Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Pillole d’Europa » Sicurezza stradale, spazio, roaming e… Le risposte dell’Europa

Sicurezza stradale, spazio, roaming e… Le risposte dell’Europa

Sicurezza stradale, spazio, roaming e… Le risposte dell’Europa
europa lp (1)
Un nuovo satellite per la sicurezza marittima europea, fondi per l’integrazione dei rom, tariffe di roaming e sicurezza stradale. L’Europa interviene e…

Sei davvero un cittadino europeo? Conosci i diritti e le opportunità offerte dall’Ue? Scrivici

Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero

NUMERO 11 – 2014

UN NUOVO SATELLITE PER LA SICUREZZA MARITTIMA EUROPEA, FONDI PER L’INTEGRAZIONE DEI ROM,  TARIFFE DI  ROAMING, SICUREZZA STRADALE

 

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.comeurochat2013@gmail.com

 

 

Domanda; ho letto del  Satellite Sentinel 1A in orbita ma non ho capito come potrà rendere le frontiere marittime europee più sicure, mi può cortesemente spiegare? Anna Burio

Risposta: Sentinel 1A, il primo degli otto satelliti del sistema europeo Copernicus, è stato lanciato in orbita dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana francese, alle 23.02 del 4 aprile. La sua operatività, spiegano alla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, rappresenta un grande salto di qualità per l’attuale sistema di monitoraggio terrestre, con servizi molto più estesi, frequenti e precisi. Questo perché il nuovo satellite fornirà immagini che garantiranno una risoluzione anche sotto i 10 metri e, fino a superfici di 250 km. Grazie al sistema basato, non più su sensori ottici ma su onde radar, potrà funzionare 24 ore al giorno in qualsiasi condizione meteorologica. Questo renderà possibile, ad esempio la sorveglianza delle frontiere marittime e la lotta alla pirateria e all’immigrazione clandestina, attraverso l’osservazione anche di piccole imbarcazioni e delle coste; il sostegno delle operazioni di aiuto umanitario anche in caso di catastrofi naturali o naufragi; il controllo dello stato di scioglimento dei ghiacci marini e dell’ambiente artico;  l’osservazione dell’ambiente marino, compreso il monitoraggio delle perdite di petrolio; la mappatura della superficie terrestre: foreste, acque, suolo, finalizzato alla tutela dell’ambiente e ad agricoltura e pesca sostenibili; la lotta alla pesca illegale e la conservazione della fauna ittica; il monitoraggio del clima. Se vuole vedere foto e immagini del lancio ecco il link:

http://www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2014/04/Sentinel-1A_liftoff

 

Domanda: sono una appassionata di vini , è vero che ci sono iniziative europee per ridurre la quantità di gas climalteranti a cui partecipano anche aziende vinicole? Luisa Foppe

Risposta: E’ vero, di recente Arturo Ziliani, enologo  della Guido Berlucchi ha presentato le nuove proposte vinicole che arrivano dai vigneti di proprietà ad alta densità di Borgonato, dagli 80 ai 100 quintali d’uva per ettaro, con una resa in mosto del 35 per cento. “La nostra azienda ha iniziato da alcuni anni un importante percorso di sostenibilità”, ha detto Ziliani. “e dal 2013 i nostri vigneti sono in conversione biologica. Da alcuni giorni siamo inoltre iscritti a CO2 RESA, il registro di CSQA e Valoritalia che unisce le aziende che praticano azioni per ridurre le quantità di gas climalteranti, nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale”. E’ il primo Registro in Europa dedicato alla valorizzazione dei crediti di carbonio sul mercato volontario del settore agroalimentare, che produce il 18,8% del totale delle emissioni nazionali.

 

 

Domanda: ma davvero l’Europa spende dei soldi per progetti di integrazione dei Rom? Roberto Salterni

