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Questioni internazionali
India e Vietnam contro la Cina

Poco prima del G20 ospitato nella città cinese di Hangzhou, i leader di India e Vietnam si sono incontrati a Hanoi. Rafforzata la cooperazione in chiave anti Cina. Il peso dell’India nella geopolitica dell’est asiatico. Perché New Delhi si interessa al Mar Cinese Meridionale.

Perché l’India è così interessata alle vicende del Mar Cinese Meridionale? Dove nasce la necessità di New Delhi a rafforzare l’alleanza con il Vietnam contro la Cina? Ho fatto al riguardo diverse ricerche e la tesi più convincente mi sembra quella di Gordon G. Chang, autorevole esperto di geopolitica dell’Asia e firma del New York TimesWall Street Journal eInternational Herald Tribune. Chang ha collaborato anche per la Cia, il Dipartimento di Stato americano e il Pentagono, oltre a aver scritto diversi libri sull’argomento.

Sul suo blog, Chang sostiene che l’India guarda con interesse i mari dell’Asia orientale perché la sua prosperità commerciale passa da lì, in particolare da due rotte: lo stretto di Malacca e il Mar Cinese Meridionale. Due vie d’acqua che connettono l’Oceano Indiano con il Pacifico. I commerci dell’India con il resto dell’Asia sono obbligati a passare da lì. Perché via terra l’India è collegata al resto dell’Asia attraverso l’Himalaya e i suoi percorsiardui.Il 55% del commercio indiano, specifica Chang, passa dal Mar Cinese Meridionale.

Non sorprende quindi che Paesi come Vietnam, Filippine, Giappone, Singapore, Australia e gli Stati Uniti stiano lavorando da anni per coinvolgere New Dehli a entrare nello scacchiere geopolitico regionale.

Soprattutto il Vietnam. Lo scorso 3 settembre, poco prima del G20 ospitato nella città cinese di Hangzhou, il primo ministro vietnamita Nguyen Xuan Phuc ha incontrato la sua controparte indiana Nerenda Modi a Hanoi. I due leader hanno parlato delle relazioni tra i loro Paesi e hanno sottoscritto 12 accordi commerciali. Davanti alla stampa e al pubblico hanno evitato richiami alla Cina, anche se la questione di Pechino aleggiava nell’aria inevitabilmente.

Tra gli accordi firmati da Modi e Phuc, ce n’è uno rilevante: la vendita indiana ai vietnamiti di navi da pattuglia veloci di fabbricazione indiana. Valore dell’acquisto: 100 milioni di dollari. Che il Vietnam paga attraverso un credito internazionale dilazionato nel tempo e accettato dalla stessa India. Modi e Phuc hanno firmato anche una serie di dichiarazioni congiunte tra cui la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale. I due leader hanno poi dichiarato che la loro alleanza già annunciata nel 2007 adesso assume una dimensione globale.

L’avvicinamento del Vietnam all’India è comprensibile. I due alleati storici di Hanoi, Cina e Russia, si stanno progressivamente allontanando dal Vietnam. La Cina è diventata una minaccia per il Vietnam dopo le ambizioni di Pechino sulle acque nel mar cinese meridionale e le tensioni innescate nella regione. La Russia, alla ricerca di partner internazionali, si sta allineando alla Cina e, quindi, prendendo le distanze da Hanoi, che non può accettare per la propria stabilità e sicurezza alcun avvicinamento a Pechino. Il Vietnam, grazie all’alleanza con l’India, è quindi sempre più dentro nel campo americano insieme a Filippine, Giappone, Malesia e Singapore. Uno scenario nuovo nelle relazioni internazionali e geopolitiche regionali in cui il campo tradizionalmente vicino agli Usa e anti-cinese ha “acquistato” nella propria batteria un nuovo e insolito giocatore.

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