Di Cinzia Boschiero
“Il 16 aprile” dice l’on. Cristiana Muscardini, eurodeputata,”voteremo per tutelare le aziende e il MADE IN. In seduta plenaria si terrà l’ultimo decisivo momento di confronto presso il Parlamento europeo. Il Regolamento che voteremo ha già ottenuto riscontri positivi da parte delle Commissioni parlamentari competenti”. Rendere obbligatoria l’indicazione di origine dei prodotti significa tutelare l’eccellenza, la qualità, l’artigianalità, il saper fare italiano che rende il Made in Italy unico al mondo.
“Una mancata legislazione di tutela a livello europeo,” dice Cleto Sagripanti, Presidente Calzaturifici,”provoca danni enormi alle imprese manifatturiere e il nostro settore è uno dei più colpiti: la concorrenza sleale dei paesi emergenti danneggia da tempo le nostre aziende e mette a rischio una tradizione produttiva. L’etichettatura è uno strumento legittimo e non protezionistico dell’eccellenza manifatturiera. Il consumatore ha il diritto di essere informato in modo corretto e trasparente sui prodotti che compera. Se il 16 aprile il voto non sarà favorevole sarà un danno notevole per le aziende del nostro settore, ma non solo”.
Presso l’hotel Park Hyatt Milan di recente si sono riuniti imprenditori del settore calzaturiero che si sono confrontati con gli eurodeputati Cristiana Muscardini , Patrizia Toia e Lara Comi del Parlamento europeo. Tutti gli eurodeputati presenti hanno ribadito il loro impegno che eserciteranno in aula a Strasburgo a favore della tutela delle imprese italiane in Europa. L’associazione Assocalzaturifici a sua volta ha inviato a 766 europarlamentari italiani e non, prima del voto del 16 aprile, una scarpina da bambino come operazione di sensibilizzazione, accompagnata da un breve ma significativo messaggio del Presidente Cleto Sagripanti che recita così:”Sei preoccupato per il tuo futuro? Difendi la manifattura europea: vota per il Made in – art.7”. L’appuntamento del 16 aprile in aula a Strasburgo quindi sarà monitorato dalle imprese del settore che si aspettano un voto che salvaguardi la produzione manifatturiera di qualità. L’art.7 della proposta della Commissione IMCO (Mercato Interno e Tutela dei Consumatori) prevede che i fabbricanti e gli importatori dovranno apporre sui prodotti un’indicazione del Paese di origine del prodotto, sarebbe un’etichetta che non prevede un aumento di costo del prodotto, ma che rappresenta un punto chiave per garantire un’equa competizione sui mercati internazionali.
L’articolo 7 , comma 3, parla chiaramente di applicazione del Codice Doganale Comunitario. Il Made in rafforza il legame tra indicazione di origine e tracciabilità di un prodotto ai fini di dare una maggiore sicurezza al consumatore. L’indicazione d’origine faciliterà le autorità durante i controlli e nell’adozione di immediate ed efficaci contromisure in caso di situazioni di criticità. Il regolamento era stato votato anche da altre tre commissioni del Parlamento europeo : ITRE (Ricerca e Tecnologia); INTA (Commercio Internazionale) e GIURI (Affari Giuridici e Industria). Il Sesto rapporto annuale 2014 sul contributo del settore calzaturiero al rafforzamento dei Made in Italy parla chiaro: serve aumentare il contrasto rispetto ai prodotti contraffatti e portare a termine il percorso del Made in sulla tracciabilità dei prodotti per presidiare e migliorare per le piccole e medie aziende le condizioni di accesso tanto al mercato comunitario che ai mercati extra-europei, in modo da fare fronte ad una concorrenza sleale e che danneggia il comparto produttivo mettendo a rischio posti di lavoro di personale qualificato e altamente specializzato e l’utilizzo di materiali di qualità che tutelino anche la salute del consumatore. Chi cammina bene, con prodotti sicuri e che rispettano anche gli standard di salute del piede, è il caso di dire, va sano e lontano..non solo in Italia, ma in Europa e oltre….Ora dopo il 16 sapremo se anche al Parlamento europeo si vuole andare per la strada e il passo giusto a favore di cittadini e imprese.
