Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Pillole d’Europa » Energia, ricerca e speci selvatiche… Le risposte dell’Europa

Energia, ricerca e speci selvatiche… Le risposte dell’Europa

Energia, ricerca e speci selvatiche… Le risposte dell’Europa
europa lp (1)
Programmazione energetica, ricerca di base, lotta e tutela delle specie selvatiche, nuovi posti di lavoro. L’Europa interviene e…

Sei davvero un cittadino europeo? Conosci i diritti e le opportunità offerte dall’Ue? Scrivici

Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero

NUMERO 7 – 2014

 

INTERVENTI PER L’ENERGIA ,  RICERCA DI BASE, LOTTA E TUTELA DELLE SPECIE SELVATICHE, NUOVI POSTI DI LAVORO

 

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.comeurochat2013@gmail.com

 

Domanda: ma non servono nuove scelte energetiche in Europa? Chiara Tremolada

GUARDA LE ULTIME PUNTATE DI EUROCHAT, LA RUBRICA DI CINZIA BOSCHIERO

NUOVO VIDEO

VIDEO UNO

VIDEO DUE

VIDEO TRE

VIDEO QUATTRO

VIDEO CINQUE

VIDEO SEI

VIDEO SETTE

Risposta: sulle nuove scelte energetiche europee abbiamo chiesto all’on. Cristiana Muscardini Vicepresidente  Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo, che al Parlamento europeo si impegna da tempo su questo argomento e che a Milano di recente ha organizzato un importante convegno presso la Società Umanitaria in via Daverio 7.  “Le nuove scelte energetiche europee,” ci dice,” vanno vagliate con estrema attenzione perché rappresentano il presente, ma soprattutto il futuro di una grande sfida comunitaria che cerca di trovare una sua autonomia anche nel settore energia. Non tutte le energie rinnovabili sono vincenti, manca un raccordo comune nella politica energetica e soprattutto serve anche una solidarietà sullo sfruttamento delle risorse in modo condiviso e sostenibile tenendo conto delle esigenze ambientali ma anche delle esigenze di sviluppo territoriale e alimentare, inoltre va migliorata la liberalizzazione che al momento premia solo i grandi gruppi: le piccole e medie imprese devono essere maggiormente coinvolte ed i cittadini aiutati con la semplificazione burocratica”.

 

Domanda: ma non ci sono fondi europei per aiutare i nostri ricercatori anche nella ricerca di base? Alberto Gurri

Risposta:  ci sono dei fondi per la ricerca di base, detta anche ricerca fondamentale, che ha come obiettivo primario l’avanzamento della conoscenza, ma i suoi risultati possono avere ricadute applicative inaspettate. Il Consiglio europeo della ricerca (CER) eroga finanziamenti aggiuntivi, a titolo dell’iniziativa “Proof of Concept”, per aiutare i borsisti già titolari di una sovvenzione CER ad avvicinare al mercato le loro ricerche pionieristiche. I risultati finali dell’ultima gara per l’aggiudicazione di questi finanziamenti sono stati annunciati oggi: 67 ricercatori di primo piano, già assegnatari di sovvenzioni CER, hanno ricevuto fino a 150mila euro a testa. I progetti riguardano i più svariati ambiti: studio delle basi molecolari dei disturbi psichiatrici, innovazioni tecnologiche per soccorrere gli sciatori rimasti vittime di valanghe, misurazione delle onde anomale, ecc. I finanziamenti “Proof of Concept” possono essere erogati a favore di attività intese a realizzare applicazioni commerciali e sociali, ad esempio il conferimento di diritti di proprietà intellettuale, la ricerca di possibili sbocchi commerciali o la conduzione di convalide tecniche. Il finanziamento complessivo dell’intero bando è di 10 milioni di euro. È attualmente aperto un nuovo invito a presentare proposte per titolari di sovvenzioni CER, “Proof of Concept” 2014, con una prima scadenza fissata al primo aprile 2014.  Dalla sua nascita il CER ha finanziato oltre 4. 500 progetti di ricerca di frontiera in tutta Europa ed è diventato un “punto di riferimento” per l’eccellenza scientifica.Dal 2007 al 2013, nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca dell’UE (7° PQ), il bilancio del CER è stato di 7,5 miliardi di euro. Nell’ambito del nuovo programma quadro per la ricerca e l’innovazione (2014-2020), “Orizzonte 2020”, il CER ha un bilancio, notevolmente incrementato, di oltre 13 miliardi di euro. Ci sono poi dei fondi per fare rientrare i ricercatori in Italia e per evitare le fughe di cervelli europei in Paesi extraeuropei.

