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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
N.1-2015
SCLERODERMIA IN EUROPA, AIUTI AI NEOIMPRENDITORI, PROGETTI SULLE NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
Domanda: è vero che ci sono aiuti per chi, come me, è imprenditore da poco e desidero confrontarmi con altri imprenditori europei? Luca Nureso
Risposta: Chi ha appena avviato un’attività o intende farlo, può chiedere di partecipare al programma di scambi Eraamus per giovani imprenditori, che consente di ottenere un aiuto da professionisti già affermati di un altro paese europeo durante un soggiorno all’estero parzialmente finanziato dall’Unione Europea. Per poter partecipare, la start-up deve essere stata creata da meno di tre anni oppure bisogna essere già in possesso di un business plan quale prova della ferma intenzione di avviare un’attività. Occorre avere la residenza permanente in un paese comunitario ed essere in grado d’integrare il sostegno offerto dall’UE con fondi propri per coprire tutte le spese del soggiorno all’estero. Gli imprenditori già affermati o i titolari di una piccola impresa posso chiedere di poter accogliere presso la loro attività un giovane imprenditore di un altro Stato.
Il periodo da trascorrere in un altro paese dell’Unione Europea presso un imprenditore esperto può durare da uno a sei mesi. Il soggiorno può essere suddiviso i più parti (ad esempio, due settimane al mese), a condizione che il programma venga concluso entro docidi mesi dalla data di inizio.
Il sostegno finanziario della Commissione europea copre le spese di viaggio e alloggio.
Domanda: sono preoccupanti i dati sulle nuove sostanze psicoattive in Europa, chi gestisce un controllo per evitarne il rischio? Elisa Pandoli
Risposta: la Commissione europea ha stanziato dei fondi per identificare e monitorare la portata dell’utilizzo delle nuove sostanze psicoattive; per sviluppare un piano efficace di interventi anche a livello locale per rispondere ai rischi per salute e per il contesto sociale; per incoraggiare un dialogo aperto sul tema e informare meglio noi cittadini. In particolare segnalo il progetto europeo Local Pass che ha tra i partner la Regione Emilia-Romagna e l’AUSL di Bologna, assieme a centri di ricerca, come il Dipartimento di studi sulle dipendenze della Charles University di Praga e il polo scientifico olandese TRANZO (Tilburg University’s Scientific Center for Care and Welfare), organizzazioni no profit, come Novadic-Kentron (Paesi Bassi), APDES (Portogallo) e l’Associazione Our World (Bulgaria) ed enti locali e regionali quali le città di Breda (Paesi Bassi), Agueda (Portogallo) e Varna (Bulgaria). Avviato nel marzo del 2013, Local PASS è uno degli 11 progetti finanziati nell’ambito del Programma “Prevenzione e informazione in materia di droga“, l’unico a livello europeo a finanziare iniziative per lo scambio di buone prassi in materia di prevenzione e sul trattamento dei tossicodipendenti. Il Programma, compreso nella Strategia Europea contro le droghe, mira a ridurre i danni sociali e sulla salute causati dall’utilizzo e dal commercio illegale di sostanze stupefacenti. Le attività svolte nell’ambito del progetto sono rivolte al fenomeno della diffusione delle cosiddette “nuove sostanze psicoattive (NSP)”. Rientrano in questa categoria, non solo droghe di recente creazione, ma anche quelle che grazie agli acquisti online ed alla maggiore reperibilità si stanno rapidamente espandendo parallelamente ai traffici tradizionali. Proprio l’estensione del fenomeno espone anche città e regioni agli effetti di questo nuovo trend, rendendo necessario l’intervento degli stakeholder coinvolti nella prevenzione e nel trattamento dei soggetti a rischio. I dati e le informazioni disponibili, infatti, riguardano essenzialmente livello nazionale ed europeo, non coinvolgendo attivamente la dimensione locale. Per rispondere a queste esigenze i partner del progetto Local PASS hanno lavorato allo sviluppo di approcci e strumenti integrati ed innovativi per identificare e quantificare i nuovi trend nei consumi di sostanze sui territori, prevenire l’abuso di queste sostanze alimentando il dibattito sul tema e ridurre i danni causati dalla droga. Nel corso degli ultimi mesi i partner si sono incontrati a Varna, Praga ed Agueda per definire una strategia di azione che ha coinvolto professionisti del settore, Forze dell’Ordine, associazioni ed enti delle aree di riferimento. Il 19 e 20 gennaio 2015 i partner del progetto si incontreranno a Bologna per un seminario ospitato dalla Regione Emilia-Romagna, in via Aldo Moro. Il seminario sarà occasione per presentare e valorizzare esperienze e progetti già avviati. La conferenza finale del progetto si terrà invece a Breda il 5 e 6 febbraio 2015.
