A- A+
Generazione 5G
Malta, l'isola magica al centro del Mediterraneo
Cavalieri di Malta

Ho avuto la fortuna di iniziare a viaggiare da piccolo. I miei genitori, molto diversi fra loro, hanno però in comune la passione per i viaggi e così – appena non ero più un bebè – hanno iniziato a scorazzarmi in giro per il mondo. Tutti i nostri viaggi, tranne rare eccezioni, come i grandi parchi americani, hanno sempre avuto come denominatore comune le città. E così anch’io, crescendo, mi ci sono appassionato. Non ricordo le classiche vacanze in montagna o al mare, se non per qualche settimana estiva passata su una spiaggia, ma più per placare le ansie di mio nonno che per reale desiderio. Lui, a partire dai primi giorni di primavera, ripeteva come un disco rotto che “il bambino va portato al mare, ha bisogno di iodio per affrontare l’inverno”. Per anni ho cercato di capire chi fosse questo iodio, così amico dei bambini, poi ci ho rinunciato e diligentemente facevo le passeggiate sul bagnasciuga per farmi trovare preparato quando la sera al telefono il nonno mi avrebbe domandato: “Hai fatto una bella passeggiata in riva al mare e respirato tanto iodio?”. “Sì nonno, ho fatto un pieno di iodio”, era la risposta standard che i miei genitori mi avevano suggerito di dare anche con tono solenne.

Con queste premesse, quando ai primi di luglio ho visto che mamma metteva in valigia i costumi da bagno mi sono detto che forse a Malta (è stata la prima meta della mia estate, per fortuna siano riusciti ad andare e tornare prima che l’aumento dei casi di Covid rendesse difficile entrare nel Paese) non c’era molto da vedere se aveva deciso di optare per una vacanza al mare. Quando poi ho visto che erano in valigia vicino al mio libro di esercizi di francese… ho pensato che probabilmente, costumi e libro sarebbero stati accomunati dallo stesso destino: cambiare aria. E così è stato.

Per fortuna, perché a Malta di cose da vedere ce ne sono state davvero tantissime e una più bella dell’altra. Abbiamo scelto un albergo alla Valletta, proprio perché ci interessava più il contesto storico dell’isola che quello “marittimo”. E di storia ne abbiamo trovata tanta. I cavalieri di Malta sono stati l’elemento comune che ha unito le tappe del nostro viaggio. La loro storia sembra un film di avventura.

La nostra prima meta è stata la basilica – anzi la Concattedrale – di San Giovanni, la chiesa dei Cavalieri. Una meraviglia. Immensa. Vista da fuori, è austera come una fortificazione militare. Ma il suo interno è sfarzoso e, alla fine, ci siamo rimasti tutta la mattinata. Certo i due dipinti del Caravaggio sono quello che prima di tutto ammiri, ma per me – che sono sempre attratto più dai particolari – la cosa più interessante è il pavimento in marmo costituto da circa 400 tombe in cui sono sepolti i cavalieri. Le lapidi sono in marmo colorato e rappresentano i loro stemmi con scene delle loro gesta in vita. Alcune sono anche inquietanti, spesso sono raffigurati teschi e scheletri. Su questa chiesa si potrebbero scrivere tante cose, comunque a noi è piaciuta così tanto che abbiamo deciso di tornarci per la messa festiva. La domenica è chiusa alle visite in quanto dedicata unicamente al culto. La messa è stata celebrata in maltese. Finalmente ho capito cosa si intende quando si dice “un atto di fede”

Le due giornate seguenti sono state intense e faticose sul piano fisico. Abbiamo avuto la fortuna di avere tutta per noi una guida bravissima, Sylvana Mercieca, che parla correttamente l’italiano: prima di fare la guida turistica era nella carriera diplomatica e per molti anni ha lavorato al ministero degli Affari esteri, poi dopo la nascita del figlio ha deciso di cambiare perché non aveva più tutto il tempo necessario da dedicare a lavoro e viaggi e, piano piano, si è riconvertita al lavoro di guida. Conosce l’isola come le sue tasche, sa la sua storia e parla molte lingue. Un mito.

La differenza tra visitare l’isola da soli e insieme a lei sta proprio nei particolari. Qualsiasi guida fatta bene o libro di storia (mamma era partita con così tanti libri che sembrava dovesse fare una tesi su Malta) ti permette di conoscere i fatti e i luoghi più importanti e più famosi dell’isola, ma Sylvana ci ha immerso nella vita, ci ha raccontato aneddoti e particolari che può sapere solo una persona che da cinquant’anni vive a Malta e la conosce in tutte le sue pieghe anche grazie al suo lavoro precedente. Con lei abbiamo visitato tutta La Valletta e le tre città dei Cavalieri: Birgu (Vittoriosa), Bormla (Cospicua) e Isla (Senglea). Birgu è la più affascinante: è stata la seconda capitale dei Cavalieri, quando lasciarono Medina. È bellissima. In ogni vicolo si respira l’amore delle persone per la loro cittadina. Le case sono tenute con una cura particolare e in certi momenti mi sembrava di essere in Grecia. I particolari sarebbero mille. Una cosa che mi ha divertito molto sono i cancelletti davanti alle porte di casa. Sono bassi, a me arrivano alla vita, per cui ogni ladro poteva scavalcarli, ma sono stati messi lì perché gli animali: pecore, capre… non entrassero in casa.

