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Speciale Popsophia 2013

Speciale Popsophia 2013
Popsophia
APPUNTAMENTO A PESARO, DAL 3 AL 7 LUGLIO

Cinque giorni, più di 50 ospiti tra intellettuali, filosofi, personaggi dello spettacolo, 7 rassegne, un grande contenitore per la Videoarte e la fotografia, e un unico tema, Eroi e antieroi, declinato in quattro nuclei narrativi: Musica, Corpo, Finzione e Realtà. Esiste l’epica oggi? A questa domanda sono chiamati a rispondere numerosi ospiti, dai big della filosofia internazionale quali Marc Augé, Umberto Curi, Umberto Galimberti, Elio Matassi, Salvatore Natoli, Francesca Rigotti e Gianni Vattimo, ai grandi nomi dello spettacolo, dell’arte e dello sport come Josè Altafini, Luca Beatrice, Piero Cesanelli e la sua Musicultura, Enrico Ghezzi, Amedeo Goria, Saverio Marconi e la Compagnia della Rancia. I più irriverenti filosofi della Pop Filosofia come, Luca Beatrice, Simone Regazzoni, Salvatore Patriarca, Leonardo Arena, Marcello Ghilardi e le più importanti firme della cultura: Antonio Gnoli di Repubblica, Corrado Ocone del Corriere della Sera, Paolo Pagliaro di La7, Laura Cervellione de Il Giornale, Massimo Raffaeli de La Stampa, Lella Mazzoli direttore dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

Tra un incontro e l’altro le degustazioni filosofiche dell’Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini con la guida del sommelier Otello Renzi, il jazz e le sue decostruzioni, il punto libri curato dalle Librerie Coop, l’ArtLab per i bambini di Ittico Pescheria e gli interventi artistici del laboratorio fotografico di Macula.

“Non c’è niente di più pop delle donne e dell’immagine femminile”. Per questo la filosofa Monia Andreani, ne parla al Festival di filosofia pop. In che senso oggi si può parlare di libertà delle donne? “Siamo tornati indietro rispetto agli anni Sessanta e Settanta, anni in cui il movimento femminista aveva aperto un varco nella società. Oggi il patriarcato ci ha dato uno schiaffo e ci ha riportato a una società molto ambigua che presenta una libertà e una apertura che nei fatti non esistono. Essere eroine oggi? Fare tutto ciò che per le donne oggi non è considerato eroico…”

 

LA VIDEOINTERVISTA A MONIA ANDREANI, CLICCA QUI

Monia Andreani (http://www.moniaandreani.it/) svolge attività di ricerca in Filosofia Morale presso l’Università di Urbino Carlo Bo, ed è docente di Diritti Umani presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa di Bioetica, Etica della comunicazione, Antropologia filosofica e Diritti Umani. La sua attività di ricerca attuale è concentrata sul tema della vulnerabilità umana e sui diversi orizzonti del prendersi cura di sé e degli altri, specialmente in ambito bioetico. Da sempre la sua attività didattica in ambito di teoria politica e diritti umani è dedicata alle dimensioni della diseguaglianza che riguardano le donne e alla promozione di spazi di libertà femminile. Si dedica anche all’aspetto teorico e pedagogico della didattica di genere e svolge attività di consulenza e di formazione per docenti delle scuole su come utilizzare una metodologia di genere analitica e su come riflettere sulla metodologia di insegnamento che tenga conto della differenza di genere delle studentesse e degli studenti, con particolare attenzione agli stereotipi di genere operativi nelle discipline scolastiche e nei programmi.
 
Tra le sue pubblicazioni: Il terzo incluso. Filosofia della differenza e rovesciamento del platonismo, Editori Riuniti, 2007; Twilight. Filosofia della vulnerabilità, Ev edizioni, 2011. Ha curato con Alessandra Vincenti un volume dedicato all’introduzione della metodologia di genere nell’ambito dell’insegnamento universitario in una prospettiva interdisciplinare: Coltivare la differenza. La socializzazione di genere e il contesto multiculturale, Unicopli, 2011. Con Marcello Dei e Massimo Russo ha curato il volume Bioetica e dibattito pubblico tra scuola e società, Unicopli, 2012; all’interno del volume ha dedicato un saggio all’intreccio tra bioetica e pensiero delle donne nella prospettiva dei diritti umani e ha curato un glossario ad uso didattico.

