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Fondi Ue all’editoria, Neri: “Privilegiano le grandi aziende”

Fondi Ue all’editoria, Neri: “Privilegiano le grandi aziende”
Alberto Neri
“I fondi per l’editoria sono importanti, tuttavia pochi sono destinati alle piccole e medie aziende che sono il vero tessuto culturale e libero dell’editoria in Europa. C’è una involuzione nel sistema editoriale troppo legato alle logiche del mercato che svilisce la letteratura di qualità”. L’intervista allo scrittore Alberto Neri, autore del libro “Il re curioso”

La Commissione europea con il programma Europa Creativa offre sostegno alle case editrici, cosa ne pensa da editore oltre che come scrittore?
“La mia casa editrice è nata dalla mia passione per la lingua italiana e per il desiderio di esprimere valori e riflessioni sulla vita di ogni giorno e la mia esperienza personale. Certo i fondi per l’editoria sono importanti, tuttavia pochi sono destinati alle piccole e medie aziende che sono il vero tessuto culturale e libero dell’editoria in Europa.  C’è una involuzione nel sistema editoriale troppo legato alle logiche del mercato che svilisce la letteratura di qualità, privilegiando pubblicazioni di poco conto e di successo arido ed immediato solo dettate da una impostazione di puro marketing”.  

Al Parlamento europeo si è discusso per come tutelare lingue quali l’italiano, Lei cosa ne pensa?
“La lingua italiana va insegnata bene, e sicuramente ha una base culturale che necessità di essere valorizzata, non certo va difesa su temi quali i brevetti aziendali, qui la lingua è l’inglese, ma va difesa per quanto concerne l’editoria, la letteratura, l’insegnamento in Italia e in Europa”.

Nel suo recente libro “Il re curioso” Lei evidenzia le carenze strutturali di chi gestisce il potere ed emana le leggi, con una favola ha saputo evidenziare la criticità della successione al potere, quali sono i messaggi fondamentali che desiderava trasferire sia come  imprenditore che come scrittore ed editore?
“La successione al “potere” è croce e delizia della medio-piccola azienda italiana, spesso a conduzione familiare. Lo spunto per questo libro è nato proprio dalla mia esperienza personale come imprenditore, quando ho ceduto parte delle attività che svolgo a mia figlia. Nel libro ho evidenziato tre temi in particolare: l’inefficienza della burocrazia, l’incapacità dei governanti di riconoscere i propri errori, l’indifferenza dei cittadini/sudditi nei confronti di chi regna , interessati solo a ciò che tocca la loro vita di ogni giorno, quindi il fatto che non esista una reale fedeltà alle ideologie sia da parte del popolo che da parte degli stessi governanti/regnanti, in tutte le epoche”.   

Aristotele diceva “la legge è ordine e una buona legge significa un giusto ordine della società” e nel suo libro lei evidenzia come sia necessario che una legge buona o cattiva che sia , venga attuata in tempi brevi,  per poter comprenderne gli effetti e poterne anche ridurre gli scompensi ; è una velata critica alla lentezza legislativa che si sta attuando nel nostro Paese?
“Non dire velata, con questo libro faccio riflettere il lettore giovane e meno giovane. Inoltre tutti gli introiti vanno in beneficenza alla associazione “Ascolta e vivi Onlus”(www.aevo.org) per  aiutare soprattutto i bambini che per malformazioni congenite sono sordi. Sono dell’idea che chi legge, si informa,  sappia ascoltare anche i messaggi di una favola come questa, che, come gli altri miei libri, intende trasferire opportunità di riflessione che rimangano nel cuore”.       

Spesso si riflette sul fatto che manchino oggigiorno dei veri leader, il protagonista del suo libro sa decidere quando uscire di scena e passare lo scettro al figlio, sa anche allontanarsi senza titubanze o ripensamenti dal potere, è un esempio da seguire?
“Magari ci fosse questa saggezza nel cuore di chi ci guida e tornasse lo “spirito di servizio” nel potere a favore del popolo. Ogni cittadino deve sentire che ha un suo potere, una sua forza e deve sicuramente partecipare di più per poter ‘essere sovrano’”.