Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Ucraina, Onorato: “Sono favorevole all’invio di armi, di pace parla solo il Papa. I sondaggi? Volutamente sottostimati”

Ucraina, Onorato: “Sono favorevole all’invio di armi, di pace parla solo il Papa. I sondaggi? Volutamente sottostimati”

Il leader di Progetto Civico Italia all’apertura degli Stati Generali

Ucraina, Onorato: “Sono favorevole all’invio di armi, di pace parla solo il Papa. I sondaggi? Volutamente sottostimati”

Alessandro Onorato: “Sì alle armi, ma senza dimenticare la pace. Programma entro novembre, primarie a febbraio”

“Se fossi stato in Parlamento, avrei votato a favore dell’invio delle armi in Ucraina. Ma credo ci sia una grande assenza, da oltre quattro anni: la parola ‘pace’. Ci vogliono convincere che la pace non si può fare. Noi dimostreremo in questi tre giorni che la pace, invece, si può fare anche perché, senza la pace, che è l’elemento principale, c’è solo la guerra. Ed è incredibile che ormai di pace ne parli soltanto il Papa, che ringraziamo”. Così, Alessandro Onorato, rispondendo a una domanda di Affaritaliani all’arrivo all’Hotel Shangri La, a Roma, dove sono in corso gli Stati Generali di Progetto Civico Italia.

Quanto al futuro del centrosinistra e sulla proposta di un’offerta politica unitaria avanzata da Ernesto Ruffini, la posizione è di apertura al dialogo, ma senza fusioni forzate. “Non siamo al mercato. Noi abbiamo un asse che costituisce un’alleanza del centrosinistra: PD, Movimento 5 Stelle e AVS. Se sono nate tante realtà come la nostra, che nell’arco di un anno hanno aggregato più di 1.000 amministratori in tutta Italia, è perché c’è gente che già esisteva ed era lasciata in subordine, gente che prende migliaia di preferenze alle regionali e alle comunali e che ha aiutato il centrosinistra a vincere le elezioni nell’80% dei comuni. Ci dovremmo fare una domanda: perché il centrosinistra vince l’80% delle elezioni comunali e non è ancora chiaro se vincerà le elezioni politiche, mentre ultimamente perde quasi tutte le regioni? Perché c’è una classe dirigente pronta a misurarsi con problematiche non locali, che non riguardano solo la striscia pedonale, perché le problematiche della città e della regione hanno caratteristiche nazionali e internazionali che vengono lasciate fuori. Perché, se hai voti, hai consenso e sei autonomo, i partiti tendono a metterti da parte”, ha detto.

E ancora: “Obbligarci a una fusione farebbe perdere questa ventata di freschezza e novità che vogliamo portare. I conti si fanno alle elezioni, perché credo che i sondaggi che vedo girare non rappresentino la verità. Sono volutamente sottostimati. Se c’è l’idea di fare un soggetto unico che mantenga un elemento di novità e freschezza, possiamo anche ragionare. Se, invece, sostanzialmente si vuole fare un’ammucchiata che non porta a nulla, rischiamo di perdere l’elemento fondamentale, che è quello di vincere le elezioni finali. L’obiettivo è aiutare il centrosinistra. Se poi ci sono degli elementi di unione, vedremo nei prossimi giorni: se possiamo unirci, bene; se non ci sono, facciamo le primarie, coinvolgiamo questo popolo che non vuole votare la Meloni. La maggioranza degli italiani non vuole votarla. Poi c’è un’altra maggioranza che non vuole votare nessun partito. A queste persone dovremmo dire: ‘Guardate, abbiamo una formula nuova, potreste votarla’. Altrimenti, il principale partito rimarrà quello dell’astensione”.

Le primarie

Sul calendario delle primarie del centrosinistra, la proposta è definire il programma entro novembre e svolgere le consultazioni ai primi di febbraio, in linea con la posizione espressa da Dario Franceschini. Entro novembre il programma e le primarie ai primi di febbraio, prima ci saranno meglio è”.

Le proposte

“Sono arrivate oltre 400 proposte che riguardano la vita quotidiana delle persone. Non sono slogan, ma idee concrete, per le quali indicheremo anche la copertura economica e i tempi di attuazione. Tra queste, 10 saranno quelle che proporremo in particolar modo al tavolo del programma del centrosinistra. Vogliamo togliere di mezzo un mito che ormai ci accompagna nelle nostre vite da tanti e troppi anni: il mito del ‘non si può fare’”. Quante volte ognuno di voi si è sentito dire: ‘Non si può fare, non si può eliminare la burocrazia per le imprese, non si può permettere a un giovane di avere una vita semplice, normale, o di avere una Tac senza aspettare un anno. Queste proposte sono il frutto di un lavoro concreto svolto in oltre 20 regioni, attraverso i nostri 20 laboratori. Vogliamo dimostrare che gli italiani possono tornare a sognare una vita semplice e che chi vuole fare impresa e aiutare il Paese non debba affrontare una burocrazia che condiziona la vita quotidiana”, ha aggiunto.

Quante di queste proposte riguardano i giovani? “I giovani e la formazione sono la traccia fondamentale attorno alla quale ruota tutta la nostra idea di programma. I giovani sono quelli che ormai vengono abbandonati da troppi anni in Italia. Tante persone, a partire dal sottoscritto, che ha 46 anni e non è più tecnicamente giovane, ma penso anche ai cinquantenni e ai sessantenni, sono almeno trent’anni che si aspettano una scuola aperta 11 mesi l’anno, con insegnanti che guadagnino quanto la media europea, dove i centri estivi non siano a pagamento, ma gratuiti, dove un asilo nido possa essere gratuito e dove lo sport non sia soltanto un diritto da inserire in Costituzione, quando ormai anche una scuola calcio è diventata un lusso per chi uno stipendio ce l’ha”, ha detto.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno