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Il quadro

IL CODICE DELLA CRISI E IL RAPPORTO IMPRESA/BANCHE

Angelo2
 

L’argomento che mi appresto a trattare riguarda il rapporto tra l’impresa e le banche, mutato in seguito all’approvazione del Codice della crisi e dell’insolvenza.

Vivendo nel nord salento, ho avuto l’occasione di incontrare anche imprenditori di altra parte dell’Italia, scesi in Puglia per trascorrere le proprie vacanze.

Moltissimi di loro, già affezionati lettori di questa testata, trovandosi in zona, sapendomi esperto nella materia concorsuale, organizzazione aziendale ed elaborazione di piani concordatari, non hanno esitato a contattarmi nella mia qualità di Presidente dell’associazione culturale “per saperne di più” per sottopormi i loro dubbi.

(La cosa mi ha fatto immensamente piacere sia per la considerazione a me riservata, sia per le belle serate passate insieme a base del saporito cibo pugliese unitamente a brindisi con l’eccellente primitivo).

Ogni qualvolta aumenta il numero delle persone conosciute, si arricchisce il proprio patrimonio umano

ringrazio pubblicamente.

Dalle domande ho appurato che alcuni non si sono ancora resi conto del cambiamento in atto, vuoi perché distratti dagli eventi quotidiani diventati più pesanti a causa dalla crisi, vuoi perché molti di loro sono scettici e aspettano …. aspettano …….aspettano.

A contribuire a questo clima di incertezza o per meglio dire di scetticismo è stato per gli imprenditori collettivi l’aver “alzato l’asticella” dei parametri per la nomina dell’organo di controllo/revisore, unitamente ad una presunta voce (non so quanto veritiera) che l’intero “codice della crisi e dell’insolvenza” sarà oggetto di revisione.

Non escludo questa possibilità, anche perché il testo del codice in trattazione contiene molte disposizioni “a discrezione” e ciò è assai pericoloso perché causa primaria di contenzioso.

Se così dovesse essere, non mi sembra sia il caso di una rivisitazione generale, ma solo di un miglioramento del testo, con la eliminazione di quelle discrezionalità innanzi citate e qualche altro aggiustamento.

Una per tutte: “l’art. 3 al 2° comma parla di assetto organizzativo ADEGUATO” – MA COSA SI DEVE INTENDERE PER ADEGUATO?

Ho già evidenziato in articoli precedenti la diversità di vedute su questo argomento tra gli imprenditori, gli aziendalisti e i Giudici del Tribunale.

Vign.24 agosto
 

E’ indiscutibile che nella stesura dei bilanci occorra una “moralizzazione”, perché abbiamo assistito a fenomeni molto discutibili di “stati patrimoniali” i cui dati non erano corrispondenti alla realtà (i giornali hanno divulgato notizie minuziose su casi importanti) o di “conti economici” sottoposti a “lifting” affinchè le banche concedessero delle linee di credito altrimenti non ottenibili (anche per questo motivo furono apportate variazione alla legge sul falso in bilancio/false comunicazioni sociali).

Però una riforma così penetrante come quella del codice della crisi e dell’insolvenza, in un momento come quello attuale, dove le imprese scontano un decennio di crisi, in un mercato dove solo per camminare bisogna sporcarsi la suola delle scarpe (i giornali parlano di una evasione stratosferica), diventa assai difficile mantenere la retta via.

Ovviamente non voglio generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio, in quanto ci sono imprenditori con la I maiuscola, ligi e rispettosi delle regole, ma nel “sottobosco” vi sono delle zone in cui la luce penetra a fatica e la chiarezza di comportamento c’è da trovarla con il lanternino.

Per questo temo che dopo l’agosto del 2020 (data in cui il codice entrerà in vigora totalmente) molte aziende micro o piccole chiuderanno le saracinesche creando degli effetti a catena.

Anche se i parametri per la nomina dell’organo di controllo/revisore sono stati aumentati, il punto focale della riforma rimane come una spada di Damocle appesa sulla testa di ogni organo amministrativo, il quale deve dimostrare di aver assolto all’ obbligo ex art. 3 comma 2°:

ADEGUATO ASSETTO ORGANIZZATIVO.

A chi devono dimostrarlo?

All’organo di controllo/revisore (se nominato) e alle banche (ogni qualvolta c’è una istruttoria in atto), oltre che ai soci.

Quando devono dimostrarlo?

Già da ieri, in quanto l’art. 375 “assetti organizzativi dell’impresa” è entrato in vigore lo scorso 16 marzo.

Gli istituti di credito, in sede di istruttoria e monitoraggio del merito creditizio, dovranno valutare preventivamente la idoneità dell’assetto organizzativo per non incorrere in responsabilità patrimoniali per incauto affidamento o abusiva concessione del credito, nella ipotesi in cui la società affidata sia coinvolta in un dissesto, nonché notiziare gli organi di controllo societari, se esistenti, di ogni comunicazione al cliente delle variazioni o revisioni o revoche degli affidamenti (art. 14 comma 4°).

Ho evidenziato questo concetto ad alcuni imprenditori i quali mi hanno risposto: “ho il mio commercialista che pensa a tutto, io devo lavorare”.

“Caro imprenditore, innanzitutto il tuo commercialista non è un tuttologo. Come esiste il professore di matematica, di francese, di storia, ecc., così il commercialista può essere un fiscalista, un organizzatore aziendale, un esperto in controllo di gestione, un difensore tributario, ecc..

Quindi non un professionista, bensì un team di professionisti che nel loro insieme coadiuvano con l’organo amministrativo (e con l’organo di controllo/revisore se nominato) per monitorare costantemente l’andamento aziendale.

Inoltre, se hai assunto la carica di Organo amministrativo (sia come amministratore unico sia come componente del CdA), questo è il tuo lavoro e non può sostituirti nessuno, altrimenti non accettare l’incarico.

RICORDATI CHE LE RESPONSABILITA’ RICADONO IN PRIMIS SULL’ORGANO AMMINISTRATIVO, ANCHE SE SONO STATE DELEGATE FUNZIONI A SOGGETTI ESPERTI.

Quanto sopra riguarda gli imprenditori collettivi, però anche gli imprenditori individuali “devono adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi” come è previsto dal 1° comma dell’art. 3.

Io sono convinto che anche per queste aziende le banche chiederanno in che modo hanno ottemperato.

Potete inviare i Vostri quesiti a: angelo@andriuloweb.it

Oppure all’Associazione culturale “Per saperne di più”: info@persapernedipiu.it

 

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