Pnrr, De Luca (Pd): "Costruire un nuovo Sud competitivo e dinamico"

Pnrr, De Luca (Pd): "Puntare sul Mezzogiorno per il rilancio dell'intero Paese"

Politica
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Pnrr (De Luca): "Serve un nuovo Sud competitivo e dinamico"


Colloquio con Piero De Luca, vicepresidente del Pd alla Camera e capogruppo in Commissione Affari Europei di Montecitorio.

A dirsi preoccupato per le notizie che giungono sull’impiego reale di risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) destinate al Sud è Piero De Luca, vicepresidente del Partito democratico alla Camera e capogruppo della Commissione Affari Europei di Montecitorio. “Dalle notizie che ci giungono, i dati relativi agli ultimi finanziamenti destinati al Mezzogiorno dal Ministero dello Sviluppo economico e da quello del Turismo sono compresi tra il 25 e il 30%. Al di sotto, quindi, della quota prevista del 40%. Al riguardo, ricordo che il Partito Democratico è stato determinante nella decisione di assegnare al Sud questa soglia delle risorse territorializzabili del Pnrr, pari a circa 86 miliardi di euro. Tale soglia, che peraltro e da intendersi come minima e va modulata a seconda delle singole azioni concrete, va però rispettata, senza esitazioni o deroghe sostanziali di sorta”, dice parlando con Affaritaliani.it.

"Oggi verifichiamo delle problematiche e riteniamo doveroso lanciare un campanello d'allarme. I motivi delle difficoltà pratiche che stiamo riscontrando sono molteplici, e si legano in larga misura alle criticità rilevate dall'ANCI e da tante Amministrazioni del Mezzogiorno. Tra queste anzitutto l'assenza di personale. I tecnici che dovevano essere assegnati ai Comuni del Sud ancora oggi non sono arrivati nel numero previsto. Altro elemento di criticità è la carenza di progetti pronti, per risolvere la quale sarebbe auspicabile immaginare studi di fattibilità standard da inserire nei bandi di gara, semmai proposti dalla stessa Agenzia per la coesione. Un ulteriore aspetto problematico riguarda, infine, la presenza in alcuni bandi di requisiti limitativi che restringono la partecipazione e penalizzano soprattutto il Mezzogiorno. Pensiamo all'ultimo avviso pubblico per la realizzazione di strutture da destinare ad asili nido e scuole dell'infanzia nell’ambito della Missione 4 del PNNR. Alcuni criteri, come quello della proiezione demografica, per la distribuzione di parte delle risorse, penalizzano evidentemente proprio i Comuni del Sud, che rischiano di non avere la disponibilità di risorse adeguate al raggiungimento dell'obiettivo minimo nazionale ed europeo del 33% di copertura di posti. Insomma, ci sono ancora oggi molteplici problemi da mettere a punto, per non perdere occasioni strategiche per la ricostruzione del Mezzogiorno come gli interventi proprio nelle scuole e asili nido, così come nelle infrastrutture fisiche e sociali, ma anche per gli impegni relativi alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione ambientale e la transizione digitale".

"Del resto, le risorse del Pnrr si aggiungono a quelle della programmazione 2021-2027 dei fondi di coesione e ad altri strumenti attivati da tempo proprio su input del Partito Democratico. Gli strumenti insomma non mancano”, aggiunge De Luca: penso in particolare alle Zone Economiche Speciali, uno strumento introdotto in Italia dal Governo Gentiloni nel 2017, con il D.L. 20 giugno 2017 n. 91, per favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti, nonché l’insediamento di nuove imprese. L’obiettivo principale della loro istituzione era quello di attrarre risorse, investimenti e competenze nel Mezzogiorno, compensando la minore presenza di infrastrutture di trasporto, tecnologiche o digitali, che purtroppo frena e rallenta da decenni il pieno sviluppo industriale e produttivo del Sud".

"La previsione delle ZES nelle regioni del Mezzogiorno rappresenta dunque un’occasione concreta di rilancio strutturale e competitivo di questa intera area strategica per l’Italia e per l’Europa, che superi la logica dell’assistenzialismo fine a se stesso per privilegiare invece il modello della creazione di opportunità e sviluppo anche nel Sud, con l'obiettivo di attrarre aziende e competenze per creare lavoro e occupazione". "Grazie alla normativa introdotta nel 2020 sulla base di una proposta di legge a mia prima firma, le Zone Economiche Speciali sono addirittura a oggi tra le aree più convenienti in Europa in cui investire, con una tassazione alle imprese al 12% a condizione che si mantengano i livelli occupazionali per i 10 anni successivi all’avvio della nuova attività economica e che la sede dello stabilimento incentivato resti nell’area interessata. Troppe volte abbiamo assistito a fenomeni di desertificazione sociale e occupazionale con aziende che hanno usufruito di ingenti risorse pubbliche per poi trasferirsi all’estero”.

Le misure ci sono, tocca a noi renderle concrete, perché “non possiamo permetterci il lusso di perdere l’opportunità di dare al Sud la possibilità di colmare il gap di competitività, infrastrutture e servizi che esiste con il resto del Paese. Dobbiamo superare vecchie logiche e puntare tutti insieme sulla creazione di un Sud dinamico e competitivo. Abbiamo la missione storica a livello nazionale di costruire un nuovo Mezzogiorno, che sia finalmente traino e locomotiva dell'Italia intera. L'Europa ci offre questa occasione. Sono convinto che ce la faremo”, conclude.

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