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Imprese e Professioni
Basta con crisi dell’export, dell’economia italiana e... paura del coronavirus

L’algoritmo del G.E.V.R. indica le aree strategiche per l’Internazionalizzazione

E’ IL MOMENTO DI RIPARTIRE

Ciò è possibile se Aziende, Imprenditori e Professionisti hanno al loro fianco specialisti di mercato, di progettazione finanziaria, di diritto e di comunicazione che forniscano loro gli strumenti per guardare “dentro il mercato italiano e nei mercati stranieri”, posizionando correttamente i loro prodotti e i loro servizi.

LE PROSPETTIVE DI CRESCITA

In effetti le prospettive di crescita e sviluppo in Italia, Europa e altri Paesi, impongono non più soltanto il trasferimento delle informazioni, ma anche e soprattutto un affiancamento professionale dinamico, verso traguardi ed obiettivi che si trovano “oltre la porta” dell’azienda.

Talvolta l’Imprenditore non è in grado di affrontare da solo questi temi per via delle difficoltà legate alla lingua, alla conoscenza dei processi di sviluppo e a quelli organizzativi, ma anche alle politiche di mercato e di concorrenza.

G.E.V.R.

Oggi occorrono strumenti diversi ed innovativi; al momento ve ne è uno solo, utilizzato su scala mondiale, realizzato da un gruppo di professionisti italiani dell’internazionalizzazione. Parliamo di G.E.V.R., un innovativo strumento di diagnosi e orientamento all’Internazionalizzazione.

Ma entriamo più nel dettaglio con Mariapaola Negri, che ha coltivato in questi anni una professione nuova e di grande soddisfazione, quella di "arranger".

ARRANGER

In generale il termine “arranger” nel modo finanziario indica il coordinatore degli aspetti organizzativi di un'operazione di finanziamento complessa (ad es. acquisition finance o corporate finance) così come, in alcuni casi, chi può influenzare decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, ecc. Si tratta insomma del soggetto "organizzatore" di specifiche operazioni, in prevalenza finanziarie, ma non solo: anzi oggi approfondiamo proprio gli aspetti di internazionalizzazione. 

E' con questo bagaglio di esperienza sui mercati che Mariapaola Negri può meglio chiarirci la situazione ad oggi e il ruolo determinante degli algoritmi proposti dal G.E.V.R.

Intervista a Mariapaola Negri

Mariapaola, la globalizzazione sta vivendo un periodo difficile fra guerre, dazi e virus: che cosa ne pensi?
 

mariapaola negri gvgalimberti photoMariapaola Negri
 

"Sì effettivamente il periodo non è dei migliori. Accompagnare la nuova borghesia imprenditoriale emergente sul territorio, far convergere i percorsi individuali di internazionalizzazione, rifare politica attiva per ottenere veramente processi di globalizzazione, permetterebbe di superare le difficoltà che si riscontrano al giorno d’oggi. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere il manifesto per rilanciare lo sviluppo delle aziende, a qualsiasi livello, e del Paese nei prossimi anni.

Questa è una possibile ricetta per rimettere in fase gli ingranaggi dello sviluppo locale sul territorio con quelli più macro della contabilità nazionale, riuscendo nel contempo a garantire una crescita sostenibile nel medio lungo periodo al Paese. Minimizzando il dispendio di preziose risorse economiche e produttive, valorizzando tutto il potenziale di mercato e competitività del sistema-Italia, andando oltre quindi a guerre, dazi e virus."

Quali sono i risultati dei processi di internazionalizzazione per le aziende italiane?

"L’Italia va mostrando una proteiforme faccia di sé; un’immagine che diviene difficile rappresentare attraverso gli indicatori semplici che spesso vengono presi a riferimento per descrivere quello che comunemente viene indicato come processo di internazionalizzazione. Non solo di import-export e investimenti vive l’internazionalizzazione, neanche se la si guarda dal preciso angolo visuale delle imprese. Proprio da loro, dalle protagoniste del processo, giungono i primi segnali della complessità del fenomeno.

Volendo dunque tralasciare aspetti puntuali, e per lo più noti, quali le recenti difficoltà commerciali del Paese o i suoi limiti “strutturali” nella capacità di attrarre consistenti flussi di finanziamento dall’estero, vale allora la pena di concentrarsi sulle componenti meno immediatamente evidenti, sulle fenomenologie che riescono a dar conto" 

Puoi farci qualche esempio?

