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Politicamente scorretto
Draghi: svolta radicale nella lotta al Covid-19, ma restano domande irrisolte
Il Presidente del Consiglio Mario Draghi

Cambio al vertice della Protezione Civile (arriva Curcio in sostituzione di Borrelli) e sostituzione del commissario all'emergenza Arcuri con il Generale Figliuolo.

Il Presidente del Consiglio si affida ad Esercito e Protezione civile per l'organizzazione della vaccinazione di massa, aspettando i tanto agognati sieri. La strategia è chiara. Ancora restrizioni per i cittadini, imprese, commercianti, unitamente ad un piano vaccinale in stile Israele, UK e USA, con inoculazioni a tappeto effettuate capillarmente sul territorio, h24.Vaccini e restrizioni, le due "armi" scelte da Draghi.

Saranno efficaci? Questa è solo la prima domanda che i cittadini italiani vorrebbero porre alle autorità responsabili della battaglia contro il Covid-19. In realtà, analizzando questi 12 mesi di pandemia, le domande e le osservazioni sono diverse. In maniera didascalica eccone alcune.

A livello medico scientifico sarà sufficiente, per sconfiggere il virus, affidarsi solamente ai vaccini, seppur numerosi, di diverso tipo e di quantità notevoli, una volta arrivati a regime nella produzione?

L'osservazione che sorge ad un cittadino attento, informato dalla schiera di esperti circa le più importanti varianti del virus Sars-CoV-2, riguarda l'efficacia dei vari vaccini. Oggi, così come nei mesi a venire, in caso di ulteriori mutazioni sostanziali. E riguarda anche la capacità e la possibilità di adeguare celermente i sieri.

A questa osservazione e preoccupazione si associa la domanda che verte sulla conoscenza di quale stadio sia stato raggiunto nella ricerca di antivirali a largo spettro e ulteriori farmaci, per curare coloro che sono affetti dal patogeno e come prevenzione dell'infezione.

Ci si chiede a che punto sia la sperimentazione di numerosi nuovi farmaci ritenuti potenzialmente efficaci per la cura della patologia. In ordine sparso. I farmaci Exo-cd24 e Allocetra, sviluppati rispettivamente dai ricercatori del Sourasky medical center di Tel Aviv e del centro Enlivex di Gerusalemme, che in fase II hanno dato confortanti risultati di guarigione di pazienti in gravi condizioni.

Quale risultato ulteriore sia stato ottenuto dalla ricerca scientifica della terapia con cellule staminali derivanti dai cordoni ombelicali dei neonati, sviluppata dall'Università di Miami diretta dal Prof. Ricordi, in sinergia con l'ateneo di Modena-Reggio Emilia del dottor Dominici.

Quali siano i risultati ottenuti dalla ricerca della Georgia State University di Atlanta dell'antivirale Molnupiravir considerato molto promettente non più tardi di 3 mesi fa.

Non solo i centri ricerca di Israele e USA hanno sviluppato farmaci promettenti, ma anche in Italia la scienza medico-farmacologica ha ottenuto risultati confortanti. Tra i tanti, gli anticorpi monoclonali sviluppati dal team del Prof. Rappuoli del centro GSK vaccine di Siena.

Anticorpi monoclonali potentissimi, come dichiarato dallo stesso istituto, che sarebbero efficaci anche contro le varianti del virus. Un centro di eccellenza per lo sviluppo di farmaci anche per altre patologie future.

Il cittadino chiede al nuovo Governo capitanato dal Prof. Draghi quale sia la strategia in fatto di investimenti di risorse e di denaro riguardo questi medicinali. Una comunicazione indispensabile per rinfocolare la speranza di vittoria contro il Covid-19.

Una sinergia di "armamenti" letali per la lotta al virus che fornirebbe nuova linfa e forza alla cittadinanza stanca e preoccupata. Oltre all'aspetto medico-farmacologico, è d'uopo chiedere all'Esecutivo quale strategia si voglia adottare di concerto con i partners europei per evitare la diffusione del contagio proveniente dai Paesi stranieri ed evitare di vanificare gli sforzi profusi finora, se non si erige una barriera agli ingressi di qualunque persona che voglia varcare i confini nazionali con il pericolo di importare nuovi e più temibili varianti del patogeno che andrebbero a generare focolai difficilmente contenibili non conoscendone la potenzialità diffusiva oltre alla letalità.

E' spontaneo chiedersi per quale ragione non vengano adottate le misure applicate in molti Paesi dell'Estremo Oriente ove vige l'obbligo di quarantena per chiunque varchi i confini con tampone di controllo dopo 15/20 giorni, e dove la circolazione del virus e il numero di contagiati e decessi è irrisorio rispetto a quanto accaduto alle nostre latitudini.

Motivazioni ideologiche, geo-politiche, economiche? Nessuna di queste ha un peso preponderante nei confronti della lotta al virus visto le conseguenze deleterie che abbiamo sofferte in questi mesi.

Domande e osservazioni comuni, a cui rispondere per dare alla cittadinanza un traguardo futuro, una meta raggiungibile, un barlume di speranza che genererebbe maggior resilienza e una maggiore disponibilità di sopportazione delle restrizioni imposte che incidono sulla vita di ogni singola persona.  

 

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