Fondi immobiliari, trema il colosso americano Blackstone. Default da 297 mln

L’aumento dei tassi di interesse che colpisce soprattutto i valori immobiliari, sia negli Stati Uniti che in Europa, mette sotto pressione il settore

di Redazione Economia
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Blackstone, trema il colosso americano che ha dichiarato defaut per un totale di 297 milioni di euro

Il fondo americano Blackstone ha dichiarato default su un’obbligazione del valore complessivo di 297,1 milioni di euro, garantita da un portafoglio di uffici e negozi finlandesi detenuti dall’azienda Sponda Oy.

Come riportato dal Corriere della Sera, l’aumento dei tassi di interesse che colpisce soprattutto i valori immobiliari, sia negli Stati Uniti che in Europa, mette sotto pressione il settore, specialmente per gli edifici ad uso commerciale. Tanto che quella di Blackstone, la cui attività è fortemente esposta al real estate, potrebbe essere la prima di una serie di insolvenze. L’azienda finlandese Sponda Oy è stata acquisita dal fondo americano per circa 1,8 miliardi di euro nel 2018. Molto prima che pandemia, conflitto in Ucraina, crisi energetica e inflazione generassero intoppi nell’intera filiera produttiva, che a loro volta hanno creato volatilità nel mercato degli immobili commerciali. L’aumento dei tassi ha poi bloccato i vari processi di vendita degli asset in portafoglio, così quando Blackstone ha chiesto una proroga ai detentori delle obbligazioni cartolarizzate per cedere le attività e rimborsare il debito, la risposta è stata no.

Fondi immobiliari in crisi, Blackstone congela rimborsi per circa 71 miliardi di dollari

Già alcuni giorni fa la società americana ha annunciato di voler congelare i rimborsi dal proprio maxi fondo Reit (Real Estate Income Trust), lanciato solo pochi anni fa e che ad oggi vale circa 71 miliardi di dollari. In una lettera agli investitori ha comunicato loro che non avrebbero potuto incassare i collocamenti, nonostante le continue richieste di risarcimento. Blackstone ha confermato di aver soddisfatto richieste per circa 1,41 miliardi di dollari a febbraio, poco più del 35% dei 3,94 miliardi di prelievi domandati solo nello scorso mese dagli investitori. "Questo debito si riferisce a una piccola parte del portafoglio di Sponda - ha dichiarato un rappresentante di Blackstone -. Siamo delusi dal fatto che il servicer non abbia avanzato la nostra proposta, che riflette i nostri sforzi e riteniamo che offrirebbe il miglior risultato per i detentori di note.

Abbiamo piena fiducia nel portafoglio e nel team di gestione di Sponda. La priorità rimane fornire asset per uffici e negozi di alta qualità». L’inadempienza di uno dei colossi mondiali per gli investimenti dice molto dei problemi che il mercato immobiliare sta affrontando. Innanzitutto, dopo oltre dieci anni di tassi d’interesse intorno allo zero, i rialzi della Banca centrale europea (Bce) e dalla Federal Reserve (Fed) hanno avuto un impatto su piccoli e grandi investitori, Blackstone compreso, scoraggiando gli acquisti. Si è creato un divario tra domanda e offerta, il quale a sua volta genera pressione sui proprietari che spesso devono ripagare prestiti per il loro precedente acquisto".

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