Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Pillole d’Europa » Libertà civili, interventi per migliorare la giustizia e gli affari interni in Europa

Libertà civili, interventi per migliorare la giustizia e gli affari interni in Europa

Di Cinzia Boschiero

“In Europa è prioritario il tema delle libertà civili, della giustizia e degli affari interni,” dice l’on. sen.Gabriele Albertini, che è  membro della Commissione Giustizia ed è stato membro della Commissione Difesa in Senato, e attualmente candidato alle elezioni del Parlamento europeo,”Per questo se verrò rieletto mi occuperò soprattutto di questi ambiti”.

Domanda:  Il nuovo  programma Giustizia 2014-2020 della Commissione europea ritiene possa dare un utile contributo?

Risposta: certo. Il Programma finanzierà diverse tipologie di azione quali attività di analisi, come la raccolta di dati e statistiche; l’elaborazione di metodologie e, se del caso, di indicatori o criteri di riferimento comuni; studi, ricerche, analisi e indagini; valutazioni; l’elaborazione e la pubblicazione di guide, relazioni e materiale didattico; convegni, seminari, riunioni di esperti e conferenze; attività di formazione, come scambi di personale, convegni, seminari, eventi di formazione per formatori, comprese attività di formazione linguistica sulla terminologia giuridica e lo sviluppo di moduli di formazione in linea o di moduli di formazione di altro tipo per i membri della magistratura e gli operatori giudiziari; attività di apprendimento reciproco, cooperazione, sensibilizzazione e divulgazione, quali l’individuazione e lo scambio di buone prassi nonché di approcci ed esperienze innovativi; l’organizzazione di valutazioni a pari livello e di apprendimento reciproco; lo sviluppo, la gestione e l’aggiornamento di sistemi e strumenti che utilizzano le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, compreso l’ulteriore sviluppo del portale europeo della giustizia elettronica quale strumento per migliorare l’accesso degli cittadini alla giustizia.

Domanda: quanto è importante che ci siano funzionari pubblici che sappiano come interfacciarsi con le istituzioni comunitarie e presentare progetti di cooperazione europei?

Risposta: fondamentale. Vengono dati fondi comunitari a reti di livello europeo, anche nel campo della formazione giudiziaria; e sostegno al lavoro di rete a livello europeo tra organi ed entità specializzati nonché tra autorità nazionali, regionali e locali ed organizzazioni non governative.

La rete europea di formazione giudiziaria riceve una sovvenzione di funzionamento destinata a cofinanziare le spese associate al suo programma di lavoro permanente e vi partecipano, oltre che i 28 Stati dell’Unione europea anche i paesi dell’associazione europea di libero scambio (EFTA) che sono parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo.

Domanda: quali passi si possono fare per una futura strategia di sicurezza marittima dell’UE, sulla base anche del recente scambio di opinioni al PE tra Didier Lenoir, direttore f.f., Direzione gestione delle crisi e pianificazione,SEAE e  Beate Gminder, capo unità, Politica marittima Mediterraneo e Mar Nero?

Risposta: I passi fondamentali richiedono una presa di coscienza verso una strategia comune europea di sicurezza e di politiche comuni. Ecco perché le elezioni europee sono importanti: possiamo fare un passo avanti verso pianificazioni condivise che consentano interventi efficaci in termini di sicurezza marittima solo se tra i vari Stati membri si concorderanno interventi comuni. Questo consentirà non solo di migliorare la sicurezza marittima ma anche di risparmiare soldi e incanalare energie per risolvere problemi comuni ai vari Stati membri come quello della pirateria e della gestione dei porti.

Domanda: L’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) garantisce nell’Unione europea (UE) un livello elevato, uniforme ed efficace di sicurezza marittima, di prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi e di risposta a tale inquinamento. Cosa occorre implementare ?

