I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Destinazione Sud
Missione Unesco: la bellezza del Salento salverà gli ulivi
Lecce, la Basilica di Santa Croce

La bellezza non salverà il mondo, ma gli ulivi pugliesi forse sì. Grazie all’Unesco e al fascino magnetico che ha l’entrare a far parte del club più esclusivo del globo, dove siedono gli “eletti” nel patrimonio dell’umanità: ad oggi 1031 siti, di cui 802 culturali, 197 naturali e 32 misti presenti in 163 Paesi del mondo.

Il Salento, dopo il tentativo abbozzato nel 2006, ci riprova con rinnovato vigore e con una consapevolezza più forte. Giocando le sue carte migliori e abbracciando tutto il Tacco d’Italia: la penisola salentina che si stende tra l'Adriatico e il Mar Ionio, degradando dalle ultime colline della Murgia sin giù a Capo Santa Maria di Leuca, dove si staglia il celebre santuario Finibus Terrae. Oltre e tutt’intorno sole e mare, in mezzo la ricchezza del Barocco leccese, che fa provincia a sé con Lecce, Ostuni e Martina Franca; e ancora il paesaggio agrario, con le masserie, i caseddi e i muretti a secco circondati dall’immensa distesa verde e argento di milioni di ulivi. E’ qui più altrove che scocca il colpo di fulmine che Alessandro Piva, nel suo ultimo spot, ha incastonato come un prezioso cameo nel racconto per immagini della “Puglia da amare”.

Poesia, dunque, ma anche e soprattutto prosa. Arrivi, presenze e fatturati in crescita, come confermato dal trend positivo che negli ultimi anni ha visto praticamente raddoppiare il numero delle presenze di turisti in Puglia, particolarmente degli stranieri: i dati del 2015, ancora non ufficiali, sono in linea con il 2014, che ha fatto registrare un incremento degli arrivi del 2,6% rispetto all’anno precedente, di cui 665 mila stranieri. Un incremento che significa ricadute economiche molto positive per operatori e imprese turistiche e si traduce in soldoni nel Pil pugliese, in cui il peso specifico del turismo è cresciuto dal 3,5% del 2001 all’attuale 8,1%, per un totale di 6 miliardi di euro di fatturato.

Eppure vi sono ancora margini notevoli su cui lavorare, in Puglia come in Italia, che nel 2014 si è piazzata al quinto posto tra le destinazioni top nel mondo. Lo “sospettano” a Roma, ci credono a Bari, come testimoniano le numerose campagna lanciate da Pugliapromozione e lo hanno compreso ancor meglio a Lecce e nel Salento, ritagliandosi un ruolo leader in una dimensione allargata alle province di Taranto e Brindisi. Guardando, cioè, anche oltre il cortile di casa e provando così a staccare l’ambito ticket per il patrimonio Unesco, dove l’Italia fa già la parte del leone con 51 siti e altri 38 inseriti nella lista propositiva (di cui sette hanno a che fare con la Puglia). La formula scelta è suggestiva: nel ricco dossier spiccano bellezze culturali, paesaggistiche e uno stile di vita che è un vero e proprio “elogio” della lentezza e dei sapori mediterranei. Di questo e di altro ancora abbiamo ragionato con Paolo Perrone, sindaco di Lecce con solide (e bocconiane) basi economiche.  

- Dopo dieci anni torna a galla la candidatura Unesco del Salento. Come mai questo “risveglio” d’interesse?

«Non è un risveglio di interesse, ma una consapevolezza delle nostre potenzialità, come territorio pronto alle sfida. Una consapevolezza della nostra forza oggi più lucida, rispetto a dieci anni fa. Lo abbiamo già dimostrato con la candidatura a Capitale europea della Cultura, competizione in cui siamo arrivati a un passo dalla vittoria. La nostra è una terra che ha scelto su quale cammino immettersi, dove per terra considero la macro-area del grande Salento. Lecce, Taranto e Brindisi, insieme, hanno fatto delle loro ricchezze paesaggistiche e culturali una meta riconoscibile a livello internazionale».

