I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Under 30 e dintorni
Francesco Gabbani si racconta: la vittoria a Sanremo e tanto altro
Francesco Gabbani

Si è conclusa da poco l'intensissima settimana della kermesse sanremese. A salire sul palco, oltre ai tanti big, gli otto giovani della sezione “Nuove proposte” che incarnano i desideri di tantissimi ragazzi che vorrebbero coronare il sogno di portare la propria arte al grande pubblico e di vivere di musica. E questo è proprio il sogno, il desiderio nel cassetto di Francesco Gabbani, che ha trionfato con il suo pezzo Amen, ricevendo anche importanti riconoscimenti da parte della critica. Ho avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con Francesco, che ringrazio per la simpatia e disponibilità, e di farmi raccontare qualcosa di più su di lui e sul suo Sanremo. Un Francesco Gabbani che confessa di non aver ancora avuto modo di riprendersi dal bellissimo “colpo” della vittoria, ma già pronto a partire con l'in-store tour per la promozione del suo album Eternamente ora. Un tour che inizia proprio oggi a Milano, al Mondadori Store di via Marghera 28, alle ore 18, ma che lo porterà in giro per tutta l'Italia, con un calendario che si sta via via arricchendo. Ma il suo desiderio più grande è quello di partire coi live, per salire di nuovo sul palco.

 

Francesco, partiamo subito da Sanremo. Un grande successo e, immagino, un'enorme emozione e soddisfazione. Oltre che un punto di arrivo, è anche un punto di partenza?

Assolutamente sì. Ovviamente è un punto di arrivo e un riconoscimento per tutto il percorso che ho fatto fino ad ora. Ho iniziato a suonare a dodici anni. Di esperienza - diciamo anche di “gavetta” - ne ho fatta tanta. Ho fatto parte di una band, con cui abbiamo prodotto dei dischi. Sicuramente un'esperienza formativa. Poi ho iniziato la mia avventura come solista e cantautore. Nel 2013 era già uscito un mio album. Quindi Sanremo è indubbiamente una grande soddisfazione, ma lo vedo anche come un trampolino di lancio, una prima conferma. Ho voglia di continuare a suonare e di comunicare il mio punto di vista, sempre attraverso la musica. E comunque sono molto contento e colpito per la risposta fantastica che sto avendo in questi giorni, sia a livello musicale e artistico che umano, in quanto moltissime persone mi dicono che “Amen” è per loro un motivo per riacquistare entusiasmo.

Ne approfitto per farti subito una domanda che di solito si fa “alla fine”, ma oggi andiamo controcorrente. Che programmi e progetti hai per il dopo Festival?

In primo luogo ovviamente il mio tour, che parte oggi da Milano, per la promozione del mio album, “Eternamente ora”. Girerò tutta l'Italia e incontrerò tantissime persone. Molte tappe sono già fissate ma sui social e sul mio sito il calendario verrà continuamente aggiornato con nuovi incontri e nuove destinazioni.

E poi non vedo l'ora di partire coi live, salire sul palco, esibirmi. Per me è importantissima la spontaneità durante le esibizioni, lasciarsi andare e divertirsi, anche se prima, di solito, mi accompagnavo con la chitarra. Quindi si può dire che l'esibizione più ritmata di Sanremo sia stata un esperimento.

Se non sono indiscreto, a chi hai dedicato la vittoria?

A tutti quelli che in questi anni mi hanno appoggiato e sostenuto, che hanno creduto in me. Poi ovviamente ai miei amici e alla mia compagna.

Il tuo Sanremo è stato segnato anche dal problema tecnico della votazione che, in un primo momento, ti vedeva eliminato. Cos'hai provato in quei momenti? E – se si può riferire – cosa vi siete detti poi con Miele?

Una delusione fortissima. Posso dire che quella è stata senza dubbio l'ora e mezza più tesa della mia vita. Abbiamo saputo subito che c'era stato un problema e per questo devo ringraziare moltissimo la Sala Stampa e i giornalisti che si sono attivati immediatamente. Anche Massimo Giletti, che è intervenuto prontamente per far presente quanto stava accadendo. Grazie al Web la segnalazione del problema tecnico è potuta avvenire in tempo reale.

Con Miele proviamo una grande stima e affetto reciproci. Purtroppo non abbiamo avuto molto tempo, quindi ci siamo potuti dare solo un forte abbraccio. Ma posso dire che tra tutti noi si è instaurato un ottimo clima di amicizia e affetto che ha contribuito a rendere speciale quest'esperienza.