"Si certo, sono molti i punti di cui parlare:

— di come la logica dell’approccio globale al quotidiano economico stia condizionando l’impegno di alcuni localismi industriali a farsi rappresentanti della via italiana alla globalizzazione;
— del modo in cui alcuni territori valorizzano la propria posizione geo-economica per farsi varchi della globalizzazione, nodi strategici nel passaggio logistico di merci e persone. Poli territoriali, che fungono da veri e propri diaframmi accogliendo e restituendo i flussi funzionali alla crescita dell’organismo socioeconomico;
— di quanto ampia sia la pluralità degli strumenti necessari per far rimbalzare il messaggio economico-commerciale. Così che, all’immaterialità delle telecomunicazioni e dell’informatica, è sempre più necessario affiancare altre antenne di sistema, quali sono i poli fieristici, ripetitori fisici che dal territorio fanno “formazione alla globalizzazione” accompagnando le imprese nell’incontro con il mercato senza confini;
— del modo in cui i principali gruppi bancari italiani – dopo aver preso consapevolezza del proprio ruolo di partner strategici delle aziende nell’avventura dell’internazionalizzazione – ancora non stiano operando, con finanziamenti, per favorire i processi di internazionalizzazione".

Sono punti impegnativi da affrontare

"Sì, ma occorre tener conto che è in tutti questi modi che “l’economia-Paese va nel mondo”; e, mentre si confronta con il commercio internazionale e gli Investimenti Diretti Esteri (cioè con i “soliti” indicatori), sperimenta ormai in modo palese le tante altre facce dell’aprirsi all’esterno, riceverne gli impulsi, accettarne gli stimoli."

Quale sarà il futuro dell’internazionalizzazione delle imprese nei processi di globalizzazione?

"Internazionalizzare la propria Impresa (o mantenere la posizione già acquisita sui mercati esteri) comporta una delicata e complessa gestione delle risorse aziendali, oltre che di quelle in outsourcing; il rischio di commettere errori in tal senso è sempre in agguato, con conseguente ricaduta in termini di perdita di tempo, denaro e opportunità.".

Abbiamo accennato prima agli algoritmi del G.E.V.R., ci puoi dare qualche dettaglio in più?

"Oggi occorrono strumenti diversi ed innovativi; al momento ce n'è uno solo, utilizzato su scala mondiale, realizzato da un gruppo di professionisti italiani dell’internazionalizzazione che si chiama appunto  G.E.V.R.
Per ridurre ai minimi termini le probabilità di errore, è stato, infatti, studiato e realizzato il G.E.V.R., uno strumento di diagnosi e orientamento all’Internazionalizzazione, che propone una batteria mirata di 53 domande a cui rispondere soltanto sì o no.

Il G.E.V.R., attraverso un algoritmo, indica non soltanto le aree strategiche per l’Internazionalizzazione (Organizzazione Aziendale; Gestione delle Risorse Umane; Capacità di penetrazione del Mercato; Strategie di Marketing; Gestione delle Risorse Finanziarie), ma anche quali siano gli obiettivi di rapporto con i Mercati esteri (Acquistare prodotti/servizi dall’Estero; Vendere prodotti/servizi all’Estero; Aprire sedi di rappresentanza all’Estero; Realizzare accordi di distribuzione con l’Estero; Realizzare accordi di progetto con l’Estero; Aprire sedi estere) ed il peso relativo di ogni area rispetto a ciascun obiettivo. Non solo, alla fine del test, immediatamente, attraverso il collegamento a banche dati internazionali, create sotto l’egida di Agenzie dell’Onu, permette di individuare il mercato ed il partner."

Quindi una bellissima ed efficace novità nel mondo dell’internazionalizzazione delle imprese e dei processi di globalizzazione?

"Capite? Tutto avviene in modo semplice. Chiunque può effettuare il test e conoscere immediatamente come internazionalizzare la propria impresa o attività, o soltanto come vendere o svolgere altra attività in 193 nazioni, praticamente tutto il mondo!"

Mariapaola, come concluderesti questa intervista?

"Nell’Italia del nuovo millennio, questo genere di stimoli non solo viene in aiuto nei processi di internazionalizzazione, ma tornando come bagaglio emozionale dei tanti italiani che fanno esperienza esclusivamente in Italia, permette di rafforzare i processi di globalizzazione della propria identità imprenditoriale ed umana. 

Questa novità descrive economie e luoghi e soggetti, che giorno dopo giorno accettano la sfida provando ad incidere sui flussi globali, evitando per questa strada e con questo strumento, di subirli passivamente. Piccolissime, piccole, medie e grandi imprese che, viaggiando ed accogliendo, iniziano ad allargare i propri riferimenti culturali sino ad abbracciare l’ipotesi – del resto, sovra-determinata – di essere cittadini del mondo. Un Paese, il nostro, – non appaia superfluo sottolinearlo, nel momento in cui sembrano riprendere vigore istinti protezionistici – che solo per queste vie, solo aprendosi può continuare in un processo lungo di crescita e sviluppo. Con il G.E.V.R., la diversificata articolazione del territorio italiano trova oggi fondamento nella coesistenza di più modelli di sviluppo, ciascuno dei quali rimanda alla distintiva espressione dell’identità dell’impresa che trasferirà la propria dimensione locale in una costante di sviluppo economico internazionale."

Mariapaola Negri: LinkedIn 

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    crisi dell’exportcrisi dell’economia italianapaura del coronavirusmariapaola negriarrangerg.e.v.r.
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