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Violenza contro le donne in Europa: ‘Serve un upgrade culturale’

Violenza contro le donne in Europa: ‘Serve un upgrade culturale’
Kustermann

Di Cinzia Boschiero

Intervista ad Alessandra Kustermann, responsabile del Soccorso Violenza Sessuale e Domestica della Fondazione Policlinico di Milano e Direttore scientifico di SVS-DaD(Donna aiuta Donna)

Domanda: quali sono i dati sulla violenza contro le donne ?

Risposta: sessantadue milioni di donne in Europa (il 33 per cento della popolazione femminile) hanno subìto violenza. Oltre due terzi di loro non hanno denunciato l’aggressione, che è la più frequente,  da parte del partner. Sono i principali dati di una ricerca dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali, presentata di recente al Parlamento europeo. I dati sono sintetizzati in una mappa interattiva al sito http://fra.europa.eu e serviranno  alle istituzioni europee per elaborare strategie più efficaci nella protezione delle vittime e promuovere, per le 186 milioni e 600mila donne che attualmente vivono nella Unione europea progetti concreti.

Domanda: dai dati risulta che nei Paesi europei in cui le donne lavorano e sono più autonome si scatena una maggior violenza contro di loro. Si tratta quindi di un problema culturale: ovvero gli uomini attaccano le donne perché si sentono sminuiti se vedono che loro lavorano e sono indipendenti?

Risposta:certo la violenza contro le donne è un problema culturale oltre che sociale. Serve una cultura di maggiore rispetto per le donne e i dati non sono confortanti : il 33 per cento delle europee che ha subito violenza fisica, psicologica o sessuale almeno una volta nella vita, nei due terzi dei casi l’aggressore era il partner. Scorrendo i dati dei singoli Paesi, scopriamo che la media Ue della violenza s’impenna nei Paesi in cui ci sono i tassi di occupazione femminile più alti; ad esempio  in cima alla classifica dei soprusi c’è la Danimarca, con un impressionante 52 per cento di vittime  e dove  il 70 per cento delle donne lavora, contro il 58,5 per cento della media europea. Seguono la Finlandia con il 47 per cento, la Svezia con il 46 (qui l’occupazione femminile è al 71,8, la percentuale più alta d’Europa), l’Olanda con il 45, Francia e Regno Unito con il 44.
Domanda: quanto è importante il ruolo di associazioni come  SVS-DaD(Donna aiuta Donna) di cui lei è Direttore scientifico?

Risposta:SVS-DaD è un’associazione che lavora in rete con altre associazioni per  affrontare un  drammatico problema sociale che sta aumentando e dare un significativo sostegno alle vittime di violenza. L’Italia, dove meno della metà delle donne è coinvolta nella vita produttiva, sul versante della violenza di genere ha un 27 per cento di vittime , in linea  con Bulgaria, Ungheria, Irlanda e Grecia. Mentre in Polonia e in Austria i dati sono rispettivamente  del 19 e del 20 per cento.  Non si può correlare solo il fatto che le donne lavorino ad un aumento della violenza contro di loro perché le variabili sono molte. In Danimarca ad esempio le donne vanno in pensione anche oltre i 70 anni e sono maggiori agli abusi sul posto di lavoro, ma c’è anche, ad esempio, una correlazione tra il consumo di alcol da parte degli autori della violenza e gli abusi subiti dalle donne.

Domanda: quali iniziative  fate per le donne?

Risposta: intanto partecipiamo, per quanto riguarda l’Europa, con associazioni di altri paesi, a bandi comunitari come quelli del programma DAPHNE  III che mira ad attuare azioni per prevenire e combattere ogni forma di violenza, fisica, sessuale, economica e psicologica, nei confronti dei minori  e delle donne. Inoltre siamo sempre in contatto con alcune parlamentari europee per sollecitare un ruolo più attivo del Parlamento europeo sul tema della violenza alle donne e ai minori per creare degli standard minimi di difesa delle vittime, per creare dei sistemi nazionali coerenti ed equivalenti tra loro, per avere un coordinamento europeo della lotta alla violenza su donne e minori e creare un supporto finanziario per il meccanismo di uguaglianza di genere. Dal 1997 l’Associazione affianca l’attività del Soccorso Violenza Sessuale e Domestica (SVSeD) della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, presso la Clinica Mangiagalli, per aiutare con sostegni concreti le persone che  hanno subito maltrattamenti, violenze sessuali e stalking. Assicura a tutte le vittime la tutela legale, sia  penale che civile, a spese dell’Associazione e dà sostegno per le prime necessità dopo il trauma (beni di prima necessità, indumenti, spese di viaggio e/o trasporto, e trova loro, quando necessario, case di accoglienza). Per fare questo i fondi non sono sufficienti e per attuare delle azioni efficaci alla prevenzione e a tenere  sempre alta l’attenzione su questi temi partecipiamo a bandi nazionali e regionali sul tema e abbiamo una convenzione con il Comune di Milano. Facciamo anche progetti con altre istituzioni, come ad esempio il più recente è quello di una collaborazione tra il Politecnico di Milano e la nostra Associazione SVS-Donna Aiuta Donna Onlus. Lo dimostra l’esposizione, inaugurata  ieri da Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della salute del Comune di Milano, titolata “No More Victims: il Design contro la violenza sulle donne”  che rimarrà aperta dall’8 al 13 aprile prossimo, presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano,in via De Amicis,10, messa appunto a disposizione dall’Assessore per cercare di sensibilizzare sul tema, anche in occasione dell’evento della Mostra del mobile,  un pubblico sempre più ampio. Vi vengono esposti gli elaborati degli studenti del corso di Allestimento della Scuola del Design del Politecnico di Milano, ai quali i docenti hanno chiesto di riflettere su una tematica “insolita” per il loro corso di studi. Agli studenti è stato proposto di progettare un padiglione espositivo all’interno del quale allestire una mostra sulla violenza alle donne, da collocare all’interno dei Giardini Pubblici “Indro Montanelli” di Milano (via Palestro).  I ragazzi sono riusciti, a raccontare un tema così complesso come quello della violenza attraverso diverse progettazioni degli spazi, ma anche attraverso un’approfondita ricerca delle produzioni artistiche da esporvi. I docenti del Politecnico Nico Ventura e Gerolamo Pasin hanno spiegato come l’allestimento  della mostra metta in luce la visione degli studenti e la loro relazione con  un argomento così complesso: più che le cause o la messa a fuoco dell’ambiente nel quale si attuano le forme di violenza e molti studenti hanno evidenziato gli effetti, sia fisici che psicologici, sulla donna che l’ha subita. Coinvolgere i giovani, farli dialogare tra loro sull’argomento della violenza, del sessismo, sul rispetto per l’altro,  è un altro obiettivo base dell’Associazione e abbiamo in corso molti progetti in proposito e, ciò, perché crediamo che la società possa progredire verso valori di rispetto e convivenza civile passando soprattutto dall’educazione delle generazioni future.