 

Domanda: ci sono dei fondi europei per creare nuovi posti di lavoro? Maria Buttero

Risposta:  il nuovo Fondo sociale europeo per il periodo 2014-2020 ha un budget di ottanta miliardi per combattere la disoccupazione, aiutare i cittadini a trovare posti di lavoro migliori e assicurare opportunità lavorative più eque per tutti in tutta l’Unione Europea. Il Fondo sociale europeo ha un ruolo fondamentale nel supportare gli investimenti degli Stati membri nel capitale umano e nel rafforzare la competitività dell’economia europea per emergere dalla crisi. Ogni anno il Fondo sociale aiuta oltre 15 milioni di persone a potenziare le proprie capacità, facilitando l’inserimento nel mercato del lavoro e combattendo l’esclusione sociale e la povertà. Il Fondo sociale europeo, per il periodo 2014-2020, sarà uno strumento essenziale per rispondere alle priorità dell’Unione e per garantire che le politiche nazionali degli Stati membri siano adeguate agli obiettivi della strategia Europa 2020, che mira a promuovere l’occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori, investire nell’istruzione, nelle competenze e nell’apprendimento, garantire l’inclusione sociale e combattere la povertà, rafforzare la capacità istituzionale.   Spiega il dott. Francesco Laera della Rappresentanza a Milano della Commissione europea:”Il Fondo sociale europeo rappresenterà almeno il 23,1% del totale previsto per la politica di coesione, suddiviso tra il Fondo di sviluppo regionale e il Fondo sociale, secondo le negoziazioni bilaterali tra la Commissione e gli Stati e assicurando, così, un efficace risultato della strategia Europa 2020. In Italia al Fondo sociale sarà destinata una somma di oltre 8 miliardi di euro, pari alla quota percentuale di 26,5. A sostegno dell’occupazione, oltre al Fondo sociale europeo, la Commissione ha predisposto un’altra misura da circa 6 miliardi: l’Iniziativa per l’Occupazione Giovanile, rivolta alle regioni europee che contano una percentuale di disoccupazione giovanile superiore al 25%. All’Italia saranno destinati un miliardo e mezzo, tra fondi Ue e nazionali, che saranno erogati sulla base di un Piano nazionale”.

 

Domanda: in Europa si fa qualcosa contro il traffico illegale di specie selvatiche ? Roberta Marela

Risposta: La Commissione ha avviato una consultazione pubblica sul modo in cui l’UE può lottare in maniera più efficace contro il traffico illegale di specie selvatiche. L’iniziativa è nata in risposta alla recente crescita globale del bracconaggio e del traffico illegale di specie selvatiche, che, per alcune di esse, ha raggiunto livelli senza precedenti. Nel 2007 in Sud Africa sono stati abbattuti 13 rinoceronti, a fronte, ad esempio, degli oltre 1 000 esemplari uccisi nel 2013: un dato significativo se si considera che il corno di rinoceronte ora vale più dell’oro. L’UE è uno dei principali mercati di destinazione e un punto di transito importante del traffico illegale di prodotti di specie selvatiche, in cui la criminalità organizzata sta prendendo piede. Nell’ultimo decennio l’UE ha svolto un ruolo attivo nella lotta contro il traffico illegale di specie selvatiche, adottando norme commerciali rigorose per le specie minacciate di estinzione e sostenendo su larga scala le attività volte a contrastare il fenomeno nei paesi in via di sviluppo. Negli ultimi 30 anni l’UE ha investito oltre 500 milioni di euro nella conservazione della biodiversità in Africa. I soli progetti in corso corrispondono a circa 160 milioni di euro. Si può partecipare alla consultazione on line sino al 10 aprile all’indirizzo http://ec.europa.eu/yourvoice/ entro il 10 aprile 2014. L’’esito di questa consultazione e le conclusioni di una conferenza che si terrà il 10 aprile 2014, sottolineano alla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, confluiranno in una valutazione delle attuali politiche e misure dell’Unione europea nel settore, con l’obiettivo di consentire all’UE di intervenire in maniera più incisiva.