Domanda: c’è qualcuno che si occupa a livello europeo della sclerodermia? Ad una mia amica hanno diagnosticato questa patologia e vorremmo sapere bene cos’è e come si cura in Europa, grazie Luisa Burreto
Risposta: si occupa di questa patologia la FESCA (Federation of European Scleroderma Associations). La Sclerodermia è il nome dato ad una malattiacronica evolutiva autoimmune che può danneggiare la pelle, i vasi sanguinei e gli organi interni. E’ rara non perché sia poco diffusa ma perché è ancora diagnosticata con molta, troppa difficoltà. I dati, infatti, ci parlano di una realtà consistente che se non diagnosticata per tempo può essere fatale. Si tratta di una patologia, i cui sintomi clinici più evidenti sono l’ispessimento e l’indurimento della pelle, dai quali la malattia prende il nome. Oltre a colpire la cute, soprattutto quella degli arti e della zona attorno alla bocca, la sclerodermia intacca anche i piccoli vasi arteriosi, arteriole e capillari e gli organi interni, causando complicazioni, a lungo termine mortali, al cuore, ai reni, ai
polmoni e all’apparato gastrointestinale. I sintomi possono rimanere silenti per anni, rendendo così difficile una sua diagnosi tempestiva e precoce. Un segno clinico costante della malattia è il fenomeno di Raynaud: causato dalla diminuzione della pressione sanguigna. Tale fenomeno si caratterizza per il pallore delle dita delle mani e dei piedi, accompagnato generalmente da una
riduzione della temperatura cutanea, da dolore e da alterata sensibilità. In tutta Europa e nel mondo ci sono delle apposite Scleroderma Clinic, di cui una anche a Milano, presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini e presentata di recente grazie alla associazione nazionale AILS (www.ails.it) che offre ai malati e alle loro famiglie diversi ed utili servizi di sostegno gratuiti su tutto il territorio nazionale. “Chi ha patologie come la sclerodermia necessita di strutture specializzate ed attrezzate a 360 gradi, ecco perché oggi presentiamo la Scleroderma Clinic”, dice la Dott.ssa Nicoletta Del Papa, che ne è responsabile, “in collaborazione con AILS, Associazione Italiana Lotta alla Sclerodermia onlus”. AILS – Associazione Italiana Lotta alla Sclerodermia Onlus, è nata nel 2002 su iniziativa di un gruppo di malati affetti da Sclerosi sistemica (Sclerodermia). “L’Istituzione del centro multidisciplinare all’interno della struttura Day Hospital di Reumatologia, consente ai malati una presa in carico globale da parte dei medici” spiega Ines Benedetti, Presidente AILS, “La nostra associazione offre ai malati: supporto psicologico, fisioterapia, pratiche di invalidità e consulenza legale”. La Sclerosi sistemica o Sclerodermia è una patologia autoimmune, rara, colpisce più frequentemente le donne (rapporto donne:uomini è di 10:1). La causa della malattia è sconosciuta.
“La malattia”, dice la dott.ssa Nicoletta Del Papa, Day Hospital Reumatologia, Dip. Reumatologia, Istituto Ortopedico Gaetano Pini, “è cronica ed è fondamentale una diagnosi precoce in modo da consentire l’avvio di cure che possano migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti. La patologia è ancora sottostimata e poco conosciuta ed è necessario non sottovalutare i primi sintomi sia per evitare la disabilità sia per salvare delle vite. La Scleroderma Clinic nasce per essere un punto di riferimento a livello regionale e nazionale a supporto dei pazienti e delle loro famiglie per evitare che debbano peregrinare tra più ospedali, e far sì che possano trovare un team di specialisti che affianca il paziente in tutte le fasi della patologia, individuandola in modo precoce. Con noi collaborano esperti di altri ospedali che lavorano in team per assistere i pazienti in tutte le fasi della patologia”.
