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Lo sguardo libero
L’ignoranza circa l’ebraismo e le ragioni di Israele
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Da oltre 70 anni, dalla nascita dello Stato d’Israele, una repubblica parlamentare, l’unica vera democrazia dell’area mediorientale, avvenuta il 14 maggio 1948, periodicamente c’è guerra tra israeliani e palestinesi, nonostante la soluzione dei due Stati sia quella su cui quasi tutti concordano essere la più praticabile e ragionevole.

La guerra è sempre da evitare, regolarmente però si ripetono le stesse situazioni. I cittadini di Israele hanno il diritto di vivere liberamente e in pace, senza temere attentati o razzi che cadono sulle loro case. Ciclicamente si verifica la questione degli scudi umani: solitamente bambini nei pressi di luoghi strategici, oggi anche giornalisti. Secondo il portavoce delle forze armate israeliane, il grattacielo della stampa abbattuto a Gaza City “era un obiettivo legittimo perché nel palazzo si nascondevano gli uomini dei servizi segreti di Hamas. Speravano che mettendosi tra i giornalisti avremmo esitato a colpire”. Dispiace che i giornalisti si siano prestati, anche se inconsapevolmente, a essere utilizzati come tali. Purtroppo, la scelta giusta di fronte agli scudi umani è quella di Chris Kyle (interpretato da Bradley Cooper), nel film “American Sniper” (2014) di Clint Eastwood, tiratore scelto dei Navy SEAL, inviato in missione a Falluja, Iraq, dove viene impiegato come cecchino per proteggere i suoi commilitoni.  

Sistematicamente si verificano gli stessi allineamenti. Tanti di coloro che si schierano apertamente per gli ebrei il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, che ricorda la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, sembrano avere opinione opposta nei periodi di guerra.  Si ricordi l’incipit del libro memorialistico “Se questo è un uomo” di Primo Levi, ebreo, deportato ad Auschwitz, scampato al lager e poi morto suicida: “(…) Considerate se questo è un uomo / che lavora nel fango / che non conosce pace / che lotta per mezzo pane / che muore per un sì o per un no. (…) / Meditate che questo è stato: / vi comando queste parole. / Scolpitele nel vostro cuore (…). / O vi si sfaccia la casa, / la malattia vi impedisca, / i vostri nati torcano il viso da voi”.

Non si dimentichi che tra tutte le religioni tradizionali, dal cristianesimo al buddhismo all’Islam, solo l’ebraismo indica esplicitamente la pace (Shalom) tra le qualità fondamentali, insieme alla misericordia (Hesed), la giustizia (Tzedek) e la verità (Emet). Purtroppo, c’è molta ignoranza circa l’ebraismo. Così, secondo la Kabbalah - che fa appello all’uomo, alla creazione - l’aspirazione verso il Creatore è chiamata “Israele”, mentre quella a ricevere egoisticamente i piaceri del mondo “le nazioni del mondo”, ma non c’è nessun legame tra questi termini della Torah e il rapporto tra gli ebrei e le altre nazioni del mondo.

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