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Palazzi & Potere
Diana Cacciatrice del Guercino: un’attenta e coinvolta meditazione sul futuro

Nella quinta puntata della webserie “Dieci capolavori della Fondazione Sorgente Group in cinque secoli” Claudio Strinati, direttore scientifico della Fondazione, fondata da Valter Mainetti, ci presenta un capolavoro del Seicento italiano, dipinto da Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato “Il Guercino”. È un soggetto mitologico, una potente “Diana cacciatrice”, riconosciuta dagli studiosi come uno dei migliori capolavori dell’artista di Cento.

Dall’esame del Libro dei conti, il personale registro del Guercino, dove il pittore annotava tutte le commissioni dei dipinti richiesti, con le cifre dei compensi e i nomi dei committenti, troviamo alla data 1657-58 una serie di pagamenti effettuati dal Conte Fabio Carandini, un esponente di primo piano di una nobile famiglia di origini modenesi trasferitosi nell’Urbe nel 1608, che richiede all’artista di realizzare due dipinti: una Diana e un Endimione. Il dipinto, qui nominato, corrisponde con assoluta certezza all’opera acquistata nel 2009 dalla Fondazione Sorgente Group.

Dopo tre secoli di peregrinazioni in giro per l’Italia, finalmente il quadro è tornato ad essere studiato ed ammirato in diverse mostre in Italia e all’estero. Sottoposto anche a un delicato ed importante restauro, è tornato al suo originario splendore, per essere così protagonista di una mostra a Cento, la città natia di Guercino: Guercino 1658. La Diana Cacciatrice della Fondazione Sorgente Group (4 giugno - 10 luglio 2011) presso la Pinacoteca Civica. A seguire ha partecipato a diverse esposizioni, tra cui la più celebre è stata la mostra monografica che si è svolta a Tokyo presso la National Museum of Western Art (3 marzo - 31 maggio 2015) fino alla più recente Emozione barocca. Il Guercino a Cento (9 novembre 2019 - 15 febbraio 2020) presso Pinacoteca san Lorenzo e Rocca, Cento (Ferrara)

 

Il dipinto raffigura un mito molto diffuso e amato nel Seicento. La dea Diana, Artemide nel mondo greco, era venerata come signora dei boschi e delle fonti, proteggeva le bestie selvagge, concedendole solamente ai cacciatori più meritevoli. Proprio durante una caccia incontra un giovane dalla straordinaria bellezza che dorme in una caverna. Tanto rimase colpita, che chiese a Giove di conservare per sempre l’aspetto meraviglioso del giovane intatto, affinché non fosse toccato dalla vecchiaia e lei potesse continuare a contemplarlo. Come commenta Claudio Strinati: “Un amore tra i più casti e puri, dove l’appagamento è completato con la sola osservazione. Diana è la vergine, rappresenta la fierezza e l’integrità femminile, lontana dall’eros carnale.”

Inoltre, Diana essendo figlia di Zeus e Leto e sorella gemella del dio Apollo in epoca tarda fu identificata con la divinità lunare Selene divenendo così la personificazione del Cielo, il punto di congiunzione fra la Terra e la Luna. Così, infatti, nella composizione della Fondazione Sorgente Group, Guercino vuole raffigurare proprio questa variante tardo antica del culto della dea, com’è visibile dalla falce di luna che domina sul suo capo, raffigurando l’incontro mitologico fra la dea e il

giovane pastore Endimione, re di Elite, durante una notte presso le pendici del monte Latmo, in Asia Minore come raccontato da Apollonio Rodio.

Testimonianza del sincretismo, cioè dell’unione in una sola divinità di Artemide/Diana con Selene è visibile anche in un’opera archeologica della Fondazione. Una scultura in marmo bianco proconnesio, databile nella metà del III d.C., alta circa 90 cm, che indossa un ampio chitone con maniche corte con sopra un lungo peplo allacciato sulle spalle e in vita. Un ampio mantello, trattenuto dal braccio destro e fermato dalla mano sinistra, passa dietro la schiena e si gonfia attorno alla testa. Dalle spalle emerge ben visibile il crescente lunare che identifica la scultura con la personificazione di Selene, dea della Luna. Come nella Diana del Guercino la divinità ha la tipica pettinatura con i capelli raccolti dietro la testa e fermati in alto con abbondanti boccoli.

Come possiamo vedere anche sui sarcofagi romani con la raffigurazione del mito di Endimione in rilievo sulla fronte, molto diffusi a partire dalla prima metà del III d.C. e di cui sono conservati numerosi esemplari (Musei Capitolini, Palazzo Borghese da via Labicana, Musei Vaticani, The Metropolitan Museum of Art), questa iconografia di Diana – Selene è utilizzata per raffigurare il momento in cui la divinità scende sulla terra con il suo carro per incontrarsi con Endimione.

 

Ecco, quindi, l’immagine del secondo dipinto commissionato dal Conte Carandini al Guercino, che raffigurerebbe proprio Endimione, che dorme, ma quest’opera non è stata ancora identificata con certezza, a differenza della Diana cacciatrice della Fondazione Sorgente Group. Se osserviamo bene l’espressione della protagonista noteremo un misto di malinconia, che deriverebbe dalla preveggenza: la dea già conosce quello che accadrà. La premonizione è una condizione mentale guercinesca che rende il dipinto di elevata qualità non solo nella dimensione pittorica, ma anche nella consapevolezza della forza dell’immagine.

 

La figura è solenne con un evidente effetto pittorico di derivazione raffaellesca, soprattutto nel movimento del mantello e dei capelli, che sembrano mossi dal vento in contrasto con il resto della figura che sembra immobile. Ma, nella solennità troviamo un elemento aneddotico nell’immagine del cane in basso a sinistra, che in modo animato si rivolge a Diana. È il cane di Endimione che guiderà Diana alla grotta dove riposa il suo padrone. Guercino, è definito da Strinati “grande psicologo della pittura”, sempre nei suoi dipinti vi è una profonda e coinvolta meditazione

Il cane che l’accompagna si volge verso di lei, ma la dea non lo guarda. Qui sta la premonizione: Il cane è il richiamo verso Endimione dormiente, e da lui la condurrà. Per Strinati: “Non vi è quadro del Guercino che non sia frutto di un’attentissima e coinvolta meditazione e la Diana cacciatrice ne è un esempio mirabile”.

https://www.youtube.com/watch?v=qlHLCPq2pzs?

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    guercinodiana cacciatricemainettivalter mainettifondazione sorgente groupclaudio strinati
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