Usa, McCarthy è un flop: bocciato anche alla 4° votazione

Dopo cinque ore di dibattito e 4 votazioni i Repubblicani non hanno ancora il loro speaker. Il candidato ufficiale non è gradito ad una parte dei Gop

Esteri

Usa, McCarthy bocciato anche alla quarta votazione

Il repubblicano Kevin McCarthy è stato bocciato anche alla quarta votazione per eleggere lo speaker della Camera, nonostante l'appello a votarlo da parte di Donald Trump ai 20 'ribelli' dell'ala più conservatrice, tutti a lui vicini e negazionisti della vittoria di Joe Biden (tranne due). Un esito che suggerisce apparentemente una minor presa del tycoon sul fedele zoccolo duro che sperava di aver creato nel partito. 

Usa, McCarthy bocciato per tre volte. Il rebus del dopo-Pelosi

Il successore di Nancy Pelosi come speaker della Camera negli Usa è un rebus. Dopo cinque ore e tre votazioni i Repubblicani non hanno ancora il loro rappresentante. Kevin McCarthy, candidato ufficiale indicato a novembre dopo la vittoria alle elezioni di Midterm, è stato bocciato per tre volte. Non era mai successo negli ultimi cento anni che lo speaker indicato dalla maggioranza non venisse eletto al primo turno. McCarthy non solo è stato bocciato, ma ha visto i voti contrari salire tra la seconda e la terza votazione: venti preziosi voti sono andati al fedelissimo trumpiano Jim Jordan, e i “ribelli” non sembrano intenzionati ad arrendersi.

La quarta votazione, inizialmente prevista in serata, non avrebbe cambiato la storia, così è stata trovata una via d’uscita per togliere la Camera dall’imbarazzo internazionale: è stata presentata e approvata una mozione che rinvia a domani la ripresa delle votazioni. Nel frattempo ci sarà spazio per le trattative tra i Repubblicani: per loro sarà una lunga notte. Tecnicamente McCarthy poteva contare sui 222 voti del partito, quattro più dei 218 sufficienti a ottenere la maggioranza sui 434 (su 435) rappresentanti presenti in aula. Il quorum poteva abbassarsi se qualcuno avesse rinunciato a votare, ma non è accaduto.

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