Nessuno si sarebbe potuto aspettare un successo così. Circa 4500 persone hanno partecipato alla Notte della filosofia, organizzato all’istituto francese di Berlino, un grande palazzo in cui ogni sala è stata dedicata alle riflessioni sui grandi temi del pensiero.
Una delle caratteristiche della notte tra il 13 e il 14 giugno che maggiormente ha sorpreso la critica è stata la grande affluenza di giovani provenienti da diversi paesi d’Europa.
L’idea lanciata da Monique Canto-Sperberg ha avuto un solo precedente a Londra nel 2012, ma dopo questo successo piovono le richieste perché venga realizzata nelle altre capitali. Nel 2015 l’iniziativa volerà fino a New York e l’anno dopo forse a Rabat. Ad attirare un pubblico giovane è stata la varietà delle proposte: oltre sessanta conferenze organizzate in modo dinamico, con proiezione di video e accompagnate da un djset d’eccezione di fama europea grazie a un’equipe di dj proveniente da Londra.
Alla maratona, durata 12 ore hanno partecipato Markus Gabriel, docente all’Università di Bonn che si è interrogato sul concetto di verità nei tempi contemporanei, Etienne Balibar, dell’ Università di Nanterre La Defense che ha analizzato il mondo postmoderno e Mark Crépon, dall’Ecole Normale Superiore, che ha reso omaggio a Romain Rolland.
Martin Saar dell’Università Goethe Francfort sur Le Main ha parlato delle prospettive franco tedesche nella filosofia della democrazia e Christian Sommer delle relazioni tra Francia e Germania all’interno delle tappe che definisce umanesimo, anti umanesimo e post-umanesimo. Samuel Thoma dell’ Università di Heidelberg ha proposto invece di riflettere sulla filosofia fenomenologica come critica della ragione psichiatrica. Molto apprezzato anche Christian Bonnet con il suo intervento sull’amore dei francesi per la filosofia tedesca.
