Mai nella fantasiosa vita politica italiana si era visto un personaggio che pur non avendo alcun incarico istituzionale, riuscisse a condizionare l’azione addirittura di un governo, e Alessandro Di Battista è questa figura di suggeritore scomodo e imprevedibile che tanti guai sta producendo al Governissimo double-face in carica.
La faccia da eterno ragazzo non deve trarre in inganno si tratta di un quarantenne padre e con un curriculum di tutto rispetto, che ha fatto dell’imprevedibilità la sua cifra stilistica. All’alba del prevedibile trionfo del M5* lascia il paese per dedicarsi ad altro, forse a se stesso forse alle sue antiche passioni.
Ma torna giusto in tempo per schierarsi e mandare messaggi spesso controversi e destabilizzanti rivolti al ruvido alleato leghista e al suo Dominus con cui dice di non aver mai parlato, figuriamoci legato.
La novità è dunque che oltre ad avere un governo che ingloba maggioranza e opposizione abbiamo una opposizione alla maggioranza e opposizione, e la tenuta dell’esecutivo si complica. Di Battista ha l’abitudine di sparare fendenti con la sua dialettica-Katana ma sempre col sorriso guascone sulle labbra.
Non sappiamo quello che vuole fare, lui nega ogni interesse per la Politica, e forse per questo non perde un talk show, dove la Banda Digitale cerca di vivisezionarlo per capirne le ambizioni, ma è certo di rappresentare l’instabilità vincente di questo popolo.
Certi giorni Che Guevara, altri un liberista, e “creiamo incidenti diplomatici”, e “Macron è un vero maccaron”, ma intanto il New York Times lo cita sia pure per smentirlo, e il Movimento attende la sua Parola-Parabola come fossero quelle di Osho.
La sua apparente distanza dal potere lo rende fortissimo, senza scorte, auto blu e uffici in centro. Lui entra e parla e incontra e influenza senza apparente difficoltà, come se non prendesse sul serio il suo ruolo e spesso quello degli altri.
Ci mancava la figura del “suggeritore disinteressato”, nel teatro politico italiano, dove la commedia è superata dalla realtà e dove niente è certo, niente sembra vero, ma tutto è così terribilmente reale, proprio come Alessandro Di Battista.

