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Politicamente scorretto
Covid, un anno di pandemia: la società italiana fra ieri e oggi
Lockdown esercito a Milano

Covid, un anno di pandemia: l'Italia fra il secolo scorso e oggi 

Dopo un anno di restrizioni dovute alla pandemia, la vulgata comune, anche da parte di alcuni rappresentati politici, declama la solita tiritera udibile quotidianamente: "la gente è stanca delle limitazioni, non ce la fa più". 

Teatri, cinema, palestre, ristoranti, turismo, scuola, stiamo distruggendo il futuro dei nostri giovani, stiamo distruggendo la nostra economia. E già i nostri giovani, la nostra economia. Così, tanto per ridestare la memoria storica. I giovani che ebbero la sventura di vivere durante i conflitti mondiali, ad esempio la Seconda guerra mondiale, per alcuni inverni non poterono frequentare le aule scolastiche perché distrutte dai bombardamenti, per la mancanza di riscaldamento, per la penuria di insegnanti, per la scarsità del cibo. L'economia di quel periodo era stata distrutta ed era sepolta sotto le macerie delle nostre città.

Una generazione persa fu quella degli anni 40 del secolo scorso? Un' economia mai più risorta? Non direi, visto che quei giovani e non solo, furono gli autori del boom economico che vide la nostra Nazione primeggiare nel mondo. Evidentemente possedevano valori, sogni, capacità, progetti, diametralmente opposti a quelli inculcati da una società e da Governi soggiogati da una globalizzazione edonistica e disvaloriale che ha trasformato i cittadini in consumatori compulsivi. Una globalizzazione che ha generato la pandemia che stiamo vivendo.

Un consiglio. Domandare agli anziani a cui vengono imputate le restrizioni di questa pandemia, colpevoli per la loro fragilità sanitaria, ma, considerati, fino a qualche mese fa (e lo saranno ancora nel post pandemia), indispensabili in quanto esecutori di attività sociali come baby-sitteraggio, contributori di welfare famigliare, foraggiatori economici per l'acquisto di beni più o meno voluttuari, se fosse più dura l'esistenza durante i conflitti mondiali o questi mesi di pandemia.

In ultimo, sarebbe necessario domandare l'adozione di misure indispensabili per sconfiggere il virus facendo appello al senso civico dei cittadini e, allorché scarseggiasse in talune circostanze, di dar seguito a misure repressive che tutelino la vita e la salute nonostante l'Europa che non vuole chiudere le frontiere, nonostante la Cina che vuole dominare il Pianeta, nonostante l'incapacità politica amministrativa di  molti rappresentanti politici delle Istituzioni locali o statali, accentuata dalla mancanza di coraggio nel prendere decisioni impopolari, ma vitali, visto che le pandemie non si sconfiggono con la demagogia.

 

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