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Mita Medici: “Sindaco, si svegli”. La Voce degli amici alberi chiede di essere ascoltata. “E agli amici, come ai nemici, non si spara mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA

L’artista romana si schiera a favore della battaglia per il patrimonio arboreo della Capitale

Mita Medici: “Sindaco, si svegli”. La Voce degli amici alberi chiede di essere ascoltata. “E agli amici, come ai nemici, non si spara mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA

Il volto di Mita Medici, nome d’arte di Patrizia Vistarini, è legato non solo al mondo dello spettacolo, ma anche a una battaglia civile che riguarda il futuro di Roma. L’attrice e cantante è diventata una delle voci più autorevoli nella difesa del patrimonio arboreo della Capitale, partecipando alle iniziative dei cittadini e chiedendo un cambio di rotta nella gestione del verde pubblico. 

Mita Medici: “Sindaco, si svegli”. La Voce degli amici alberi chiede di essere ascoltata. “E agli amici, come ai nemici, non si spara mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA
Ph Riccardo Lopez

LA NOSTRA INTERVISTA

Mita Medici, artista innovativa, dinamica, capace di anticipare i cambiamenti, racconta come è nato il suo impegno, perché considera gli alberi parte dell’identità di Roma e rivolge un appello diretto al sindaco Roberto Gualtieri.

E’ ormai noto il suo impegno personale nella difesa degli alberi. 

Circa un anno fa ho deciso di schierarmi per proteggere degli alberi di Viale dei Quattro Venti, nel quartiere romano di Monteverde Vecchio, dove vivo. È stato uno dei primi casi emblematici di una trasformazione che ancora oggi mi addolora: un lungo e magnifico viale alberato, una vera galleria verde capace di raccontare la storia del quartiere, è stato progressivamente privato della sua anima. Gli alberi secolari sono stati sostituiti da giovani esemplari che, come in un malinconico “cimitero degli elefanti”, si sono spenti nel giro di poco tempo, anche a causa della cronica mancanza d’acqua. Davanti a uno spettacolo simile era impossibile rimanere indifferente. Sentivo il sangue ribollire e, senza esitazione, ho scelto di mettermi a disposizione di quella battaglia.

Cosa accade da quel momento?

Il mio impegno si è esteso ben oltre. Difendere il patrimonio naturale è diventata una responsabilità morale. Roma è una città spettacolare, costruita nei secoli in perfetta armonia con la natura. Gli antichi avevano compreso molto prima di noi che una città non può esistere senza il patrimonio verde. Gli alberi non sono un ornamento urbano: sono la memoria, il respiro, l’ombra.

Come nasce l’amore per la natura?

Lei è arrivata molto prima di noi e gli esseri umani sono i suoi ospiti ritardatari. Ogni volta che la malinconia affiora, torno con la memoria agli anni dell’infanzia. Avevo appena sei anni quando vivevamo ad Albano Laziale. Mio nonno mi prendeva per mano e mi conduceva in lunghe passeggiate nel bosco, trasformando ogni sentiero in una straordinaria avventura. Era una vera caccia al tesoro e il premio finale era sempre lo stesso: la scoperta della natura. Mi insegnava a riconoscere le piante aromatiche dal loro profumo, a distinguere gli alberi dalle foglie, ad ascoltare il canto dei grilli e a osservare con stupore il volo delle farfalle, il lavoro instancabile delle formiche, il ronzio delle api e delle vespe. Ogni dettaglio custodiva un insegnamento, ogni incontro diventava una lezione di rispetto e di stupore.

Un vero paese delle meraviglie.

Era il mio mondo magico, il dono più prezioso che potessi ricevere. Un universo che si svelava passo dopo passo, alimentando curiosità, sensibilità e gratitudine. È in quei boschi che è nato il mio amore incondizionato per la natura: un sentimento che non mi ha mai abbandonata e che ancora oggi ispira ogni mia battaglia per difendere ciò che di più autentico e prezioso possediamo.

Qual è il messaggio che vuole lanciare al Comune di Roma?

