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Animali, l’Ue deve fare di più per proteggerli

Animali, l’Ue deve fare di più per proteggerli
gianluca pillole d’europa ape
“L’Ue riconosce che gli animali sono esseri senzienti e meritevoli di protezione. Ma bisogna fare passi avanti anche per la sicurezza alimentare e per l’educazione degli animali”

Intervista a Gianluca Comazzi, Presidente FIBA, Federazione Italiana Benessere Animali e consigliere del Comune di Milano.

Cosa occorre fare per la maggiore tutela degli animali in Europa?
L’Unione europea riconosce che gli animali sono esseri senzienti e meritevoli di protezione. La normativa comunitaria stabilisce requisiti minimi volti a preservare gli animali da qualsiasi sofferenza inutile durante tre fasi principali: l’allevamento, il trasporto e l’abbattimento. Inoltre sono contemplate altre questioni, quali la sperimentazione animale ed il commercio di pellicce. Già il piano d’azione comunitario 2006-2010 delineava le principali componenti dell’intervento europeo in questo settore, sia all’interno dell’Unione che oltre le sue frontiere, ma oggigiorno occorre fare passi avanti anche per la sicurezza alimentare e per l’educazione dei nostri animali ecco perché siamo molto attivi con corsi sul territorio per le famiglie che decidono di adottare un cucciolo.

La convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti era stata firmata sotto l’egida del Consiglio d’Europa e intende imporre agli Stati firmatari condizioni comuni minime per la protezione degli animali nei loro metodi di allevamento. Ci sono nuove normative da proporre?
Come FIBA siamo sempre attenti anche all’evoluzione normativa sia italiana che europea. La convenzione si applica agli animali d’allevamento, ovvero agli animali allevati o custoditi per la produzione di prodotti alimentari, lana, pelli, pellicce o altri scopi agricoli, compresi gli animali provenienti da modificazioni genetiche o da nuove combinazioni genetiche. Si rivolge in particolare agli animali che si trovano in sistemi di allevamento intensivo. L’obiettivo della convenzione è proteggere gli animali da allevamento da inutili sofferenze o lesioni, a causa delle condizioni di alloggiamento, alimentazione o cura. Per raggiungere questo obiettivo, la convenzione impone agli Stati che l’hanno approvata di rispettare determinate regole, in particolare relativamente al sito di allevamento (spazio e condizioni ambientali), all’alimentazione e la salute degli animali, e all’organizzazione delle ispezioni degli impianti tecnici nei moderni sistemi di allevamento intensivo. Esiste un comitato permanente che sovrintende alla sua attuazione e questo comitato elabora e adotta periodicamente raccomandazioni nei confronti degli Stati interessati.

I Rom ricevono dalla Commissione europea dei fondi ed esiste anche l’Ufficio di Informazione Europeo sulle popolazioni Rom (European Roma Information Office – ERIO) che è una organizzazione internazionale di promozione e tutela dei diritti delle popolazioni Rom in Europa che venne fondata nel 2003 ed i cui uffici si trovano a Bruxelles. Chi tutela e controlla come i Rom curano o non curano i loro animali?
Se Lei visita Milano e le altre città italiane ad esempio vedrà che i Rom sono aumentati, probabilmente a Milano l’unico EXPO che avremo è l’Expo dei Rom che arriveranno da tutta Europa e dal mondo. Le cascine di Milano, ad esempio quelle di Chiaravalle, sono piene di Rom e i bambini e i loro animali vivono tra l’immondizia. Ci vogliono più controlli di sicuro ed è inaccettabile vedere nelle nostre strade in aumento zingare con bambini e/o con cuccioli di animali allo sbando. Come FIBA chiediamo al Comune un maggiore impegno anche in questo.  

Quali sono gli interventi che le sono parsi più utili?
Ad esempio l’Unione europea ha stabilito norme minime uguali per tutti relative alla protezione delle galline ovaiole nei vari sistemi di allevamento, per proteggerle ed evitare le distorsioni della concorrenza fra i produttori dei vari Stati membri; normative per la migliore custodia degli animali selvatici in giardini zoologici e normative da rispettare in tutta l’Unione europea  con precisi criteri comunitari per i punti di sosta e il benessere degli animali durante il trasporto. La nuova normativa individua tutti gli operatori e le rispettive responsabilità, rafforza le misure di vigilanza e prevede norme più restrittive per quanto riguarda il trasporto su lunghi percorsi e i veicoli impiegati.

Quanto è importante che ci sia una maggiore sinergia tra la vostra associazione FIBA e le altre a livello europeo?
Fondamentale, perché il senso della cittadinanza europea è attuabile anche per i nostri animali che devono avere uguali tutele e diritti in tutti gli Stati visto poi che sono aumentati gli spostamenti e la mobilità delle famiglie che li assistono e curano.