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Under 30 e dintorni
Milano Design Week. Gli under 30 Zanellato/Bortotto
Daniele Bortotto e Giorgia Zanellato

Tra pochi giorni prenderà il via la nuova Milano Design Week che anche quest'anno vedrà l'intera città interessata da decine di eventi, incontri e feste caratterizzati da arte e creatività.

Un settore, il design, in grande crescita e che interessa e coinvolge sempre di più i giovani.

Ho così incontrato due designer under 30, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto, che hanno fondato lo Studio Zanellato/Bortotto, con sede a Treviso, e mi hanno raccontato il loro percorso e i progetti che anche quest'anno porteranno a Milano per il Fuori Salone.

Cosa significa essere creativi e designer? Ce lo raccontano Giorgia e Daniele.

 

Chi sono Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto? Come e quando è nato lo Studio Zanellato/Bortotto?

Siamo due progettisti under 30 con una particolare propensione al mondo del design del prodotto e dell’arredo. Ci siamo conosciuti in Svizzera, dove abbiamo studiato all’Ecal, e l’amicizia che ci ha legati sin da subito si è trasformata poi in un rapporto professionale che nel 2013 ci ha portati ad aprire lo Studio Zanellato/Bortotto a Treviso.

Quando avete deciso che la vostra vita professionale si sarebbe realizzata nel segno del design? È una passione che per tutti e due arriva da lontano?

Inizia forse da una curiosità per un mondo da noi poco conosciuto, ma che visto dall’esterno trovavamo estremamente interessante. C’è sempre stata una passione, per il disegno e per l’idea di creare cose nuove, ed entrambi si sono concretizzati poi nel lavoro che portiamo avanti oggi.

Quali sono i principi e le idee che ispirano il vostro progetto? Ci volete parlare del “caos creativo” alla base del vostro lavoro?

Di “caos creativo” ce n’è molto, ed è forse la parte più stimolante del nostro lavoro. Siamo due personalità differenti, il confronto delle nostre idee ci mette ogni volta dinnanzi a sfide e progetti nuovi, in continua evoluzione. Alla base del nostro lavoro c’è il racconto e la volontà di narrare luoghi, esperienze, aspetti della nostra realtà che a volte sottovalutiamo o non prendiamo sufficientemente in considerazione.

Cos'è la creatività per voi? È un elemento che permea tutta la vita di un designer, al di là degli aspetti più specificamente professionali?

Certamente la creatività è un aspetto fondamentale della vita di un designer, e va oltre l’usuale orario lavorativo. L’esperienza fa si che ogni elemento della quotidianità possa divenire ispirazione, o una scintilla per risolvere un problema in un progetto. Si guarda un po’ ciò che ci circonda con un occhio differente.

Abbiamo accennato alla “vita di un designer”. Quali sono gli elementi più tipici che la caratterizzano?

Lo stiamo scoprendo anche noi di giorno in giorno, c’è sempre qualche novità che si inserisce nella nostra “vita da designer”! Certamente il momento che più ci stimola è l’inizio di un nuovo progetto, il conoscere un’azienda e le sue logiche e peculiarità, il confronto tra noi che diventa poi un disegno su un foglio di carta. Ci sono così tanti aspetti che è difficile elencarli, o dar loro un ordine.

Come immagino saprete, nel mio blog mi occupo in particolare del mondo dei giovani, degli under 30. Che consigli vi sentireste di dare, anche a livello di studio e di esperienze formative, a dei ragazzi che volessero seguire la vostra strada?

A livello di esperienze consiglieremmo certamente di provare a studiare o lavorare almeno per un periodo all’estero. È stato per noi determinante per riuscire a confrontarci con realtà differenti dalla nostra e per maturare personalmente e professionalmente. E poi bisogna senz’altro rischiare, noi in qualche modo lo abbiamo fatto tornando in Italia in un momento piuttosto difficile e aprendo il nostro studio. Le possibilità ci sono, e ci sono tante persone disposte a credere nel lavoro e nell’impegno dei più giovani.