Il giorno dopo siamo andati invece a Medina e Rabat. Medina è stata la prima capitale dei Cavalieri di Malta. Una città fortificata. Grandi mura la circondano e la sensazione è di entrare in un forte, più che in una città. Qui, come a Rabat, tutta l’architettura è un insieme tra la dominazione araba e il successivo arrivo dei Cavalieri tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo. Sia Medina che Rabat sono posti magici. Secondo Sylvana tutta Malta ha qualcosa di magico e, anche se non sono molto portato a credere queste cose, l’idea mi piaceva.

La lingua maltese è difficilissima, ma molto affascinante. Dai fenici ai Cavalieri, passando dagli arabi, fino ad arrivare agli inglesi, Malta è sempre stato un approdo nel centro del Mediterraneo. La sua lingua si è stratificata nei secoli ed oggi risente di tutte le influenze di chi per Malta è passato. Si scrive con i caratteri latini, certe parole sembrano anche italiane, ma al suo interno ha molti suoni arabi. Così ho pensato che se tanti mondi possono convivere così bene in una lingua alla fine potrebbero convivere anche sulla terra in armonia. Ma so che questo è solo un desiderio, più che la realtà.

A Malta siamo andati a visitare anche la Grotta di San Paolo a Rabat. È stata l’occasione per farmi raccontare da Sylvana la storia del santo e del suo naufragio a Malta. A quel punto davanti alla grotta gli abbiamo raccomandato tutti i Paoli e le Paole a cui vogliamo bene.

E dopo giorni a zonzo per la Valletta e i luoghi vicini, abbiamo deciso di andare a Gozo. Avendo solo una giornata da dedicarci siamo saliti sul mitico bus rosso, quello con le cuffiette e le varie tappe. (Non c’è città in cui non lo abbiamo preso). Ci siamo fermati ad alcune soste e abbiamo visto la meravigliosa Cattedrale. Così immensa, severa e assolata all’esterno, così piccola, raccolta e calda all’interno. La cupola del soffitto è sorprendente. Il tetto è piatto, ma in realtà sembra svilupparsi in altezza. La sensazione è quella di una pittura tridimensionale e Antonello da Messina dipingendola è stato talmente bravo da riuscire a dare una sensazione di profondità che invece non c’è. Sono stato con il naso all’insù per un bel po’, perché non riuscivo a crederci.

Un giorno lo abbiamo dedicato a visitare Sliema, la cittadina attaccata a La Valletta che rappresenta la parte un po’ mondana dell’isola. La sera abbiamo cenato in un tipico ristorante maltese. La loro cucina è molto, ma davvero molto, saporita e risente delle dominazioni che hanno caratterizzato la vita di Malta nei secoli. Per certi versi assomiglia alla cucina siciliana.

L’ultimo giorno abbiamo buttato un fiore dal ponte di Sant’Elmo, all’ingresso del porto di La Valletta. L’impresa è stata difficile perché al ponte non si riusciva ad accedere e un fioraio non si trovava per tutta Malta. Ma la mamma aveva promesso ad un suo amico che lo avrebbe fatto in memoria del sacrificio di Teseo Tesei, l’eroe della seconda guerra mondiale che perse la vita nel tentativo di bloccare la flotta inglese nel porto di Malta. E lei, quando decide di fare una cosa di questo tipo, va avanti come un panzer (per rimanere in tema). Io e il babbo abbiamo capito che in questi casi va assecondata e basta.

Il nostro soggiorno a Malta si è concluso con un saluto alla giornalista-martire Daphne Caruana Galizia, assassinata quattro anni fa dopo aver denunciato la corruzione nella politica maltese. Avevo visto un’intervista di Roberto Saviano ai suoi figli e mi era rimasta molto impressa la sua vicenda umana e politica. Rimango sempre molto colpito dalle persone che hanno il coraggio di sacrificare la propria vita in nome di un’idea di giustizia. Sono certo che sapesse che l’avrebbero uccisa e immagino che abbia vissuto con questa paura nel suo cuore. Anche se forse portava con sé la speranza che la giustizia avrebbe vinto sul male perché, a volte, anche in queste brutte storie si può sperare in un finale diverso. O, forse, semplicemente pensava che il coraggio di portare avanti il proprio impegno valesse più della sua vita. Penso che il coraggio, in ogni occasione e in ogni circostanza, sia la dote che maggiormente apprezzo in una persona.

Iscriviti alla newsletter
Commenti
    Tags:
    cavalieri di maltala vallettaconcattedrale di san giovannibirgumedinarabatgrotta di san paolo
    in evidenza
    Ognissanti, caldo quasi estivo Alta pressione da Nord a Sud

    L'inverno è lontano

    Ognissanti, caldo quasi estivo
    Alta pressione da Nord a Sud

    i più visti
    in vetrina
    Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili

    Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili


    casa, immobiliare
    motori
    Nuovo Nissan Townstar, disponibile con motore benzina o 100% elettrico

    Nuovo Nissan Townstar, disponibile con motore benzina o 100% elettrico


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.