 

 

SPECIALE NUOVO FEMMINISMO

 

“Le società occidentali verso il poliamore”. Il politologo Massimiliano Panarari racconta ad Affari la società di domani secondo Jaques Attali

Porno-sophia, quando l’hot diventa pensiero da sviscerare. INTERVISTA A REGAZZONI

Massimo Recalcati, “Ritratti del desiderio”. L’INTERVISTA”

Il padre è morto. Così cambia per sempre la tradizione. Intervista a Massimo Recalcati

Willy Pasini ad Affari: “Il tradimento? Sempre più frequente. E’ un bisogno sociale”…

Da designer a musa di Siffredi. Valentina Nappi, l’intervista di Affari

L’Italia è malata di sesso, ma la pornografia è un genere serio. L’intervista allo storico e massmediologo Pietro Adamo

La lussuria? E’ il motore della conoscenza. Parola di Giulio Giorello

 Carola Barbero, la pop filosofia parte da Sex and the city

“Non si può valutare l’intelletto astraendo dal corpo. Il nuovo femminismo? Non è bigotto e si occupa dei diritti di chi per scelta esibisce il proprio corpo, come le Sex Workers in Germania e Usa”. Il filosofo Simone Regazzoni, autore anticonformista che nel libro Pornosofia ha analizzato le dinamiche della rappresentazione del corpo, commenta con Affari, il tema della bellezza, tra filosofia e femminismo. INTERVISTA

FORUM/ Credi che la ricerca della verità possa raggiungere le masse attraverso nuovi linguaggi e forme di espressione moderne quali reality, telefilm e sit-com? O la cultura resta un fenomeno d’elite?

 

Segue l’intervista a Luca Taddio

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Proprio le telecamere del canale giornalistico della Rai riprendono in diretta il pomeriggio di Popsophia e l’intervento del politico più pop della scena italiana contemporanea. Renzi sveste i panni del politico puro per approcciarsi alla questione regina di Popsophia 2013, “Eroi e antieroi”, e presentare al pubblico di Pesaro il suo ultimo libro, Oltre la rottamazione (Mondadori, 2013). Un raccontare l’esperienza politica in forma di  empiria, come una vera e propria questione filosofica.

Il suo ultimo lavoro bibliografico è un manifesto del pensiero politico di Renzi, un saggio colloquiale che intende enfatizzare sul ritorno alla politica, alla gente e al suo sentire, ponendo le basi per quella rivoluzione del nuovo che può essere vista sia come atto eroico, che come atto antieroico. È al pensiero politico, sociale e culturale di Matteo Renzi, classe 1975, appartenente a quella generazione cresciuta tra cartoni animati giapponesi e Happy Days, che Popsophia dedica un affresco della contemporaneità politica, eleggendo proprio il primo cittadino di Firenze a simbolo di quella dicotomia della critica che si arrabatta nel definirlo ora eroe e ora antieroe dell’Italia politica di oggi.

Insieme al sindaco di firenze interviene il filosofo Luca Taddio sul tema “Marionette al potere”. L’intervista di Affari:

Partiamo dal titolo, perché “marionette al potere”?
Un’immagine suggestiva di quello che è oggi il potere politico, anzi direi l’assenza di potere politico: sono altri a muovere i fili, attori economici più che politici. Ma il vero problema è quello di comprendere da cosa dipende questa strutturale debolezza della politica.

E da cosa dipende secondo lei?
Il motivo principale è che la politica, agendo principalmente su scala locale-nazionale non è completamente in grado di far fronte ai problemi legati ai processi di globalizzazione in corso. Il capitalismo finanziario, diversamente dalla politica, agisce in modo globale e transnazionale. Oggi un ristretto gruppo di persone molto potenti decide il nostro destino. Non a caso uno slogan di successo recita: “We are the 99%”.