Passiamo ad Amen, un pezzo all'apparenza “leggero” e sicuramente musicale e allegro, che però ha un contenuto importante. Il tuo testo infatti denuncia un po' quella che è la situazione italiana di oggi, con mille problemi e un forte senso di passività e rassegnazione. Qual è il messaggio che vuoi lanciare con Amen?

Con “Amen” ho voluto fare un'analisi, una riflessione sulla situazione che stiamo vivendo, appunto. Proprio il titolo, “Amen”, indica la rassegnazione, l'atteggiamento di molti che davanti ai problemi aspettano il miracolo, qualcosa che arriva da fuori per aiutarli. E proprio usando il tono sarcastico ho voluto dire che invece bisogna fare l'opposto, dare importanza alla soggettività nel nostro destino. Noi ne siamo gli artefici. E, citando un verso della mia canzone, ritengo che quando le cose proprio non cambiano, siamo noi a dover cambiare atteggiamento verso le cose.

 

E per quanto riguarda i giovani, come dovrebbero affrontare la vita e i problemi con cui si trovano a lottare?

Secondo me un punto di partenza importante per costruire qualcosa è accettarsi per quello che si è, coi propri limiti. È inutile cercare di arrivare a qualcosa che non fa parte di te. Ci vuole autoconsapevolezza. Bisogna guardare ai propri lati positivi e non a quello che non si ha. Oggi è tutto veloce, abbiamo tanto e si finisce per desiderare anche quello che non abbiamo.

Parlando sempre di giovani, che consigli daresti a dei ragazzi che volessero tentare di seguire le tue orme e lanciarsi nel mondo della musica?

Il mio consiglio è di vivere la musica e fare musica per il piacere di farlo. Deve essere appagante. Non bisogna cercare e puntare sul lato commerciale. Non bisogna forzare, ma lasciarsi andare alla passione. Forzando si nega la spontaneità.

Tra i tanti motivi di turbolenza oggi in Italia c'è anche lo scontro sui diritti civili. Tu stesso hai portato sul palco i famosi nastrini. Cosa pensi del Sanremo arcobaleno e del dibattito in corso?

Io sono sempre salito sul palco coi nastrini arcobaleno perché ritengo che sia giusto così. Sono assolutamente favorevole alla concessione dei diritti. E penso che Sanremo abbia giustamente dato questa dimostrazione perché ha anche una grande responsabilità a livello culturale.

Passiamo ora a Francesco Gabbani. Cos'è stata e cos'è oggi la musica per te, che in un certo senso sei “figlio d'arte”? Come entra nella tua vita e caratterizza le tue giornate?

Sì, mio padre era un musicista e ha tuttora un negozio di strumenti musicali. Sono cresciuto tra gli strumenti. La musica è la mia forma di espressione, non posso concepire la mia vita senza. Mi ha sempre accompagnato, prima ascoltandola e poi facendola. La musica in fondo è la colonna sonora della nostra vita e può farci stare benissimo o malissimo, quando non entra in sintonia con le nostre frequenze.

Se potessi salire su un palco e duettare con uno dei tuoi idoli, chi vorresti che fosse?

Non ho miti, non credo nella mitizzazione. Ma se dovessi scegliere, sarebbe l'immenso maestro Franco Battiato.

Tantissimi tuoi colleghi hanno un portafortuna, un rito scaramantico... qual è il tuo?

Non ne ho. Né porta fortuna, né riti scaramantici. La scaramanzia non è un tratto che mi contraddistingue. Ma per tantissimi altri sì. Uno su tutti, il maestro Vince Tempera con la sua cravatta fortunata.

Per concludere, ora che hai vinto Sanremo qual è il tuo nuovo sogno nel cassetto?

Oltre ai live, il mio desiderio più grande è che le persone che mi hanno seguito fino ad ora continuino a farlo, che seguano la mia crescita. Perché non si smette mai di crescere e cambiare.

E poi, ovviamente, il sogno di vivere di musica.

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

Commenti
    Tags:
    francesco gabbanisanremosanremo 2016giovanivincitore sanremoamennewstour
    in evidenza
    Il trauma di Romina Carrisi "Ho lavorato negli strip club"

    Dolorosa esperienza negli USA

    Il trauma di Romina Carrisi
    "Ho lavorato negli strip club"

    i più visti
    in vetrina
    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena


    casa, immobiliare
    motori
    Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen

    Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.