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Il fisico Carlo Rovelli svela ad Affari le novità della fisica

Il fisico Carlo Rovelli svela ad Affari le novità della fisica
libri raffaello cortina (3)

Tempo, spazio e materia appaiono generati da un pullulare di eventi quantistici elementari. Comprendere questa tessitura profonda della realtà è l’obiettivo della ricerca in gravità quantistica, la sfida della scienza contemporanea dove tutto il nostro sapere sulla natura viene rimesso in questione. Il fisico Carlo Rovelli, nel libro La realtà non è come ci appare (Raffaello Cortina editore), conduce il lettore al cuore dell’indagine in modo semplice e avvincente. Racconta come sia cambiata la nostra immagine del mondo dall’Antichità alle scoperte più recenti: l’evaporazione dei buchi neri, l’Universo prima del big bang, la struttura granulare dello spazio, il ruolo dell’informazione e l’assenza del tempo in fisica fondamentale. L’autore disegna un vasto affresco della visione fisica del mondo, chiarisce il contenuto di teorie come la relatività generale e la meccanica quantistica, ci porta al bordo del sapere attuale e offre una versione originale e articolata delle principali questioni oggi aperte. Soprattutto, comunica il fascino di questa ricerca, la passione che la anima e la bellezza della nuova prospettiva sul mondo che la scienza svela ai nostri occhi.

L’INTERVISTA

Come e da quali riflessioni nasce questo libro?

La fisica teorica sta scoprendo aspetti del mondo affascinanti e stupefacenti, e questi sono poco conosciuti.  Sopratutto, sta cambiando ancora una volta in profondità la nostra comprensione dello spazio e del tempo.  Volevo raccontare queste cose. La frontiera di quello che sappiamo su come è davvero fatto il mondo.

Quali sono oggi i temi “aperti” e in che campi ci dobbiamo aspettare i più grossi passi avanti?

Il grande problema è capire la natura dello spazio e del tempo.  Sappiamo che le nostre idee convenzionali sono sbagliate.  Lo sappiamo grazie alle scoperte della fisica del 900 (quanti e relatività generale), ma non abbiamo ancora trovato la nuova sintesi che metta tutto insieme.

E’ importante portare la scienza al grande pubblico atraverso una narrazione chiara e semplice?

Si. Però io penso che non bisogna fare l’errore di raccontare i risultati finiti. Bisogna raccontare il percorso di ricerca e scoperta. E’ questo che è interessante.  Bisogna parlare di quello che NON sappiamo, più di quello che sappiamo. Altrimenti il pubblico pensa che la scienza sia un insieme di risposte. Invece è un insieme di domande.

C’è chi è convinto che alla società serva una svolta culturale in senso scientifico, cioè portare la riflessione scientifica alla base dell’educazione, della cultura, della mentalità. E’ d’accordo?

Si, completamente. Ma questo deve comprendere gli aspetti problematici del pensiero scientifico, non le risposte preconfezionate. La scienza è pensiero critico in azione, non usa serie di ricette. Questo secondo me costituisce una buona base per una educazione a pensare.

Come giudica l’Italia nella ricerca scientifica? Avanti? Bloccata dalla burocrazia? Quali sono i problemi?

L’Italia ha una scienza di primo piano nel mondo. Recentemente la crisi economica e scelte politiche che a mio giudizio sono sbagliate stanno dilapidando questa ottima eredità. Penso che date le condizioni attuali molto difficili della ricerca in Italia il livello precedente non sarà mantenuto.

 

L’autore

Carlo Rovelli, creatore di una delle principali linee di ricerca in gravità quantistica, è tra i fisici teorici più attenti alle implicazioni filosofiche dell’indagine scientifica. Membro dell’Istituto universitario di Francia e dell’Accademia internazionale di filosofia delle scienze, dirige il gruppo di ricerca in gravità quantistica dell’Università di Aix-Marsiglia. Collabora con il Domenicale del Sole24Ore.