I giovani e il design. Qual è, secondo la vostra esperienza, il loro rapporto? Ci sono differenze nel modo di percepire e vivere il design in Italia e all'estero?

È un rapporto a volte difficile, in Italia forse di più rispetto agli altri paesi. Forse perché il termine stesso, “giovane designer”, viene a volte abusato o usato per un lasso di tempo troppo lungo. Detto questo, l’Italia resta il paese del design, il più ricco di aziende e realtà artigianali da scoprire. Come per molte altre cose ci risulta difficile capirlo, e non ne sfruttiamo sufficientemente il potenziale. Siamo comunque molto positivi, il futuro del design è roseo!

Tra qualche giorno prenderà il via la Milano Design Week, uno degli appuntamenti più importanti per quanto riguarda il mondo del design, al quale anche lo Studio Zanellato/Bortotto parteciperà. Come ci si prepara ad un avvenimento così rilevante?

Cercando di recuperare qualche energia nel weekend, prima di arrivare a Milano. Siamo molto contenti perché quest’anno presenteremo diversi progetti, e crediamo molto in ognuno di essi. Siamo impazienti di vederli finalmente dal vivo! Nel tempo che ci resta mettiamo a punto le agende e prepariamo la tabella di marcia che si preannuncia particolarmente fitta.

La Milano Design Week si articola nel Salone Internazionale del Mobile e nel Fuori Salone. Quali sono le anime di queste due realtà? Com'è la vita di un designer che partecipa all'evento, durante questa settimana?

Noi saremo maggiormente presenti al Fuori Salone, dove forse negli ultimi anni si è concentrata maggiormente la quantità di eventi. Per ogni designer la Fiera resta comunque un appuntamento fondamentale, che permette di conoscere gli ultimi prodotti più interessanti e di avere la possibilità di confrontarsi direttamente con le aziende presenti. Il Fuori Salone è un vortice di incontri, presentazioni, feste, e ogni designer deve essere certamente ben allenato e organizzato per affrontarli al meglio.

Ci volete parlare delle vostre esperienze passate e di cosa vi aspetta quest'anno? Che progetti avete per il futuro più a lungo termine?

Ci siamo presentati insieme a Milano tre anni fa, nel 2013, quando abbiamo portato al Salone Satellite il progetto “Acqua Alta”. È stato un momento fondamentale, e tutto è poi successo molto velocemente. Proprio al Salone Satellite abbiamo conosciuto per caso Patrizia Moroso e l’anno dopo, nel 2014, presentavamo per lei la collezione “La Serenissima”, un’esperienza importantissima ed emozionante, soprattuto per una coppia di designer a inizio carriera. Abbiamo trovato persone disposte a credere fortemente in noi, e così anche quest’anno presenteremo dei nuovi progetti per clienti come Cappellini e Galleria Nilufar, per citarne alcuni. In futuro vorremmo lavorare nel campo della progettazione di interni, pensare in scala più grande è una sfida che inseguiamo ormai da tempo.

In particolare, ci volete ora accennare ancora qualcosa su Exquisite Jungle? In un mondo orientato alla tecnologia e all'artificiale, qual è il significato di questo vostro progetto, tutto basato sulle piante e sul “mondo esterno” e naturale?

È un progetto molto particolare, ed è stato il primo allestimento da noi seguito per un’azienda. Novamobili, nello specifico, è una realtà davvero interessante ed è fortemente specializzata nella progettazione di librerie e armadiature per la zona notte. Ci siamo quindi misurati con sistemi molto lineari, con spazi disegnati da geometrie e volumi che abbiamo in un certo senso rotto con la presenza delle piante. Un po’ ispirati al “Manifesto del terzo paesaggio” di Clement, abbiamo immaginato un mondo naturale, vegetale, che entra tra le mura domestiche e si fonde con lo spazio artificiale creato dall’uomo. È una coesistenza nuova, ma molto pacifica, che ha portato alla creazione di una serie di soluzioni estremamente interessanti.

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

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