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Affari di Genio
5 consigli per iniziare l’università col turbo ed evitare il fuoricorso

Nell’ultimo trimestre del 2017, secondo l’Istat,il tasso di disoccupazione tra

  • i laureati era al 6,1%,contro
  • il 9,9% che si registrava tra i diplomati, 
  • il 13,9% tra chi ha la licenza media e
  • il 18,1% della popolazione in possesso soltanto del diploma di scuola elementare.

I dati parlano chiaro: avere una laurea in mano aiuta eccome, ma non solo, conta anche il voto.

Dipende dove vuoi arrivare certo, ma se le tue ambizioni non si fermano a un posto qualsiasi è fondamentale che tu esca da questi anni con un buon risultato.

Ci sono aziende che non tengono nemmeno in considerazione chi si laurea con voti al di sotto di una determinata soglia, quindi che non te ne raccontino: la laurea serve, e serve avere un voto decente se non vuoi finire ad accontentarti di un lavoro mediocre.

Dal XIX Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto oltre 75 mila laureati magistrali biennali del 2011 a cinque anni dal conseguimento del titolo, infatti emerge che il tasso di occupazione di chi ha trovato un lavoro grazie alla laurea è pari all’84%.

Il problema è che quello che emerge è che nel 2016 più di 3 milioni di giovani europei hanno rinunciato a conseguire la laurea. E noi (tanto per cambiare) siamo tra i paesi messi peggio da questo punto di vista. In Italia gli abbandoni universitari sono stati ben 523.900. Solo la Francia ne ha registrato un numero maggiore.

L’Ocse, l’Organizzazione Internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, attraverso “Education at a Glance 2018″, fa sapere che in Italia la percentuale dei laureati è tra le più basse rispetto alla media dei paesi che l’Organizzazione rappresenta: il 4 per cento con la laurea, contro il 17% dei paesi Ocse.

I motivi sono tantissimi ma principalmente:

  • Soprattutto al primo anno puoi trovarti molto spiazzato e abbandonato a te stesso, condizione che non aiuta a dare il meglio di sé;
  • Il tipo di studio, di esposizione e di informazioni da ricordare è completamente diverso, ma tu sei sempre la stessa persona e nessuno ti ha spiegato come evolverti in base alle necessità.

Ecco quindi alcuni consigli per affrontare al massimo gli anni che verranno e preparare la tua strada verso il lavoro dei tuoi sogni.

1.Impara da tutto.

Non ci sono solo le lezioni intorno a te, questa è la tua ultima incubatrice prima del mondo del lavoro, quindi assorbi ogni informazione possibile immaginabile. Dai tuoi docenti, dai tuoi compagni, dal tuo capo al lavoro.  

Quando entrerai in ufficio infatti fra qualche anno non dovrai soltanto sapere le due nozioni imparate sui libri, anzi, dovrai saper lavorare con gli altri, essere organizzato, autonomo sul posto di lavoro e altre mille mila cose richieste se vuoi emergere.

2. Scegli il gruppo giusto.

Le persone che ti circondano ti influenzano, da loro dipende la persona che diventerai. Se tutti i tuoi compagni di università non hanno voglia di fare niente e alle 3 tutti i giorni decidono di scolarsi 5 birre.

È sempre meglio essere l’ultimo in un gruppo di fenomeni, che il primo in un gruppo di perdigiorno. Quindi scegli compagni validi, che studino, si impegnino, abbiano davanti obiettivi chiari e un percorso per raggiungerli.

3. L’università non basta.

Lo so, è già faticosa di per sé, ma la realtà dei fatti è che non basta per emergere e ottenere il lavoro dei tuoi sogni. Il primo giorno di lezione infatti, alza lo sguardo, dai un’occhiata intorno a te, li vedi quei ragazzi pieni di sorrisi e belle speranze?

Un giorno saranno nella sala d’attesa del tuo stesso ufficio, ad aspettare un colloquio identico al tuo, per ottenere il posto al quale tu ambisci.

Come puoi assicurarti di arrivarci prima di loro?

In questi anni fai corsi, impara più lingue, ad usare più programmi, segui lezioni in più, cose che potrebbero far spiccare il tuo CV nella pila informe sulla scrivania delle risorse umane.

4. Trova il tuo modo di studiare

Lasciatelo dire da uno che vede studenti da anni, là fuori ti vendono tutti un metodo di studio sempre valido, che funziona per te, per la tua amica e per chiunque altro.

Ti dicono che ci sono un paio di strumenti da utilizzare, due tecniche incredibili, e PUFF come per magia tutto sarà salvato per sempre nel tuo cervello.

Falso. Devi trovare il tuo metodo, il tuo particolare sistema, elaborato nel dettaglio su di te, sulle tue qualità e sui tuoi punti di forza.

 

I consigli che ti ho dato valgono sempre e comunque e sono il frutto della mia personale carriera universitaria, ma soprattutto di quella dei 41 mila studenti che ho visto passare davanti a me in questi anni.

Applicali e potrai affrontare al meglio gli anni che ti si parano davanti. 

 

Massimo De Donno 
Ideatore del Metodo Genio in 21 Giorni

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