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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
PROGETTI EU-ASIA , INVENZIONI EUROPEE, CONDIZIONI DI LAVORO IN EU, PROGETTI DI RICERCA
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com
Domanda: è vero che è stato inventato un cemento mangiasmog in Europa? Luigi Fragutti
Risposta: Sì. Il “cemento mangiasmog” è realizzato da Italcementi, è arrivato in finale nella categoria Industry agli European inventor award dello European patent office. Il cemento del futuro contiene un principio attivo chiamato Tx Active ed è stato creato dai ricercatori dell’azienda guidati dal professor Luigi Cassar. Questo tipo di materiale è presente anche nel cemento biodinamico usato anche nella costruzione del padiglione Italia a Expo 2015.
Domanda: per quanto riguarda le condizioni di lavoro, volevo sapere se ci sono grandi differenze tra i diversi Paesi europei, grazie Ludovica Burendo
Risposta: secondo un’indagine Eurobarometro pubblicata di recente, che esamina come la qualità del lavoro sia stata colpita dalla crisi, soltanto poco più della metà dei lavoratori europei percepisce come soddisfacenti le condizioni di lavoro nel proprio paese (53%), ma la maggioranza (57%) ritiene comunque che queste siano peggiorate negli ultimi 5 anni. Sebbene la maggior parte dei lavoratori sia soddisfatta delle proprie condizioni di lavoro (mediamente il 77% nell’UE), si registra una profonda disparità tra gli Stati membri, con percentuali che oscillano tra il 94% della Danimarca e il 38% della Grecia. In generale, la maggior parte dei lavoratori in tutti e 28 gli Stati dell’Unione Europea esprime un elevato livello di soddisfazione sul piano dell’orario di lavoro (80%) e della salute e sicurezza sul lavoro (85%). Dall’indagine Eurobarometro, effettuata nei 28 Stati membri, emerge che oltre l’80% degli intervistati in Danimarca, Lussemburgo, Finlandia e Paesi Bassi considera soddisfacenti le condizioni di lavoro nel proprio paese. Ai fini di questa indagine Eurobarometro, le condizioni di lavoro sono state definite in termini di orario di lavoro, organizzazione del lavoro, salute e sicurezza sul luogo di lavoro, rappresentanza dei lavoratori e rapporto con il datore di lavoro. Si stanno cercando di armonizzare le normative per il lavoro e il documento Strategia Europa 2020 fissa obiettivi ambiziosi per aumentare l’occupazione e ridurre la povertà. Il semestre europeo, il pacchetto occupazione e il pacchetto di investimenti sociali contribuiscono tutti ad affrontare in maniera sistematica e dalla prospettiva dell’interesse paneuropeo l’evolversi delle sfide sociali e in materia di occupazione. L’Unione Europea ricorre ad un insieme di politiche e di normative che mirano a sostenere migliori condizioni di lavoro nel suo territorio, comprese norme minime in materia di diritto del lavoro e di salute e sicurezza sul lavoro.
Domanda: ci sono fondi europei per la ricerca? Andrea Toffa
Risposta: funziona un nuovo programma settennale di finanziamento per la ricerca e l’innovazione denominato Horizon 2020. Nel corso dei prossimi sette anni verranno investiti quasi 80 miliardi di euro in progetti di ricerca e innovazione a supporto della competitività europea e per ampliare le frontiere della conoscenza umana. Il budget di ricerca della Unione Europea è dedicato principalmente al miglioramento della vita quotidiana in aree quali salute, ambiente, trasporti, alimentazione ed energia (per il dettaglio vedere la tavola successiva). Le partnership di ricerca nei settori farmaceutico, aerospaziale, automobilistico ed elettronico incoraggiano anche gli investimenti privati a supporto della crescita futura e la creazione di posti di lavoro che richiedono competenze elevate. Il programma Horizon 2020 porrà una attenzione ancora maggiore alla trasformazione di eccellenti idee in prodotti, processi e servizi pronti per essere immessi sul mercato.
Domanda: devo completare la mia tesi di laurea in architettura, volevo sapere se ci sono aziende italiane che hanno realizzato progetti europei nel settore dell’illuminotecnica. Grazie Monica Morella
Risposta: sì. Le segnalo ad esempio il progetto Coelux che integra tre elementi fondamentali ovvero un sistema LED di ultimissima generazione in grado di riprodurre le caratteristiche spettrali della luce solare, sistemi ottici sofisticati che trasmettono la sensazione di distanza tra cielo e sole e materiali nanocompositi, i quali, in pochi millimetri di spessore, ricreano compiutamente i processi diffusivi di Rayleigh nell’atmosfera. Tutti questi elementi si trovano incorporati in una finestra di alto contenuto tecnologico, che offre una vastissima gamma di opportunità e di soluzioni di design per gli spazi architettonici interni. Il progetto europeo nasce dalla collaborazione tra Coelux, depositaria del know-how illuminotecnico, italiana, Next Limit Technologies, proprietaria dei dispositivi di rendering fotorealistico Maxwell Render (Spagna) ed Ekspobalta, responsabile dell’installazione su vasta scala di Coelux in tutto il mondo (LT), oltre che dei partner per la ricerca: Griffin Software Srl, (RO), Eidgenössische Technische Hochschule (CH), Bartenbach GmbH, Aldrans (AT) e Comonext Scpa (IT) (www.coelux.com). E’un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro di ricerca e sviluppo (FP7) e selezionato dalla Commissione Europea tra le 12 tecnologie innovative presentate alla Innovation Convention nel marzo 2014 a Bruxelles. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2015 Anno internazionale della luce per sensibilizzare il pubblico mondiale sull’influenza positiva della luce sulla salute e sul benessere. Questo progetto, che ha ottenuto 2,5 milioni di euro della Commissione europea, riproduce nell’architettura indoor gli effetti fisici e ottici della luce in natura, simulando la diffusione e la trasmissione dei raggi solari attraverso l’atmosfera.
Domanda: è vero che, come Unione Europea, diamo fondi a progetti in Paesi asiatici? Nicola Trapasso
Risposta: L’Unione Europea ha stanziato ad esempio 6,5 miliardi di euro per progetti di cooperazione con la Mongolia e l’Asia per il periodo 2014-2020. L’Unione Europea è impegnata nella cooperazione con l’Asia sul lungo periodo. I programmi futuri mirano a contribuire al raggiungimento degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” sanciti dalle Nazioni Unite (Millennium Development Goals o MDG). Tra questi, migliorare l’impatto dell’uomo sul clima e l’ambiente, promuovere l’efficienza energetica e sostenere il commercio e agli scambi attraverso un migliore accesso al mercato. I Paesi asiatici che possono accedere a questi programmi bilaterali di sviluppo e cooperazione sono dodici: oltre alla Mongolia, potranno accedervi Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Laos, Myanmar, Nepal, Pakistan, Filippine, Sri Lanka e Vietnam.