- C’entra qualcosa col momento negativo, per il brand Salento, legato alla vicenda Xylella?

«Certamente l'emergenza Xylella ha contribuito a farci riconsiderare l'importanza del nostro patrimonio materiale. Abbiamo compreso che il binomio  ulivo-pietra rappresenta il nostro punto di forza, il carattere peculiare della nostra identità. Ci siamo riuniti attorno a un simbolo della nostra terra per meglio affrontare un momento critico».

- O meglio, questa candidatura la si può leggere anche nell’ottica di un “risarcimento” e di tutela per gli ulivi, che del paesaggio salentino (in senso lato anche paesaggio culturale) sono indubbi e indiscussi rappresentanti?

«Più che un risarcimento, la nostra è una missione. La sfida è quella di ottenere un riconoscimento mondiale che inneschi tutta una serie di meccanismi positivi per il nostro territorio. Lo si può fare soltanto facendo entrare a pieno regime “una economia della bellezza”, basata su un modello autentico generato dalla nostra storia, come nel caso del binomio ulivo-pietra. Dal Barocco alle nostre campagne, corriamo per raggiungere un traguardo e Lecce si pone alla guida di questa cabina di regia».

- Avete scelto di riprendere il filo della candidatura Unesco avviata nel 2006, che non riguardava solo il Barocco leccese. Messa così appare come una scelta strategica, non solo per Lecce ma anche per tutto il Salento in un’ottica di sistema e non di campanile: è così?

«Il campanile non serve a nessuno. Quanto più è vasta e ricca l'identità di un territorio, variegata nei suoi aspetti, tanto è più forte. La concorrenza è straordinaria e soprattutto globale. Si può scegliere di venire nel Salento o di andare in Marocco; è sulla nostra capacità attrattiva che bisogna lavorare, che è strettamente legata al saper offrire il meglio che si può fra le esperienze che si possono donare al visitatore. La militanza civica è la nostra fortuna, il nostro punto di forza».

- L’operazione candidatura ha dei costi importanti. Sono soldi ben investiti? Ossia, quante possibilità di farcela vi date?

«Noi lavoreremo sodo per centrare l'obiettivo. Oltre a raccontare le nostre bellezze, dovremo intavolare un masterplan in grado di incrementare le ricadute positive del turismo sul territorio. Pensare alla crescita complessiva, all'occupazione. La dottoressa Tatiana Kirova, membro permanente dell'Unesco, che si è innamorata del nostro Salento e che crede nelle nostre potenzialità, ci ha offerto la sua disponibilità a titolo gratuito. Avremo i costi “vivi” della progettualità che ammortizzeremo coinvolgendo tutti gli attori sociali e culturali delle tre province di Lecce, Taranto e Brindisi. Tutte le energie saranno utili».

- Quali sono i tempi per centrare l’obiettivo? E' possibile presentare i progetti ogni anno nel mese di febbraio.

«Saremo pronti per febbraio 2017. La nostra proposta sarà tanto più credibile se sarà corale. Pubbliche amministrazioni, associazioni di categoria, università. Dobbiamo convergere tutti verso questo obiettivo».

- E quali risultati concreti vi aspettate in termini di ricadute culturali, di marketing e di turismo?

«Incredibili. Il riconoscimento Unesco apporterebbe vantaggi al nostro territorio in termini di occupazione, di crescita culturale, di sviluppo economico, di consapevolezza morale. La sfida è aperta a tutti ed è quella di una comunità che ha voglia di sostenere il suo futuro».

- Infine, perché Lecce e il Salento piacciono così tanto al mondo?

«Noi non viaggiamo più per vedere cose, ma per vivere esperienze. Credo sia questo che il Salento riesca a regalare ai suoi visitatori. Una esperienza unica».

Tags:
unescoleccesalentopugliapaolo perronebarocco
in evidenza
Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

Politica

Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità


casa, immobiliare
motori
La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz

La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.