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Guida Michelin Italia 2016: il Sud è il più stellato VIDEO e FOTO

Pubblico di addetti ai lavori delle grandi occasioni nella sede Mercedes Benz Italia tirata a lucido per celebrare il meglio della cucina italiana con la presentazione della Guida Michelin 2016.  

Mezz'ora di ritardo, quasi accademico e accompagnato da caffè e pasticceria per passare alla conferenza stampa.

Sul palco Marco Do, direttore comunicazione Michelin Italia dà il benvenuto e rimanda ad uno spezzone di "Il sapore del successo" film attualmente in programmazione dove la Guida è protagonista non meno dell'Aston Martin in 007

Poi la parola passa a Michael Ellis direttore internazionale delle Guide Michelin, una sorta di Presidente della Commissione Europea delle grandi tavole del mondo.

Il clima è di rispetto, come dovuto alla bibbia degli chef, a quel libretto rosso che decreta vita, morte e miracoli di chi si impegna nel difficile e meraviglioso mestiere del cuoco.

Vita: Giancarlo Perbellini che guadagna la seconda stella a Verona e porta a casa la prima con il "Dopolavoro" a Venezia, smentendo che le successive aperture degli chef stellati non possono avere cura e successo come le case madre.

Morte: purtroppo i numerosi, troppi ristoranti che perdono le stelle a causa della chiusura del locale, segno triste di un'economia italiana che mostra la corda anche nell'anno di Expo.

Miracoli: forse c'entra San Gennaro, ma la provincia di Napoli è la più stellata d'Italia portando la Campania in seconda posizione come regione.

Un Paese la cui cucina si fa onore, il nostro, con ben 334 ristoranti stellati (8 con 3 stelle, 38 con 2 e 288 cucine stellate)  ben distribuiti su tutto il territorio dalla Valle d'Aosta alla Sicilia. 

Un Paese l'Italia dove i giovani si impegnano e ottengono risultati, tanto che il cinquanta per cento delle nuove stelle ha meno di 35 anni e le ragazze non sono pochissime, bene. E Michael Ellis nel suo intervento in un ottimo italiano, sottolinea e apprezza il Bel Paese.

La stella Michelin riconosce la qualità di una cucina, non la cambia, si legge nella nota diffusa da Michelin, 
"La stella Michelin nasce dalla Guida e ha la sua stessa vocazione.
La storia inizia nel 1900, da un’idea dei fratelli Édouard e André Michelin per aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che era spesso aleatorio o addirittura avventuroso. La Guida Michelin, da allora, è la guida per e di chi viaggia. Come ogni prodotto, servizio e tecnologia Michelin, è al servizio della mobilità. Per Michelin la stella è nel piatto, ma non si ferma lì.
Da sempre, le stelle orientano il viaggiatore. Un ristorante su cui brillano tre stelle “vale il viaggio”, due stelle “merita una deviazione”, una stella è “un’ottima cucina”.

Ogni anno si può perdere una stella o la stella e ogni anno si può guadagnare sottoponendosi sena saperlo, al lavoro degli ispettori Michelin "rigorosamente dipendenti della Guida e sempre anonimi, per non creare ansia in cucina - racconta Marco Do - le stelle non si restituiscono, sottolinea, e l'impegno di Michelin nel recensire è un gesto di attenzione verso il viaggiatore consigliando quali tavole valgono la deviazione e quali, addirittura, il viaggio.

Diversi ristoranti di livello hanno inoltre prezzi contenuti, non per forza la buona qualità deve avere sovraccarichi eccessivi. 

Infine: la sala ha fatto "Oohhh" alla notizia della stella persa da Davide Scabin...quindi?

La Guida Michelin Italia è in vendita dall’11 dicembre.

La App gratuita Michelin Ristoranti è scaricabile dal 10 dicembre alle 13:00.

 

Forniti da Michelin

1 la bio della Guida 

La Guida MICHELIN

I rigorosi criteri di selezione, applicati in modo omogeneo in 24 Paesi, rendono la Guida Michelin un riferimento nel campo della ristorazione. Gli ispettori Michelin operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri definiti da Michelin: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu. Questi criteri sono rispettati dagli ispettori Michelin in Italia, come in Giappone o in Cina e negli Stati Uniti. Ne consegue che la qualità di un ristorante tre stelle è la stessa a Firenze e a New York, così come dev’essere equiparabile la qualità di un ristorante una stella a Napoli e a Londra.

 

2 la descrizione delle scarpe da cucina con suole Michelin che volentieri pubblichiamo

UNA VISIONE MODERNA PER IL MONDO “HOSPITALITY KITCHEN”
La vita professionale in cucina di cuochi e camerieri può contare su un nuovo protagonista:
la scarpa DICKIES con la suola ad alte prestazioni MICHELIN Work STK. Ottima aderenza,
stabilità e massima tenuta antiscivolo su pavimenti bagnati o superfici in presenza di
unto, oli o grassi sono le prerogative della scarpa. Particolarmente indicata nelle
cucine dei ristoranti, la suola prende spunto dallo pneumatico moto MICHELIN
City Pro, da cui trae il disegno dei tasselli e delle scanalature, che assicurano una
innovativa capacità di self-cleaning oltre ad un elevato comfort.

La nuova nata in casa MICHELIN Technical Soles, il progetto avviato dalla nota casa francese
per fornire suole tecniche in differenti settori, dall’outdoor alla sicurezza sul lavoro,
dal lifestyle allo sport, è la suola MICHELIN Work STK specificatamente sviluppata sulle
esigenze di DICKIES, colosso americano nel settore dell’abbigliamento da lavoro e accessori
antinfortunistici. L’esperienza di oltre due secoli di know-how dei due brand si è unita e
declinata nel settore dei servizi e dell’ospitalità, con una linea Work and Safety dedicata
specificatamente alle calzature da lavoro ad alte prestazioni, progettate e sviluppate pensando ai rischi e le
esigenze dei professionisti nelle cucine dei ristoranti. Durante lo sviluppo sono emerse alcune prerogative necessarie, come l’ottima aderenza e tenuta antiscivolo su pavimenti bagnati o su superfici coperti da unto, oli o grassi.
Caratteristiche che la ricerca MICHELIN Technical Soles ha raggiunto traendo ispirazione dallo pneumatico MICHELIN City Pro, un modello studiato per permettere agli scooter di affrontare in sicurezza i pericoli dell’asfalto bagnato o imbrattato da sporcizia o chiazze di olio esausto. La suola MICHELIN Work STK presenta un particolare disegno dei tasselli (a triangoli equilateri) e una loro disposizione strategica in esagoni, che assicura aderenza in ogni direzione. L’intero perimetro della suola riporta, poi, la medesima tassellatura dello pneumatico MICHELIN City Pro, con un intaglio a “S”, per una migliore presa. L’intera pianta è attraversata da una venatura centrale da cui si dipartono, a intervalli regolari, scanalature per il deflusso di liquidi, che permettono anche la necessaria flessibilità e confortevolezza.

 

 

Tags:
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