Perché parlare di potere (quindi anche di politica) a un festival di pop filosofia?
Parafrasando Hofmannsthal, potremmo dire che la vera profondità si nasconde in superficie.

Da cosa deriva lo stallo italiano?
Dalle regole del gioco. Lo stallo deriva dal fatto che da vent’anni attendiamo riforme strutturali che però non arrivano mai, perché nessuno vuole segare il ramo su cui è seduto. Purtroppo il ritardo e la crisi hanno complicato enormemente le cose.

Il mondo degli intellettuali può fare qualcosa?
Quanto il mondo dei cuochi, degli ingegneri, degli architetti, eccetera. Il mondo è fatto da singoli individui e non da “classi”: le responsabilità sono individuali e non collettive. Buone idee possono salvare il mondo, ma le idee non camminano da sole. 

Parteciperà Renzi: che “punto di vista” rappresenta all’interno del dibattito?
Quello della politica che, in fondo, è il punto di vista di tutti noi. Mi auguro che rappresenti una voce e una forza riformatrice. Le politiche riformiste si sono storicamente contraddistinte nel tentativo di esprimere una nuova sintesi tra idee fino ad allora apparentemente inconciliabili. In passato si è cercata la sintesi tra la tradizione socialista e la tradizione liberale, in seguito si è tentato di coniugare il merito con il bisogno, poi i diritti con i doveri. Questi sono temi ancora attuali, ma inadeguati a governare il futuro. La vera sfida consiste in come coniugare i processi di globalizzazione in atto con le istanze locali e territoriali: quanto locale e quanto globale. La cultura riformista non può schierarsi semplicemente pro o contro la globalizzazione, deve invece tentare una difficile sintesi sul piano culturale, economico e giuridico.

Mi dice qualcosa di pop?
Spesso vediamo come i supereroi entrano in scena quando tutto è perduto, l’abbiamo visto anche di recente nei film dedicati a Batman e Superman. Dato che il supereroe interviene quando tutti gli altri poteri di ordine politico-democratico sono falliti, c’è da augurasi di non aver bisogno di supereroi e forse sempre meno anche di uomini e di leader che da soli pensano di risolvere tutti i problemi.

Da filosofo, che soluzioni intravede per l’Italia di oggi?
Dobbiamo stabilire delle idee-guida regolative: se non decidiamo dove vogliamo andare nel lungo periodo, come e su quale base possiamo trovare i criteri per decidere cosa fare oggi? Un movimento dal basso deve mirare ad allargare la base decisionale democratica, legando i propri interessi alla dimensione locale, alla valorizzazione di ciò che si produce nel territorio; un secondo movimento dal basso deve avere come obiettivo quello di decidere su grande scala, su temi per loro natura globali e non locali: dai nuovi diritti all’ambiente. Tale sintesi passa necessariamente attraverso una cultura cosmopolita: l’idea di Morin di “Terra-Patria” come bene comune. Due le idee che possono guidarci lungo questo percorso: forme di democrazia diretta e partecipata, e gli Stati Uniti del mondo. Oggi sono idee astratte o ideali, ma che possono avere affetti concreti se progressivamente applicate. Diversamente temo che i grandi problemi che ci affliggono non abbiano soluzione.

 

 

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“Quell’hegeliano di Mourinho!”: lo avreste mai detto? Elio Matassi, direttore del Dipartimento di Filosofia della Università Roma3, professore ordinario di Filosofia morale e Presidente dell’Accademia Estetica internazionale di Rapallo, ha pubblicato per  Edizioni Il Ramo (collana Centofoglie) “Pensare il calcio” e al festival dedicato alla filosofia pop parlerà del rapporto (metaforico) tra un campo di calcio e la società. Così Arrigo Sacchi ma soprattutto Josè Mourinho diventano “filosofi” e secondo Matassi, il successo di Mourinho, per quanto attenuato dalla stagione appena trascorsa, si deve all’interiorizzazione da parte dell’allenatore portoghese di alcuni concetti rintracciabili in Hegel e Bergson: concepì il “Triplete”, applicando in maniera vincente all’organizzazione di una squadra il principio di “totalità”, subordinando giocatori, organizzazione e allenatore stesso alla realizzazione dell’Assoluto, anche a scapito dei dettagli. Riproponendo in tal modo il concetto hegeliano dello Stato che, rispetto alle parti che lo compongono (famiglia e società civile), costituisce il primo principio in quanto le parti realizzano il proprio fine solo se si commisurano alla Totalità-Stato.

