Da una settimana non prende palla.
Il Grande Capitano, timoniere ruvido di un’improbabile alleanza, è scivolato in pochi giorni nel baratro che assume di ora in ora proporzioni imbarazzanti.
Salvate Salvini dal delirio di onnipotenza mediatico, e dall’idea che possa diventare l’Uomo Solo al comando, da quando ha deciso di sbarazzarsi dell’algido Conte, reo di aver aperto fronti di dialogo col Demone Europeo, e con le corazzate nemiche delle ONG.
Matteo è scivolato a ripetizione, sulla sfiducia, sulle dimissioni della compagine leghista, su altri accordi in extremis col brontosauro di Arcore, insomma da qualche giorno(ma sembra passato un secolo dalla sua inarrestabile ascesa all’Empireo della politica nazionale), il nostro eroe sembra essere tornato al rango di “arruffapopoli brianteo”, dopo aver sperato di diventare più che lo Statista, direttamente: lo Stato.
Ora teme tutti: Renzi, Zingaretti, Silvio, perfino le cariatidi resuscitate Prodi/Letta, coi cinque stelle non parla più, e loro lo insultano sul personale, il Presidente della Repubblica fa finta di non conoscerlo e perfino Giorgetti e ascari vari cominciano a bestemmiare.
Non ha regalato l’Autonomia ai suoi governatori del Nord, sulla sicurezza, tutte le preture trovano pretesti per poterlo sbeffeggiare, e sui migranti,lasciamo perdere.
Salvini è all’angolo di un ring dove prenderlo a pugni è diventato lo sport e lo spot nazionale,e confrontarsi col bikini della Boschi è molto pericoloso.
Insomma che fine ha fatto il giovane Capo che aveva fatto sognare anche quelli che considerava meno della feccia, a sud della Padania? In effetti nel fantasioso mondo virtuale della politica italiana,sempre più simile ad un videogioco,questa violentissima crisi del leader maximo ci appare sorprendente.
Quel che è peggio e che non riusciamo ad immaginare una via d’uscita favorevole al Nostro, perché nessuno vuole andare alle urne veramente, e per variegati motivi, e tutte le altre soluzioni saranno sfavorevoli all’ex Capo, se si pensa che i suoi ex alleati gli chiedono un passo indietro per poter riannodare un’ipotetica e scialba alleanza giallo-verde.
Anche nelle foto,il Ministro sembra molto teso,ha paura anche dei selfie, spesso opera di contestatori, e il suo acerrimo nemico Saviano gli ha augurato di finire in galera, ipoetesi sempre possibile, se si verificassero due o tre passaggi politici ulteriormente negativi
Invocare la piazza e il popolo caro Matteo,non serve,perché la vecchia arroganza si sta trasformando in tenerezza, la debolezza degli avversari in spavalderia, una rinnovata alleanza per farlo diventare marginale, inutile, sia pure col suo esercito di votanti spaventati più di lui.
I suoi sodali non lo aiutano certo, inanellando quotidianamente, affermazioni bizzarre e inaccettabili.
Altri Mattei sono tramontati in un meriggio, ma la lezione non è stata sufficiente, e altri capi apparentemente invulnerabili sono stati trucidati, oggi il progetto populista ci appare sempre meno glamour, ma le preoccupazioni del capo non potranno risolversi nell’aula sorda e grigia.

