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L'avvocato del cuore
Lui all’estero, non riesco a raggiungerlo. Possiamo dirci "Sì" con un click?

Gentile Avvocato, sono una ragazza italiana e ho 27 anni. Il mio fidanzato, straniero, vive e lavora all’estero come militare. Purtroppo, ho perso il lavoro da poco e ho delle grosse difficoltà economiche per raggiungerlo. Vorremmo sposarci. Ho sentito parlare del matrimonio per procura. Potrebbe, questa, essere per noi una soluzione reale e rapida per coronare il nostro sogno?

Il matrimonio per procura, disciplinato dall’art 111 del codice civile, è l’istituto previsto dall’ordinamento per le coppie che, come nel Suo caso, cara lettrice, non possono attuare i loro progetti secondo la tradizione. Il nubendo, impossibilitato a presentarsi fisicamente alle nozze, incarica quindi un “rappresentante” legale o volontario, a compiere l’atto per suo conto. Ipotesi non così rara, a discapito di quanto si possa credere, persino nel mondo del jet set. Il matrimonio a distanza più celebre di sempre è stato quello tra l’attrice italiana più famosa di tutti i tempi, Sophia Loren, e il produttore cinematografico Carlo Ponti. Era il 17 settembre ’57 e i due sono diventati marito e moglie a migliaia di chilometri di distanza: lei a Hollywood a recitare accanto a Cary Grant, lui a Roma in ufficio e i legali che li rappresentavano in Messico, muniti della procura che la coppia aveva firmato a Roma davanti a un notaio. Oggi come allora la procura deve essere redatta per atto pubblico e, se non viene utilizzata nel termine di sei mesi dal rilascio, perde efficacia. Con essa il rappresentante prende solamente il posto dello sposo (o della sposa) assente, ma non può assolutamente esprimere la propria volontà: si deve infatti limitare a riportare integralmente quella espressa dal rappresentato o dalla rappresentata.

A questa particolare forma di matrimonio ricorrono spesso i militari che, proprio come il Suo futuro sposo, per ragioni di servizio si trovano al seguito delle forze armate. Ma all’opzione del matrimonio per procura possono ricorrere anche i rifugiati politici all’estero, che non possono ricongiungersi al partner. In situazioni come queste il Tribunale valuta il caso di specie e, dopo aver ascoltato il parere del pubblico ministero, concede l’autorizzazione alla celebrazione delle nozze per procura con decreto che non può essere impugnato. La informo però, con dispiacere, che le sole difficoltà economiche che impediscono a due fidanzati di reincontrarsi non sono considerate dal giudice come ragioni valide per ottenere l’autorizzazione a sposarsi per procura. Nel Vostro caso, quindi, potrete diventare marito e moglie per procura solamente se viene accertato che il Suo ragazzo sta prestando servizio militare in uno stato dichiarato in guerra. Qualora non fosse così, il mio consiglio è quello di imboccare una strada alternativa,  che potrebbe essere la soluzione ai Vostri problemi.

Ossia il “Sì, lo voglio 2.0”. Sto parlando del matrimonio via Skype. E’ stata la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 15343/2016, a riconoscere piena validità alle “nozze telematiche” a condizione, però, che questa particolare forma di celebrazione sia espressamente riconosciuta dallo Stato estero di residenza dell’altro sposo o dell’altra sposa. Se quindi una persona italiana si sposa con una straniera e, secondo la legge dello Stato di quest’ultima, il matrimonio è valido anche se contratto via internet, l’ufficiale dello Stato civile italiano non può rifiutare la trascrizione nei registri dello stato civile. Il mio suggerimento, cara lettrice, è pertanto di verificare che lo stato nel quale il Suo futuro marito attualmente risiede riconosca la validità del “matrimonio telematico”. Per esempio, la legge del Pakistan, come abbiamo appreso dalla sentenza appena citata, riconosce la validità alle nozze celebrate via Internet. Se così fosse, per Lei ci saranno l’abito bianco, il velo, lo strascico e i fiori d’arancio e, dunque, potrà sposarsi e poi chiedere la trascrizione dell’atto in Italia. Il mio augurio è che Lei e il Suo militare possiate diventare moglie e marito nonostante tutti gli ostacoli che si frappongono alla Vostra storia d’amore. Anche con l’aiuto della tecnologia, se necessario. E così il Vostro primo incontro in carne e ossa, da coniugi, sarà ancora più magico.

*Studio legale Bernardini de Pace

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