“Pensare il calcio” di Elio Matassi, Edizioni Il Ramo (collana Centofoglie)

 

SEGUE L’INTERVISTA SULLA FILOSOFIA DEL PORNO DI LUCA BEATRICE…

 

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“I video di YouPorn? Sono una forma d’arte. Ecco come la filosofia pop interpreta l’erotismo nell’arte”

 

LO SPECIALE

Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni… Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull’editoria libraria

 

IL NUOVO LIBRO DI LUCA BEATRICE, IN LIBRERIA PER RIZZOLI – Dalle raffigurazioni più allusive a quelle più esplicite, fin dall’antichità l’arte ha sempre mantenuto forti legami con la rappresentazione del sesso. Nell’iconografia classica esiste una lunga lista di opere scandalose, tenute nascoste o custodite gelosamente per pochi, capolavori considerati oltraggio al pudore e banditi per il loro contenuto, ma è solo attraverso l’interazione con i mass media e con i moderni strumenti di diffusione che nasce il concetto di oscenità. In questo nuovo saggio Luca Beatrice, critico d’arte ironico e aperto alle molteplici sollecitazioni visive dell’arte contemporanea, esplora un tema “hot” che da Courbet a Picasso, da Man Ray a Mapplethorpe arriva alle performance di Vanessa Beecroft e Jeff Koons, agli spettacoli di Madonna fino a YouPorn, ultima frontiera dell’intrattenimento erotico.

L’AUTORE – Luca Beatrice è nato a Torino nel 1961. Critico d’arte e docente all’Accademia Albertina di Torino è stato curatore della Biennale di Praga (2003-2005) e della programmazione culturale per il Comune di Perugia (2005-2009). Nel 2009 è stato co-curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Ha pubblicato volumi e saggi sulla giovane arte italiana, fra cui, Nuova arte italiana (Castelvecchi 1998) e una monografia su Renato Zero, Zero (Baldini Castoldi Dalai 2007).

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UMBERTO CURI – È opinione diffusa che fra ragione e passione esista una differenza radicale: si ritiene che la ragione sia fredda e che il mondo delle passioni sia invece caratterizzato dal dominio dell’impulso. Da questo si fa spesso conseguire una svalutazione della dimensione passionale, che andrebbe tenuta a freno per far prevalere i dettami della ragione. Umberto Curi, nel libro Passione (Cortina) dissolve i pregiudizi tuttora prevalenti riguardo all’impulso e ai sentimenti che caratterizzano la natura umana. E, in un’intervista ad Affaritaliani.it, si spinge fino a un’analisi dettagliata del sistema democratico.

 

“La democrazia è il tentativo di tenere insieme l’esigenza della massima partecipazione dei cittadini al processo decisionale da un lato e dall’altro l’esigenza che quel processo decisionale sia competente: oggi, in Italia, ci ritroviamo al punto di massima tensione tra queste due esigenze e questo determina lo stato di profonda crisi. La democrazia è seriamente a rischio”.

E prosegue: “Monti ha rappresentato il momento di massima concentrazione sulla decisione tecnicamente qualificata, ma a scapito del potere dei cittadini che non lo hanno mai letto. Ora stiamo vivendo il polo opposto attraverso la ‘democrazia del web’ proposta da Grillo. Ma anche questo porta alla paralisi del processo decisionale. La vera sfida è tenere insieme le due componenti e farle coesistere”. Una soluzione? “Difficile essere ottimisti. Forse bisognerebbe avere il coraggio, con molto realismo e prudenza, di prevedere un’uscita dalla crisi andando oltre la forma democratica”.