Risposta: occorre adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza dei trasporti marittimi dell’UE e dei porti dell’UE nei confronti delle minacce di atti illeciti intenzionali. L’EMSA è incaricata di assistere la Commissione nell’aggiornamento, nello sviluppo e nell’efficace attuazione della legislazione comunitaria in materia di sicurezza marittima, prevenzione dell’inquinamento e risposta all’inquinamento provocato dalle navi;collaborare con i paesi dell’UE per organizzare, ove del caso, attività di formazione pertinenti e fornire loro un’assistenza tecnica per attuare la legislazione dell’UE; fornire alla Commissione e ai paesi dell’UE informazioni oggettive, attendibili e comparabili e dati in materia di sicurezza marittima, grazie al rilevamento, alla registrazione e alla valutazione dei dati tecnici relativi alla sicurezza marittima, al traffico marittimo e all’inquinamento in mare, mediante lo sfruttamento sistematico delle basi dati esistenti o lo sviluppo di basi supplementari; assistere la Commissione nella pubblicazione semestrale delle informazioni relative alle navi cui è stato rifiutato l’accesso ai porti dell’UE e assistere i paesi dell’UE ad identificare le navi che scaricano illecitamente sostanze inquinanti e ad applicare le relative sanzioni; sorvegliare la navigazione e il traffico marittimo ai sensi della direttiva 2002/59/CE, per agevolare la cooperazione tra i paesi dell’UE e la Commissione in materia;definire, collaborando con la Commissione e i paesi dell’UE, metodi comuni di indagine sugli incidenti in mare; fornire ai paesi candidati all’adesione all’UE assistenza tecnica per l’applicazione della legislazione dell’UE in materia di sicurezza marittima, organizzando, fra l’altro, adeguate azioni di formazione. I paesi extra UE che desiderano partecipare ai lavori dell’EMSA devono adottare e attuare il diritto dell’UE applicabile in tutti i settori di competenza dell’Agenzia. Noi parlamentari possiamo monitorare quanto viene realizzato e fornire ulteriori indicazioni per interventi più efficaci.

Domanda: a chi fa polemiche sull’euro Lei cosa risponde?

Risposta: bisogna evitare la disinformazione. L’euro è stato creato poiché la moneta unica offre molti vantaggi e benefici rispetto alla situazione precedente, che vedeva ogni Stato membro dotato di una propria valuta.  Il fatto che in Italia  500 lire siano divenute l’equivalente di due euro non è dovuto all’Europa ma ad una mal gestione nazionale del passaggio all’euro. Chi attribuisce alla parola Europa la causa di tutti i mali sta disinformando i cittadini perché l’Italia fa parte dell’Europa e solo partecipando alla sua costruzione e al miglioramento di tutte le politiche comunitarie si può pensare di poter fare fronte ad un mercato globalizzato.

Domanda: Uno Stato che non tutela i suoi soldati, secondo Lei, è uno Stato di diritto?

Risposta: se si riferisce, come credo , alla vicenda dei marò, posso dirLe che di sicuro poteva essere  gestita meglio.  Sia come Senatore che come eurodeputato mi batterò fino all’ultimo per il loro ritorno in Italia. Inoltre un’Europa più influente necessita di una politica estera e di sicurezza comune forte e attiva, che a sua volta richiede un settore della difesa e della sicurezza competitivo ed efficiente. Le successive ondate di tagli ai bilanci della difesa e la persistente frammentazione dei mercati della difesa europei minacciano la capacità dell’Europa di mantenere una difesa efficace e un’industria della difesa competitiva. In tal modo viene anche messa a repentaglio la capacità dell’Europa di rispondere in modo autonomo ed efficace alle nuove sfide connesse alla sicurezza. È per questo motivo che la Commissione europea ha presentato un piano d’azione volto a migliorare l’efficacia e la competitività del settore della sicurezza e della difesa in Europa che è stato condiviso e discusso anche al Parlamento europeo. È opportuno sfruttare il più possibile le sinergie civili-militari allo scopo di garantire la massima efficienza nell’utilizzo delle risorse dei contribuenti europei. In particolare,valutando la possibilità di capacità a duplice uso di proprietà dell’UE, che possono integrare le capacità nazionali in determinati ambiti della sicurezza diventando moltiplicatori di forza efficaci ed efficienti in termini di costi; concentrando i propri sforzi sui possibili interscambi tra ricerca civile e militare e sul potenziale a doppio uso dello spazio; aiutando le forze armate a  cooperare tra loro per una migliore difesa europea.