Lega, Luca Zaia inizia la scalata di Salvini, cerca spazi nel centro e...

Lega, Anche Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, affila il coltellaccio e potrebbe fare coppia con Zaia

Di Giuseppe Vatinno
Luca Zaia e Matteo Salvini (Lapresse)
Politica

Lega, Zaia inizia la scalata al... monte Salvini

Luca Zaia, la faccia moderata della Lega, gira l’Italia e soprattutto il Nord con il suo libro “I pessimisti non fanno fortuna”. La sua iperattività non è passata certo sotto silenzio perché ogni sera si fa un programma diverso. Ieri sera, ad esempio, era in studio da Marco Damilano a “Il cavallo e la torre” per presentare il libro e rispondere alle domande.

L’ex direttore de L’Espresso non si certo fatto sfuggire la possibilità di utilizzare Zaia contro Salvini con domande chiaramente volte a farlo parlare criticamente del ministro delle Infrastrutture.

C’è da dire che anche questo è un modo di far politica, cioè magnificare gli avversari dei nemici per metterli in difficoltà.

Damilano ha infatti cercato di fare dire a Zaia che si sarebbe candidato al prossimo congresso della Lega - che è previsto nella prima parte del 2023 - e Zaia ha giocato il suo ruolo facendo finta di non saperne niente e di essere in giro solo per presentare l’ultima sua fatica letteraria. Ma la realtà è che la Lega sta cedendo nei sondaggi, l’ultimo di due giorni fa gli attribuisce solo un 7,3% mentre Fratelli d’Italia schizza addirittura al 31,4% e Forza Italia al 6,8% (Pagnoncelli).

Quello che colpisce nella dinamica interna al centrodestra sono però i “saggi di variazione” percentuali rispetto al mese precedente che vedono FdI ottenere un + 1,6%, FI un + 0,7” con solo la Lega in calo con - 0,7%.

Numeri che mettono grande apprensione a via Bellerio e stimolano gli appetiti dei concorrenti alla segreteria. Salvini sta indubbiamente pagando per i compromessi governativi fatti nel passato che la Meloni invece non ha fatto e gli italiani le hanno riconosciuto il merito. Con Fratelli d’Italia così in alto Lega e Forza Italia rischiano l’irrilevanza ed infatti non hanno molto toccato palla sulla manovra ma la schiavitù dei numeri è questa.

Zaia tutto questo lo sa benissimo e alla domanda provocatoria di Damilano – citando l’analogia con Stefano Bonaccini per il Pd - sul fatto se fosse interessato alla segreteria ha ovviamente risposto che la sua amministrazione in Veneto ha ancora tre anni davanti in cui c’è molto da fare.

Anche Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, affila il coltellaccio e potrebbe fare coppia con Zaia.

Ma il governatore del Veneto snaturerebbe ulteriormente la vera natura della Lega. Infatti sta cercando di vincere la sua personale corsa al segretariato tirando fuori temi centristi, strizzando l’occhio alla omosessualità, ai migranti e al fine vita, in netta opposizione a quanto dice da sempre Salvini.

Zaia sta cercando evidentemente spazi al centro e lo fa dal Veneto in cui la Lega ha preso gran parte dell’eredità di quella Democrazia cristiana che qui era fortissima. Il “Veneto bianco” è la riserva di caccia di Zaia che così tenta un processo simile a quello che sta facendo Giuseppe Conte di svuotamento del vecchio Cinque Stelle e di una sua rigenerazione funzionale a sostituire a sinistra il Pd, in modo di diventarne poi il leader.Un piano ambizioso che sembra arridere all’avvocato di Volturara Appula e che ingolosisce Zaia.

Ma la Lega è un animale politico ben diverso dai Cinque Stelle che affonda la sua origine e la sua identità nel tema del federalismo e di un populismo verde dai modi spicci che non è compatibile con i toni soft di Zaia.

Tra l’altro, proprio il tema dell’Autonomia serve a Zaia per mettere in difficoltà Salvini con Fratelli d’Italia che, per bocca di Rampelli e La Russa, ha dichiarato che “l’Unità d’Italia è sacra”.

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