L’operazione porta Beretta verso il 25% di Ruger, con due consiglieri indipendenti in arrivo
Opa da circa 100 milioni di euro per Beretta Holding sul 15% circa del produttore di armi Usa Sturm Ruger & Company, al prezzo di 44,8 dollari l’una, che vuol dire un premio del 21% circa. Con questa operazione, Beretta salirà a circa il 25% del capitale di Sturm Ruger e nominerà nelle prossime settimane 2 membri indipendenti nel cda della società. “Il nostro investimento in Ruger – ha detto l’ad Pietro Gussalli Beretta – che è uno dei produttori più rispettati del settore, rappresenta una tappa importante per Beretta Holding, in quanto costituisce il nostro primo investimento in una società quotata in Borsa e riflette anche l’evoluzione del gruppo che oggi comprende un portafoglio globale di oltre 50 società”.
Beretta, fondata nel 1526 da Bartolomeo Beretta, festeggia a ottobre i 500 anni di vita ed è leader mondiale nelle armi leggere, ma vuole puntare con sempre più decisione al ricco mercato Usa che è, per il settore, il più grande del mondo. Grazie ad acquisizioni mirate, tra cui la svizzera Ruag Ammotec, il gruppo, che ha sede in Lussemburgo, conta ora su 6mila dipendenti e su un fatturato aggregato di circa 1,5 miliardi di euro. Il perimetro italiano è più ridotto. La Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, che produce a Gardone Valtrompia, ha ricavi per circa 335 milioni: oltre il 90% fatturato all’estero. La congiuntura del mercato delle armi, con le purtroppo numerose guerre in corso, è, ovviamente, favorevole, dato che la spesa militare mondiale ha toccato i 3mila miliardi di dollari nel 2025.


