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Imprese e Professioni
Milano. Il PD apre il dibattito sull'innovazione fiscale alla Festa dell'Unità

Ci siamo trovati negli ultimi 14 mesi con una classe politica italiana che per la maggior parte non aveva mai studiato materie economiche, né, secondo il parere di molti, aveva intenzione di farlo. Il problema è che comunque doveva prendere decisioni che coinvolgevano equilibri internazionali e rapporti con le istituzioni europee da una parte, e soprattutto la vita reale dei cittadini italiani dall'altra. 

UN'ECONOMIA SOLIDA

Nonostante ciò, l’Italia ha una bilancia commerciale positiva, se non fosse per la bilancia energetica. Parliamo di un’Italia che ha delle fondamenta dell’economia reale molto solide. Ma a questa economia reale che poggia su di una tradizione imprenditoriale che ci è invidiata da tutto il mondo, ancora non corrisponde un sistema fiscale equilibrato.

Le proposte del Pd per una vera riforma fiscale

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Alle 18.30 di venerdì 6 settembre, allo Spazio Mare della Festa dell'Unità a Rogoredo, Riccardo Alemanno, Giorgio Benvenuto, Alessia Potecchi e Roberto Morassut discuteranno di innovazione e fiscalità vicina ai cittadini. Moderatore sarà Paolo Brambilla per Affari Italiani.

UN FUTURO A MISURA DI CITTADINO

Una delle figure più impegnate sui temi economici del PD è Alessia Potecchi, Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del Pd Metropolitano di Milano. A lei chiediamo quale aspetto del suo intervento presso l'evento di Rogoredo può anticiparci:

alessia potecchi

Alessia Potecchi

"Un’ampia riforma fiscale è quella che auspica il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Occorre dare certezza a chi produce e consuma, investe e risparmia con un intervento volto a premiare il lavoro e a favorire l’attività di impresa. Dobbiamo constatare che fatta la riforma nei primi anni 70’ del secolo scorso sono state successivamente introdotte nuove forme di tassazione ed è stato progressivamente definito un complesso insieme di agevolazioni e di esenzioni, senza un disegno organico e troppo e spesso con indirizzi non sempre coerenti. Non si può continuare su questa strada. È paradossale mischiare velleitarie minacce nei confronti degli evasori fiscali assieme a generosi condoni mimetizzati e battezzati con i nomi più vari (pace fiscale, rottamazione, rientro dei capitali, ecc…)"

Ma qualcosa di positivo ci sarà in quello che è stato realizzato negli ultimi anni

"Oggi la progressività dell’imposta personale sui redditi è stata attenuata, ma non certo soppressa. Il cumulo dei redditi tra coniugi è stato abolito da una sentenza della Corte Costituzionale del 1975. Il numero degli scaglioni è stato ridotto e le aliquote massime abbassate (dall’originario 72 all’attuale 43 per cento) ma occorre tener conto della distribuzione effettiva dei contribuenti e dell’introduzione di detrazioni decrescenti al crescere del reddito (per carichi familiari, per redditi da lavoro), che accrescono la progressività. Il recente dibattito sulla Flat Tax prospetta una netta inversione di tendenza, sulla quale sono più che giustificati i dubbi sulla fattibilità rispetto agli equilibri di bilancio e la certezza di favorire chi più ha a scapito di chi non ha, aumentando in modo chiaro le diseguaglianze."

Alberto ArrigoniAlberto Arrigoni

Sentiamo anche il parere di un noto esperto di fiscalità, Alberto Arrigoni, Presidente della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano. Veramente interessante il suo punto di vista: “Il mondo fiscale non è solo una rassegna di tecnicismi più o meno raffinati, ma ha un contenuto di educazione e coscienza; nessuno comincia a dire ai bambini, anche alle elementari, che se loro sono a scuola, se trovano il tram o lo scuolabus che li accompagna è perché qualcuno paga le tasse” .

Mi sembra infatti che i commercialisti italiani si siano molto impegnati a portare cultura ed educazione fiscale al grande pubblico

"L’Ordine di Milano, prima della Fondazione, ha provato un esperimento di istruzione alle elementari ed i risultati sono stati sorprendenti, i bambini comprendevano con grande semplicità e non ripetevano le frasi degli adulti sulla negatività delle tasse" ci conferma Alberto Arrigoni.

Ma operativamente che cosa suggerirebbe al nuovo governo appena insediato?

"Un sistema come quello italiano che ha un numero di vertenze tributarie in essere pari quasi ad un milione di cause è folle: siamo i primi al mondo … ma non ci fa molto onore; se poi pensiamo che mediamente l’Agenzia delle Entrate non vince circa la metà delle vertenze vuol dire che vi è un errore di fondo, dato che lo Stato, l’interesse collettivo, non dovrebbe presentare falle così macroscopiche. Ma tutto questo dipende dal fatto che sin da tempi lontani si è instaurato un clima da “Guardie e Ladri” con l’Agenzia delle Entrate che è una PARTE contrapposta all’altra PARTE che è il contribuente, mentre in tutti i Paesi da prendere a modello l’Agenzia svolge un pubblico servizio aiutando i contribuenti a eseguire correttamente il loro dovere”.

Se consideriamo che in Italia c’è stato bisogno di formulare nel 2000 una apposita legge di rango costituzionale per affermare i DIRITTI DEL CONTRIBUENTE (legge 212/2000) e ciò nonostante spesso vi sono condanne dell’Agenzia per violazione della stessa legge, ci rendiamo conto della distorsione dei comportamenti, che sono appunto da imboscate da Guardie e Ladri e non da cittadini corretti.

Certamente aliquote pesanti non facilitano il rispetto dell’obbligo di pagamento, ma peraltro i Paesi del nord (Svezia e Norvegia) vivono da anni con aliquote più pesanti e non hanno un livello di evasione significativo; il rischio della esasperata lotta tra contribuenti e Agenzia delle Entrate è che il gettito, indispensabile, venga prodotto in prevalenza da imposte indirette come l’IVA, di più facile esazione, stravolgendo il principio della capacità contributiva e dell’equità sociale (che io guadagni 100 o 1.000 pagherò la stessa IVA 22% sui miei acquisti).

"Si deve insistere per giungere al sereno convincimento che pagare le imposte è dovere civico, e l’Agenzia dovrebbe fare il possibile per rendere questo dovere non difficile ed evitare di svolgere il ruolo di parte in causa" conclude Alberto Arrigoni dal suo osservatorio privilegiato di Presidente della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano.

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