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A che punto è la psicoanalisi?
“La psicoanalisi, come la filosofia, è ricerca della verità, solo che per la filosofia la verità risponde a un concetto universale, mentre per la psicoanalisi si incarna nel singolo e nel caso di malessere o sofferenza, nel rapporto dell’individuo con il sintomo di quel malessere”.
Che cos’è questa verità?
“Lacan diceva che non esiste il ‘vero sul vero’ e intendeva dire che da una parte il soggetto dipende da quello che accade nell’altro e nella cultura circostante, ma al tempo stesso nell’altro non è possibile trovare un significante che possa rappresentare il soggetto. Da psicoanalista, della filosofia mi ha sempre interessato quella sua parte che mette in discussione la filosofia stessa. E ho trovato nel primato dell’etica sull’ontologia il principio che poi mi ha condotto alla psicanalisi”.
Passiamo all’Italia di oggi…
“Vedo due forme diverse, ma equivalenti di estremismo liberale, adolescenziale: da un lato il Pdl e il suo leader, entrambi incarnano il godimento refrattario a ogni forma di limite e legge: la legge ad personam ne è il simbolo. La stessa mentalità la ritroviamo nei grillini. Il loro movimento ha il culto idolatrico della democrazia concepita senza mediazione e senza rappresentanti, ma la democrazia invece consiste proprio nella ricerca di mediazione e dialogo. L’idea di ‘stare fuori’ dalla mediazione ricalca il modello berlusconiano dell’imprenditore che entra in politica”.
Grillo?
“E’ l’espressione di un moralismo esaltato, come ha detto Napolitano, in cui viene considerato inciucio quello che invece è lavoro di mediazione, l’antica arte aristotelica”.
Anche se la politica oggi…
“E’ vero, è una politica di inciuci spesso, ma resto contrario a fare tutta un’erba un fascio e non interrogarsi sulle differenze”.
Il suo ultimo libro parla della figura del padre, come si incarna questo modello in Italia?
“Abbiamo da una parte Papi, un modello incestuoso che si è dimostrato totalmente inadeguato ad occupare una figura responsabile di leader. Le notti di Arcore sono un problema perché il teatrino di un godimento personale viene trasferito nelle istituzioni e questo non è accettabile. Dall’altra parte abbiamo Grillo che è entrata in politica per una spinta autentica di indignazione e cambiamento, ma che come tutti gli estremisti finisce per non capire l’importanza del dialogo”.
E la sinistra?
“La sinistra è la mia famiglia. Se Renzi fosse stato candidato premier avrebbe stravinto, Berlusconi non esisterebbe più e Grillo sarebbe stato fortemente ridimensionato. L’errore di Bersani è stato quello di non fare questo calcolo, quello di Renzi è stato di voler entrare in rotta di collisione con la struttura del partito: diciamo che il padre non ha voluto tramontare, il figlio non ha capito il valore del padre. Non so come se ne uscirà”.
E al Quirinale?
“E’ ora di una donna. Vorrei la Bonino”.
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3 FEBBRAIO – “Quel che resta della Psicoanalisi nella nostra modernità”. GUARDA LA VIDEO CONFERENZA
Domenica 3 febbraio a Filosofia sui Navigli lo psicoanalista Sergio Contardi ha cercato di rispondere alla domanda: che cosa resta della psicoanalisi oggi? La risposta è ricavata non solo da una attenta analisi del pensiero freudiano, ma da diversi spunti quali la tesi del genetista Edoardo Boncinelli, lo Zibaldone di Leopardi, alcuni pensieri di Sant’Agostino, tutti volti a dimostrare come la “scienza” di Freud, nata per dare rifugio scientifico al problema religioso dell’anima, non possa avere senso se slegata dal contesto sociale e collettivo. Quello che resta dunque è, come sosteneva Lacan, la sua natura come sintomo del disagio contemporaneo. Attraverso Foucault e Nietzsche poi (che per primo teorizzò la morte simbolica di Dio) Contardi analizza il rapporto tra soggetto-verità-linguaggio, presupposto fondamentale dell’approccio psicoanalitico…
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