Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Pillole d’Europa » Horizon2020, i fondi europei aiutano la ricerca medica

Horizon2020, i fondi europei aiutano la ricerca medica

Horizon2020, i fondi europei aiutano la ricerca medica
Giorgio Maria Calori

Di Cinzia Boschiero

Con i fondi della ricerca comunitari Horizon 2020 aumentano le possibilità per sinergie tra enti ospedalieri e centri di ricerca. Affaritaliani ha intervistato il prof Giorgio Maria Calori, Presidente ESTROT , European Society Tissue Regeneration in Orthopedics and Traumathology

Domanda: Quanto sono importanti le sinergie tra esperti in biotecnologie e ortopedia in Europa visti anche i bandi aperti del programma comunitario Horizon 2020?

Risposta: sono fondamentali. Per questo  ho fondato con esperti di altri Stati europei  l’European Society Tissue Regeneration in Orthopedics and Traumathology  , che rappresenta il vero e proprio riferimento, nonché la Autority scientifica riconosciuta, sul delicato tema della rigenerazione tissutale per la cura delle patologie dell’apparato locomotore. Unisce Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia come soci fondatori con i loro quattro centri di eccellenza del settore specializzati sui molteplici aspetti delle biotecnologie e dei biomateriali applicabili  in ortopedia e traumatologia. Estrot  è la prima società medico-scientifica che riunisce i maggiori studiosi di 28 Paesi europei e vi afferiscono circa 1400 persone che insieme hanno l’83 per cento dell’impact factor complessivo Domanda: sull’efficacia delle biotecnologie ci sono parerei discordanti  sull’argomento. Quali sono i dati?

Risposta: Oggi non si può più nascondere il fatto che esistano delle evidenze scientifiche, per esempio sulle BMP7, le proteine biomorfogenetiche utilizzate per le pseudoartrosi: ci sono più di 38mila lavori anche se solo 6 sono nella classe A dell’evidenza scientifica. Io personalmente ne ho scritti due e parte di un terzo ed è questa la ragione per cui mi hanno voluto alla presidenza di Estrot. Insomma: le evidenze scientifiche esistono ma, come per tutte le nuove acquisizioni, è necessario aggiornarsi. È del resto vero che bisogna essere molto critici nell’accettare l’evidenza scientifica e molto cauti a sperperare delle risorse preziosissime come i fattori di crescita e le biotecnologie.

 Domanda: quali sono i passi avanti?

Risposta: Passi avanti sono stati effettuati anche nello studio e nella ingegnerizzazione di materiali polimerici biodegradabili progettati con tempi di degradazione modulabili e nelle metodologie e tecniche per la realizzazione di strutture a porosità controllata (distribuzione spaziale, dimensioni dei pori) ed elevato grado di interconnessione. Altre ricerche si avvalgono della conoscenza della termodinamica delle soluzioni polimeriche e dei fenomeni di trasporto ad essi correlati, nella definizione delle molteplici fasi del processo di preparazione  e nell’ingegnerizzazione di matrici polimeriche altamente porose utili in ortopedia. In conclusione si può dire, che l’ingegneria dei tessuti è un campo interdisciplinare che applica i principi dell’ingegneria e delle scienze della vita per lo sviluppo di sostituti biologici finalizzati a ristabilire, mantenere o migliorare la funzione di tessuti e organi danneggiati e che potrà fornire ulteriori risposte per la cura delle più gravi problematiche dell’apparato locomotore, ma non solo. Di fondamentale importanza sono la comprensione delle interazioni cellula-substrato, del trasporto di biomolecole all’interno delle matrici, del differenziamento di cellule staminali, nonché lo sviluppo di tecnologie per il controllo dei parametri chimico-fisici-meccanici (bioreattori) e per la regolazione dei processi di vascolarizzazione all’interno delle matrici.

Domanda: Lei è stato ripetutamente membro di prestigiose Commissioni Scientifiche istituzionali. Ha messo a punto due metodiche chirurgiche originali brevettate internazionalmente circa la teleriduzione computerizzata applicata alla fissazione esterna nella traumatologia ed ortopedia e  per l’applicazione delle biotecnologie per la necrosi della testa e dei condili femorali. Siamo un’eccellenza in Europa?

Risposta: come Estrot il mio team che lavora presso il Cor, divisione che io dirigo presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, abbiamo sviluppato nuovi concetti scientifici: una innovativa classificazione delle pseudoartrosi e delle perdite di sostanza ossea basata sulla considerazione dei fattori di rischio locali e generali del paziente, definita NUSS (Non Union Scoring System) ,  attualmente in uso in 14 Paesi con numerose recensioni su articoli scientifici internazionali; la cosiddetta ‘camera biologica (CIT- Chamber Induction Technique)’ per la ottimizzazione dei trattamenti politerapici nel campo delle biotecnologie.

Domanda: Lei ha prodotto molteplici monografie scientifiche mediche; oltre duecento pubblicazioni scientifiche su riviste italiane ed internazionali, di cui un terzo con elevato impact-factor; è guest editor di numerosi volumi scientifici ed ha realizzato circa una decina di FAD, quanto è importante l’aggiornamento professionale e partecipare a programmi europei come Cost?

Risposta:  come Presidente del Club Italiano osteosintesi e Presidente anche del Sodalizio Lombardo Ortopedici Traumatologi credo molto nei programmi europei. Di recente al congresso C.I.O. organizzato a Sesto di Val Pusteria abbiamo trattato temi quali l’osteosintesi nelle fratture di femore e nelle complicanze e per la prima volta si sono riunite assieme AIP – AITOG – CIO – SIFE – SOCITRAS, ovvero tutte le Società medico-scientifiche superspecialistiche a confronto. Le linee guida, che abbiamo trattato“ dice il prof. Giorgio Maria Calori,”sono sicuramente una necessità importante ed hanno un esclusivo valore scientifico a cui possono fare riferimento poi le singole procedure aziendali delle strutture sanitarie, che possono recepirle. Sono lieto che nei quattro giorni di lavori,  siano state coinvolte, oltre al Cio, l’Associazione italiana per lo studio della traumatologia della pelvi (Aip), l’Associazione italiana di traumatologia e ortopedia geriatrica (Aitog), la  Società italiana di fissazione esterna (Sife) e la Società italiana di traumatologia della strada (Socitras), perché significa che  condivideremo obiettivi e metodo. Non è mai successo in passato che tutte le società della stessa area si riunissero insieme. Fratture che non guariscono, artrosi e pseudoartrosi, perdite di tessuto osseo, protesi di ultima generazione o da rifare, microchirurgia della mano, risoluzione di infezioni gravi, recupero della mobilità anche in casi gravi che non trovano risposte da anni: ecco alcuni esempi di situazioni che oggi possono trovare totale soluzione grazie anche alle biotecnologie (www.studiocalori.it).