Guerra, Farage: "Perché l'Occidente non dialoga più con Putin? Assurdo"

Si incrina su Affaritaliani.it il fronte britannico pro-guerra: "Ci vuole un tentativo di mediazione"

Di Alberto Maggi
Nigel Farage invasione ucraina
Esteri
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Guerra, il leader della Brexit Nigel Farage ad Affaritaliani.it


"Il supporto anche militare all'Ucraina è una cosa giusta, ma è stupefacente la mancanza totale da parte dei Paesi occidentali del tentativo di negoziazione e dialogo con il presidente russo Vladimir Putin per cercare un accordo di pace". A parlare con Affaritaliani.it è Nigel Farage, ex leader dello Ukip e soprattutto il politico britannico protagonista principale della Brexit, l'uomo che di fatto ha portato Londra fuori dall'Unione europea.

"Va bene aiutare Kiev e il presidente Zelensky a combattere questa guerra, e il mio Paese è in prima fila, ma perché nessuno stato occidentale si sta impegnando e sforzando per una mediazione e una trattativa di pace con Mosca? Davvero non capisco, assurdo. Sono molto stupito", spiega Farage.

Alla domanda sui timori di una terza guerra mondiale (nucleare), evocata dal ministro degli Esteri di Mosca Sergej Lavrov, Farage risponde: "Al momento non vedo questo rischio, prego e spero che non si arrivi a tanto". Commentando poi la riconferma di Emmanuel Macron all'Eliseo, dopo il secondo turno delle elezioni francesi di domenica scorsa, il leader della Brexit afferma: "L'Europa si conferma comunque divisa su tutto, anche sulla guerra in Ucraina, con la posizione in particolare della Germania, assolutamente ambigua. Berlino dice una cosa e ne fa un'altra. Attenzione, poi, che a ogni elezioni Marine Le Pen guadagna voti. Un segnale importante che l'establishment soprattutto di Bruxelles vuole sottovalutare o finge di non vedere". Farage infine non si sbilancia sulle prossime elezioni politiche italiane, "davvero non so fare un pronostico. La sfida sarà molto aperta tra Centrodestra e Centrosinistra. Al momento tutto è possibile", conclude.

Ucraina: Gb, illegittima minaccia di rappresaglia Mosca

E' "illegittima" la minaccia di Mosca di una risposta militare proporzionale contro i Paesi Nato dopo che il Regno Unito ha dato il suo appoggio agli attacchi ucraini contro il territorio russo con armi fornite da Londra. Lo ha detto il vicepremier britannico Dominic Raab, tornando sull'acceso scambio di ieri tra Downing Street e il Cremlino. Per Raab quanto stanno facendo i Paesi occidentali e' del tutto lecito. "Abbiamo il diritto di fornire supporto militare a qualsiasi Stato che eserciti il diritto di difesa contro un'invasione aggressiva", ha aggiunto riferendosi al sostegno all'Ucraina contro l'attacco russo.

La polemica tra Londra e Mosca si era scatenata ieri dopo le dichiarazioni del viceministro britannico della Difesa, James Heappey, secondo cui e' "interamente legittimo" l'uso da parte ucraina di armi fornite dal Regno per prendere di mira gli obiettivi all'interno del territorio della Russia. A queste era seguita a breve giro la risposta di Maria Zacharova, portavoce del ministero degli Esteri russo: a suo avviso, applicando la stessa logica, Mosca potrebbe ritenere altrettanto legittimo colpire i Paesi Nato che trasferiscono armi all'Ucraina. Il vicepremier Raab nella sua dichiarazione si e' riferito a queste e a un'altra affermazione sullo stesso argomento fatta dal ministero della Difesa russo in cui si era evocata una "risposta proporzionale" rispetto alla "provocazione di Londra" e ha quindi sottolineato: "Se la Russia inizia a minacciare altri Paesi, non fa che aumentare ulteriormente il suo status di paria e non fara' altro che promuovere la solidarieta' e il consenso nella comunita' internazionale sul fatto che deve essere fermata".

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