Risposta: sì. L’integrazione dei Rom è ormai un punto fermo dell’agenda politica in tutta Europa. Secondo una nuova relazione presentata di recente dalla Commissione europea sui progressi compiuti dagli Stati membri nell’ambito del Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, lentamente si iniziano a vedere i primi segni di miglioramento nella vita delle comunità. I dati dicono che c’è un numero maggiore di bambini Rom  che frequenta la scuola materna, sono sempre più numerosi i programmi di accompagnamento che aiutano i Rom a trovare lavoro e i programmi di mediazione per colmare il divario tra i Rom e le altre comunità in materia di alloggio e di accesso ai servizi sanitari. Grazie alla nuova normativa europea sull’uso dei fondi dell’UE, gli Stati membri sono tenuti a destinare il 20% della dotazione del Fondo sociale europeo all’inclusione sociale nel periodo 2014-20. Negli ultimi quattro anni ci sono stati alcuni tentativi di migliorare le possibilità di occupazione dei Rom, ma quasi mai associati a misure sistematiche di lotta contro la discriminazione e di incentivazione rivolte ai datori di lavoro. Si registrano iniziative promettenti in Austria, con la formazione di operatori per assistere i Rom che cercano lavoro, in Finlandia, dove i mediatori per l’occupazione dei Rom sono stati finanziati con fondi dell’UE e in Spagna, con un programma relativo ai consulenti del lavoro. Per il nuovo periodo finanziario 2014-2020, tramite il Fondo sociale europeo, saranno destinati agli investimenti in capitale umano, occupazione e inclusione sociale almeno 80 miliardi di euro. Da quest’anno almeno il 20% della dotazione assegnata dal Fondo sociale europeo (circa 16 miliardi di euro) deve essere destinato all’inclusione sociale, tra cui quindi anche progetti per i Rom. L’obiettivo è garantire per l’integrazione dei Rom risorse finanziarie adeguate, della cui gestione sono responsabili gli Stati membri. La Commissione contribuisce offrendo agli Stati membri orientamenti su come strutturare i programmi operativi di spesa dei fondi dell’UE e i progetti di integrazione dei Rom al fine di assicurare un approccio comune.

 

Domanda: ho letto che il Parlamento europeo ha votato per abolire le tariffe di roaming e ampliare i diritti di noi consumatori, in che termini? Paolo Mattu

Risposta:  il Parlamento europeo ha votato a favore dell’abolizione delle tariffe di roaming entro Natale 2015, nell’ambito di una votazione più ampia a sostegno della proposta della Commissione relativa al regolamento per realizzare un mercato unico delle telecomunicazioni. Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato:”Con questo voto l’UE fa qualcosa di concreto per i cittadini. L’Unione europea è proprio questo: eliminare le barriere per semplificare la vita e ridurre i costi. Quasi tutti noi dipendiamo oramai quotidianamente dalle connessioni mobili e internet. Abbiamo il diritto di sapere che cosa acquistiamo, senza essere imbrogliati e con la possibilità di cambiare idea. Le imprese, dal canto loro, devono poter servire tutti noi e questo regolamento le aiuta a farlo. Si tratta di una soluzione vantaggiosa per tutti. Nel 2010 ho promesso di abolire le tariffe di roaming entro la fine del 2015 e adesso siamo a un passo da questo risultato”. Tocca ora agli Stati membri proseguire l’esame del regolamento, che secondo la  Commissione dovrebbero giungere a un accordo finale entro fine 2014. Il regolamento sulle telecomunicazioni per la realizzazione di un continente connesso, proposto dalla Commissione nel settembre 2013, intende accorciare molto di più la distanza per la realizzazione di un vero mercato unico europeo delle telecomunicazioni attraverso l’abolizione delle tariffe di roaming, la disponibilità per tutti di un’internet aperta in cui sia vietato bloccare e degradare i contenuti, il coordinamento della concessione di frequenze per la banda larga senza fili, una maggiore trasparenza dei contratti per gli utenti di internet e dei servizi a banda larga e la possibilità di passare più facilmente a un altro fornitore.

 

Domanda: sono aumentati o diminuiti gli incidenti stradali in Europa? Sara Maresco

Risposta: Nel 2013, per il secondo anno consecutivo, è diminuito drasticamente il numero di persone che hanno perso la vita sulle strade europee. Sulla base di dati preliminari, il numero di decessi sulle strade è diminuito dell’8% rispetto al 2012 e fa seguito alla riduzione del 9% registrata tra il 2011 e il 2012. Ciò significa che l’Europa è ora sulla buona strada per conseguire l’obiettivo strategico di dimezzare i decessi da incidenti stradali tra il 2010 e il 2020. La sicurezza stradale è uno degli ambiti in cui l’Europa ha registrato grandi successi. Una riduzione del 17% rispetto al 2010 significa che sono state salvate circa novemila vite umane. Il programma europeo di azione per la sicurezza stradale 2011-2020 contiene progetti di grande portata intesi a dimezzare il numero di decessi sulle strade europee nei prossimi dieci anni. Vi figurano proposte ambiziose che hanno l’obiettivo di conseguire miglioramenti per quanto concerne i veicoli, le infrastrutture e il comportamento degli utenti della strada. A titolo di esempio, tra le principali recenti iniziative si possono citare la nuova patente europea e l’entrata in vigore della direttiva sull’applicazione transfrontaliera finalizzata a perseguire le infrazioni al codice della strada oltre confine. Il Parlamento europeo ha adottato una proposta per migliorare i controlli tecnici sulle autovetture e sono stati compiuti passi importanti per definire una strategia atta a ridurre il numero di persone vittime di gravi incidenti della stradali.