma abituata da secoli a trasformare le feste religiose in occasioni popolari, il pane e il prosciutto rendevano il messaggio comprensibile anche a chi non aveva studiato il latino. E soprattutto lo rendevano commestibile.