Il Comune deve tornare ad ascoltare i cittadini su tutte le questioni che riguardano il futuro della città. La vicenda degli alberi e le immagini degli abbattimenti hanno fatto il giro del mondo, finendo anche sulle pagine di importanti testate internazionali. Molti alberi vengono sostituiti con giovani piante messe a dimora nei mesi più caldi dell’anno, quando le temperature estreme ne compromettono facilmente la sopravvivenza. È una scelta difficile da comprendere e che alimenta la sfiducia dei cittadini. Roma ha ricevuto risorse straordinarie grazie al PNRR e al Giubileo. Questi investimenti dovrebbero tradursi in una città più curata, con strade, marciapiedi, aree verdi e servizi migliori. Roma, però, non può essere amministrata copiando modelli di altre città: ha una storia, una conformazione e un’identità uniche al mondo. Si costruiscono lunghe piste ciclabili assolate come se i romani fossero tutti dei giovani Gino Bartali.

Mita Medici: “Sindaco, si svegli”. La Voce degli amici alberi chiede di essere ascoltata. “E agli amici, come ai nemici, non si spara mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA
Mita Medici in prima linea durante una manifestazione organizzata da C.U.R.A.A (Cittadini Uniti Roma Alberi Abitanti)

Il sindaco si deve svegliare e tornare ad ascoltare chi Roma la vive ogni giorno. Non bisogna intervenire solo quando un problema diventa un caso internazionale: il confronto con i cittadini deve essere continuo.

Secondo lei, gli abbattimenti si sarebbero potuti evitare?

Sono convinta di sì. Gli alberi, così come le piante e i fiori, possono essere recuperati se vengono curati e seguiti con competenza e continuità. Troppo spesso, invece, è mancata la prevenzione e, in molti casi, sono stati gli stessi cittadini a prendersi cura del verde nei propri quartieri. Per questo trovo poco utile vedere video pubblicati su Instagram in cui l’assessora all’Agricoltura, Sabrina Alfonsi, si riprende mentre annaffia alcune piante. Al di là del valore simbolico del gesto, ciò che serve davvero è una programmazione costante, fondata su manutenzione, prevenzione e interventi qualificati. Si ha inoltre l’impressione che il modello adottato per Roma cerchi di ispirarsi a quello di Amsterdam, una città pianeggiante con caratteristiche urbanistiche e ambientali profondamente diverse da quelle della Capitale. È quindi legittimo chiedersi se soluzioni pensate per contesti così differenti siano davvero adatte a Roma. Anche la realizzazione di un numero sempre maggiore di piste ciclabili richiede particolare attenzione. Se gli interventi non vengono progettati ed eseguiti nel rispetto delle esigenze degli alberi, possono compromettere l’apparato radicale. E quando si danneggiano le radici, si mette inevitabilmente a rischio la stabilità e la vita stessa della pianta.

La Giunta comunale sostiene che la rimozione degli alberi sia necessaria per motivi di sicurezza. Condivide questa posizione?

No, perché queste motivazioni non sono mai state spiegate in modo davvero chiaro e trasparente. Inoltre, in molti casi, non trovano riscontro nella realtà. Associazioni, cittadini e agronomi indipendenti hanno effettuato numerosi sopralluoghi, riscontrando che molti degli alberi abbattuti erano perfettamente sani. Personalmente non avrei mai il coraggio di abbattere un albero secolare in buona salute. Penso, ad esempio, agli alberi di Piazza della Chiesa Nuova, tre esemplari storici che sono stati abbattuti. Sotto quelle chiome hanno trovato ispirazione artisti, pittori, scultori. Lo dico da libera cittadina, senza alcun pregiudizio politico: quando l’amministrazione realizza interventi validi è giusto riconoscerlo. Ma questa progressiva deforestazione urbana la considero profondamente sbagliata.

Come giudica il dialogo dell’amministrazione con cittadini e associazioni?

Assolutamente insufficiente. Gli incontri sono troppo rari e, spesso, chi amministra la città preferisce sottrarsi al confronto invece di ascoltare cittadini, associazioni e comitati di quartiere. È un atteggiamento che non aiuta a risolvere i problemi. Il dialogo dovrebbe essere continuo, aperto e costruttivo, durante tutto l’anno. Non ci sono nemici ma interlocutori. L’ascolto non è una concessione, ma un dovere di chi governa una città. Un sindaco, più di ogni altro amministratore, deve conoscere il territorio, essere presente e confrontarsi con le persone che lo vivono.

