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Italia Atlantica
AUTOSTRADE E LA TRAPPOLA SEMANTICA
(fonte Lapresse)

Kim Jong-Conte dice di essere il gran maestro del problem-solving. Secondo lui, il problema Autostrade è risolto: ha vinto lo Stato. Nella politica della post-verità succede anche questo, la storia la scrive la propaganda. La propaganda populista è l'agiografia di un eroe metafisico, lo Stato. Ma questo eroe somiglia a Re Luigi XIV, il quale almeno aveva il merito di non inventarsi sofismi ed equilibrismi semantici. Disse, famosamente, L'état c'est moi, e la chiuse così.

Questa invece è una trappola semantica, lo Stato non è la politica. Lo Stato non è neanche il governo. Lo Stato non è neppure gli statalisti, che sempre abbondano.

Nella sconclusionata vicenda Autostrade lo Stato ha perso. I contribuenti hanno perso. Autostrade stessa ha perso; gli investitori internazionali non aspettano altro che la futura quotazione in Borsa per fare cassa e scappare a gambe levate. Meglio contrarre il Covid-19 che trovarsi soci di minoranza dello Stato.

Hanno vinto i Benetton. Hanno vinto gli statalisti.

Ma i Benetton hanno rischiato grosso. Se il governo avesse imposto l'aumento di capitale di Aspi sottoscritto da Cdp, essi sarebbero stati diluiti perdendo il controllo dell'azienda, i soldi sarebbero rimasti nelle casse di Aspi, e i fratelli di Ponzano Veneto se ne tornavano a casa con le pive nel sacco.

Invece - da quanto si sa - il governo acquisirà le azioni Aspi da Atlantia, pagandole - c'è da presumere - come il filetto. Insomma, lo Stato proprietario di autostrade, dopo aver minacciato la revoca della concessione, paga per comprare ciò che è suo. E' un'operazione di reverse engineering senza nè capo nè coda, che se fosse stata proposta da un VP di una banca d'affari lo avrebbero interdetto dal lavoro per manifesta incapacità d'intendere e di volere.

I Benetton non sono nuovi ai miracoli. Al tempo delle privatizzazioni farlocche, da un giorno all'altro la famiglia si ritrovò in mano un monopolio con dentro un monopolio (autostrade, autogrill).

Non c'è dunque alcuno Stato vincitore. Ogni giorno che passa lo Stato arretra e la maggioranza di governo avanza. Il Paese è in mano alla politica, che delega attivisti di partito alla gestione di beni pubblici. Nello horror vacui irrompono gli statalisti. Stipendio pubblico, capacità zero. Si fanno chiamare Manager di Stato. Semanticamente, sono parassiti.

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