La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. È il secondo 415 bis dopo quello dello scorso maggio e il capo di incolpazione, precisa l’ufficio guidato da Fabio Napoleone, “resta invariato”. Ma il comunicato con cui la Procura ha riepilogato gli accertamenti integrativi apre soprattutto un fronte destinato a pesare sull’intera vicenda giudiziaria: quello delle analisi eseguite nel 2007 sul materiale genetico trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.
Le due contro-analisi del 20 settembre 2007 che potevano scagionare Stasi 19 anni fa
La Procura riferisce di aver acquisito una consulenza dei tecnici della difesa di Stasi, Ugo Ricci e Pasquale Linarello, sui Raw Data consegnati dal Ris di Parma il 6 novembre 2025. Proprio all’interno di quei dati grezzi sono state individuate “ben due corse elettroforetiche datate 20.09.2007” relative al campione bu_p, lo stesso che aveva rivelato la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della bici Umberto Dei e che aveva contribuito al fermo di Stasi. Quelle contro-analisi, si legge nel comunicato, risultano “totalmente negative” e, secondo i consulenti della difesa, erano “idonee […] a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa”. Il punto decisivo è che non risultano presenti nel fascicolo del procedimento originario.
La Procura ricostruisce anche la sequenza temporale degli esami. Il 19 settembre 2007, dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali, era stato ottenuto un profilo genetico attribuito dal consulente tecnico del pubblico ministero dell’epoca “oltre ogni ragionevole dubbio” a Chiara Poggi. Il giorno successivo, però, nuove analisi effettuate sullo stesso materiale avrebbero dato esito completamente opposto. “Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi”, scrive la Procura. È su questo passaggio che si concentrano ora gli approfondimenti degli investigatori.
I consulenti della Procura confermano l’esistenza dei test negativi
L’ufficio pavese ha affidato ai propri consulenti Carlo Previdere e Pierangela Grignani una valutazione critica dei risultati contrastanti. Anche i consulenti del pubblico ministero, precisa il comunicato, “hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20/09/2007”. Proprio per questa discordanza hanno ritenuto che all’epoca sarebbe stato opportuno procedere con ulteriori approfondimenti. Approfondimenti che, secondo le nuove indagini, non risultano essere stati effettuati. La Procura ha quindi avviato accertamenti per ottenere chiarimenti dagli appartenenti al Ris di Parma dell’epoca. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati alcuni dei militari che parteciparono alle analisi e, venerdì, anche l’allora comandante Luciano Garofano.
Il dna sui pedali e l’ipotesi dello scambio di provette
Secondo la ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera, il materiale prelevato dalla bicicletta aveva inizialmente dato un primo risultato negativo perché il campione risultava inibito. Dopo la purificazione, il 19 settembre 2007, una nuova quantificazione aveva invece restituito 2,78 nanogrammi di Dna attribuiti a Chiara Poggi. Quel risultato entrò nel quadro degli elementi utilizzati contro Stasi e contribuì anche al suo fermo. Sempre secondo il Corriere, uno dei punti esaminati oggi riguarda proprio l’anomalia di quel valore, anche alla luce della somiglianza con un altro reperto analizzato all’epoca, il cucchiaino utilizzato da Chiara Poggi. Tra le ipotesi tecniche prese in considerazione vi sarebbero quindi un errore di registrazione o uno scambio di provette.
Ma il dato che oggi emerge direttamente dagli atti della Procura è un altro: il giorno successivo al risultato positivo vennero effettuate due nuove analisi, entrambe negative, e di quei tracciati non risulta traccia nel procedimento contro Stasi.
Napoleone: “Nessuna richiesta di revisione per Stasi”
La Procura tiene tuttavia a separare il nuovo quadro investigativo dal tema della revisione della sentenza definitiva. “Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale”, precisa il comunicato. La Procura generale, aggiunge Napoleone, “è stata e sarà tenuta informata in relazione ad ogni aspetto ritenuto di possibile interesse”.
Le nuove verifiche su Sempio
Sul fronte della posizione di Andrea Sempio, la Procura conferma di aver esaminato anche gli approfondimenti relativi all’”impronta 33″ e alla traccia di scarpa trovata nell’abitazione di Garlasco. Secondo i consulenti dell’accusa, le osservazioni della difesa non avrebbero introdotto elementi nuovi tali da modificare le precedenti valutazioni sull’impronta. Quanto alla traccia di calzatura, gli accertamenti non consentirebbero di sostenere l’esistenza di una incompatibilità fisica con il piede di Sempio. Inoltre, a seguito di una consulenza trasmessa dalla difesa Poggi, è stata esaminata una scarpa Frau taglia 42 risultata compatibile con le misure del piede dell’indagato.
La Procura: Chiara potrebbe essere sopravvissuta fino a un’ora
Il comunicato contiene anche nuovi elementi medico-legali. Secondo i consulenti della Procura, il quadro delle lesioni sarebbe compatibile con un’aggressione protrattasi nel tempo, durante la quale Chiara Poggi avrebbe posto in essere atti di difesa almeno passiva, senza poter escludere una componente attiva. Le nuove analisi immunoistochimiche indicano inoltre che le lesioni non sarebbero state immediatamente antecedenti alla morte. L’intervallo stimato sarebbe di almeno 15-30 minuti, senza poter escludere “una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti”.
Sospesi gli accertamenti psichiatrici su Sempio
Tra gli approfondimenti disposti figura infine la consulenza psichiatrica affidata a Roberto Catanesi. Il consulente ha riferito di aver individuato “dati di indubbio interesse”, precisando però che per arrivare a conclusioni metodologicamente solide sarebbe stato necessario un esame clinico diretto di Sempio. Poiché l’indagato ha rifiutato di sottoporsi alla visita, gli accertamenti sulla sua capacità sono stati, allo stato, sospesi. La nuova chiusura dell’inchiesta conferma dunque l’attenzione della Procura sulla posizione di Sempio, ma allo stesso tempo riporta in primo piano uno dei nodi più delicati della condanna di Stasi: quelle due contro-analisi negative del 2007 che oggi risultano certificate nei Raw Data, ma delle quali, scrive la stessa Procura, non compare traccia negli atti del procedimento e del processo.