Attraverso l’analisi di una molteplicità di opere differenti, poi, dai testi filosofici ai capolavori di Mozart, dai film di Pasolini alle grandi composizioni musicali di Bach, l’autore mostra l’importanza fondamentale che alle passioni è riconosciuta in tutta la tradizione culturale occidentale, dal mondo arcaico greco fino alla nostra contemporaneità, attraverso significativi passaggi all’età moderna.

Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università degli Studi di Padova e docente presso la facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha tenuto cicli di lezioni e conferenze in università europee e americane. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Lo schermo del pensiero (2000) e Straniero (2010).

 

SPECIALE POP-FILOSOFIA

I nuovi eroi seguono il godimento e se ne fregano della legge. Esce il nuovo libro di Simone Regazzoni

Non tutti i prodotti del web e della tv sono culturali, ma molti sì. Dobbiamo cominciare a cercare arte e cultura nei nuovi media di formazione. L’intervista a Simone Regazzoni

Francesco Bucci si scaglia contro la pop filosofia

Anima e iPad, intervista al filosofo Maurizio Ferraris

Luoghi comuni, l’intervista alla filosofa Nicla Vassallo: “La pop filosofia è una bufala”

LOST come la Divina Commedia/ Ecco come cambia la cultura

ESCLUSIVO/ Nasce un nuovo genere narrativo: Simone Regazzoni lancia la phil-com

Addio accademie e circoli, la filosofia è pop e arriva ai videogiochi e alle serie tv

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SPECIALE NUOVO REALISMO

Maurizio Ferraris ad Affaritaliani.it: “Diversamente da quanto sostenevano i postmoderni, il mondo sociale non è una sfera liquida ed evanescente”

DIBATTITO SUL NEOREALISMO FILOSOFICO/
Esplode la discussione: INTERVENTI, SPECIALE

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SPECIALE NUOVO FEMMINISMO

“Le società occidentali verso il poliamore”. Il politologo Massimiliano Panarari racconta ad Affari la società di domani secondo Jaques Attali

Porno-sophia, quando l’hot diventa pensiero da sviscerare. INTERVISTA A REGAZZONI

Massimo Recalcati, “Ritratti del desiderio”. L’INTERVISTA”

Il padre è morto. Così cambia per sempre la tradizione. Intervista a Massimo Recalcati

Willy Pasini ad Affari: “Il tradimento? Sempre più frequente. E’ un bisogno sociale”…

Da designer a musa di Siffredi. Valentina Nappi, l’intervista di Affari

L’Italia è malata di sesso, ma la pornografia è un genere serio. L’intervista allo storico e massmediologo Pietro Adamo

La lussuria? E’ il motore della conoscenza. Parola di Giulio Giorello

 Carola Barbero, la pop filosofia parte da Sex and the city

“Non si può valutare l’intelletto astraendo dal corpo. Il nuovo femminismo? Non è bigotto e si occupa dei diritti di chi per scelta esibisce il proprio corpo, come le Sex Workers in Germania e Usa”. Il filosofo Simone Regazzoni, autore anticonformista che nel libro Pornosofia ha analizzato le dinamiche della rappresentazione del corpo, commenta con Affari, il tema della bellezza, tra filosofia e femminismo. INTERVISTA

FORUM/ Credi che la ricerca della verità possa raggiungere le masse attraverso nuovi linguaggi e forme di espressione moderne quali reality, telefilm e sit-com? O la cultura resta un fenomeno d’elite?

LE RICETTE ANTICRISI DEI GRANDI FILOSOFI

La ricetta di Zygmunt Bauman in esclusiva ad Affari

Dall’intelligentia francese arrivano due lezioni importanti: l’ottimismo e l’importanza dell’azione. Le ricette di Edgar Morin e René Girard

Derrida, la sua ricetta per una società civile. Intervista a Regazzoni

Dopo Indignamoci! arriva Engagez-Vous!, Stéphane Hessel: indignarsi per cambiare il mondo