Il turismo rappresenta una risorsa importante, ma non può diventare l’unico criterio con cui si pianifica Roma. La Capitale deve continuare a preservare la propria identità, la sua storia e le sue peculiarità, senza inseguire modelli che la rendano uguale a qualsiasi altra città. Le differenze sono un valore. Vanno rispettate, custodite e amate, perché sono ciò che rende ogni luogo unico. Roma deve continuare a essere Roma, senza rinunciare alla propria anima per uniformarsi a un modello omologato.

Quali dovrebbero essere, a suo avviso, le priorità del Campidoglio?

La prima é di tutela del patrimonio arboreo, considerandolo una parte essenziale del paesaggio urbano e dell’identità di Roma. La nostra meravigliosa Costituzione affida alle istituzioni il compito di proteggere e valorizzare il paesaggio: questo significa prendersi cura del verde, conservarlo e, quando possibile, incrementarlo, non ridurlo. Di fronte a un albero che presenta problemi, il primo obiettivo deve essere sempre quello di curarlo, non di abbatterlo. Con le risorse straordinarie arrivate negli ultimi anni, sarebbe stato possibile avviare un grande piano di manutenzione e salvaguardia degli alberi della città. Accanto alla conservazione, occorre investire in nuove piantumazioni: uno, due, tre milioni di alberi, se necessario. Gli alberi migliorano la qualità dell’aria, proteggono la biodiversità, offrono ombra durante le estati sempre più torride, riparano dalla pioggia e rendono le città più sane e vivibili. Sono compagni silenziosi, autentici alleati dell’uomo. E agli amici, come ai nostri nemici, non si “spara mai”.

Mita Medici: “Sindaco, si svegli”. La Voce degli amici alberi chiede di essere ascoltata. “E agli amici, come ai nemici, non si spara mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA
Un abbraccio simbolico a uno degli alberi di Roma. Per Mita Medici il patrimonio arboreo della Capitale è una parte essenziale della memoria, dell’identità e del futuro della città

Quale messaggio vuole rivolgere al sindaco Roberto Gualtieri e alla sua Giunta?

Il mio messaggio è semplice: ascoltate i cittadini. Chiedo che le scelte urbanistiche siano guidate dall’interesse pubblico e non esclusivamente da logiche economiche. Roma ha un immenso patrimonio edilizio da recuperare e riqualificare: prima di continuare a costruire e a consumare nuovo suolo, bisognerebbe valorizzare ciò che già esiste. Purtroppo, nella storia della città, gli interessi della speculazione edilizia hanno prevalso sul bene comune.

È una logica dalla quale Roma deve liberarsi, prendendo decisioni più trasparenti, più coraggiose e orientate al futuro. Amministrare la Capitale significa avere una grande responsabilità. Bisogna scegliere ciò che è meglio per la città e per i cittadini, anche quando è la strada più difficile. Per questo il mio appello al sindaco Roberto Gualtieri e alla sua Giunta è uno solo: amate Roma. Perché una città si governa davvero quando la si ama, la si ascolta e la si protegge ogni giorno.

Quali sono le priorità?

E’ fondamentale: scegliere con la massima attenzione le aziende alle quali vengono affidati gli interventi sul verde pubblico. La manutenzione, le potature, gli abbattimenti e le nuove piantumazioni devono essere eseguiti da imprese altamente qualificate, con competenze specifiche e comprovata esperienza. Risparmiare sulla qualità può tradursi in danni irreparabili per il patrimonio arboreo. Come dice un vecchio proverbio, chi più spende, meno spende. Bisogna girare nelle vie della Capitale, senza fare spot, solo per verificare e toccare con mano quelli che sono i reali problemi. Ho visto le bottigliette d’acqua distribuite ai turisti in via dei Fori Imperiali. È un gesto di ospitalità, e l’ospitalità è un valore.

Ma anche i cittadini romani si meritano qualche attenzione in più, o no?